mercoledì, 27 settembre 2006
Scritte sul muro
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 2:17 pm

(sull'argomento ha scritto molto meglio di me — un'eternita' di tempo addietro — Daniela Amenta su Linea Gotica)

Per chi come me e' stato adolescente negli anni settanta le scritte sui muri sono state uno degli approcci piu' istintivi e immediati alla politica. Erano una forma di presidio del territorio, ti dicevano se il quartiere in cui passavi era "fascio" o "rosso" — erano testimonianze di arditismo politico (andare a scrivere BOIA CHI MOLLA su un muro in Barriera di Milano o a Mirafiori Sud — oppure PAGHERETE CARO PAGHERETE TUTTO sulla recinzione di un villone in collina) — erano il segno della presenza delle organizzazioni — e la prima forma di diffusione delle parole d'ordine.
A Torino, in quegli anni, prevaleva uno stile cubitale, squadrato, di grandi dimensioni — a colori piatti rossi o neri. Niente a che vedere con le pretese artistiche e la vivacita' coloristica dei graffiti di epoche successive. Solo slogan sul muro — brutali come gli scontri di piazza e come la politica di quegli anni.
Poi, un (bel?) giorno, e' arrivato il riflusso. Di colpo. Per me ha avuto l'aspetto di un ELENA TI AMO scritto su un muro vicino a casa: in nero, a caratteri cubitali, squadrati e sgraziati: proprio lo stesso stile di BOIA CHI MOLLA. Il buffo e' che credo di sapere chi fosse Elena: una mia ex compagna di classe delle scuole medie, a tredici anni paffuta e perfino un po' baffuta, la cui famiglia aveva un negozio di fiori a pochi passi da li' — evidentemente qualche anno dopo aveva sviluppato grazie insospettabili. Ma non e' questo il punto: e' che quel muro, di fronte a cui c'era una fabbrica notoriamente rossa — di quelle in cui la CGIL finiva per essere l'ala destra — fino a quel momento era stato dominio incontrastato degli slogan di LC e delle falciemartello di due metri per due. "Elena ti amo" non era roba che si potesse pensare di scrivere — su quel muro li' — almeno fino al giorno prima. Era cento volte piu' eversivo che trovarci scritto VIVA IL DUCE.
Nel giro di pochi mesi, l'argine aveva ceduto — la politica aveva lasciato il posto al privato — lo sciopero dei trentacinque giorni in FIAT* era finito come era finito — sugli anni settanta si girava (finalmente?) pagina. ELENA TI AMO si era dimostrato piu' forte di ORA E SEMPRE RESISTENZA.
Quasi trent'anni dopo — i muri sono passati dalla fase del tazebao a quella del reality. Sulla strada che faccio per andare al lavoro si legge questa scritta:

Volendo, c'e' un piccolo romanzo dietro quella scritta — e io ho avuto la sorte di seguirne l'evoluzione, mattina dopo mattina. All'inizio, sopra una scritta piu' vecchia ormai cancellata**, comparve uno stereotipo PiccolA TI AMO. Fece bella mostra di se', forse per la gioia della destinataria — o forse no — per qualche mese. Poi — un brutto giorno — una mano corresse PiccolA in PiccolO — cancello' AMO e lo sostitui' con un brutale ROMPO IL CULO!. Piccola non aveva gradito la plateale avance? o aveva gradito e si era ritrovata con un bel palco di corna? o quale altro motivo di litigio tra innamorati? oppure ancora — lo scherzo di una banda di ragazzini ai danni della coppia? Comunque — per Piccola e Piccolo — un bel po' di visibilita': la strada e' parecchio trafficata e la curva costringe a rallentare proprio li' davanti. Passa un po' di tempo — e qualcuno cancella l'insultante minaccia: rappacificazione? Piccola ci ha ripensato? oppure Piccolo ha fatto un raid notturno per togliersi dalla gogna? o gli impiegati del Comune hanno piu' prosaicamente restaurato la pubblica decenza (e perche' mai avrebbero dovuto cancellare soltanto una parte della scritta, invece di passare una bella mano di grigio su tutto?)?
Da allora — piu' nessuna novita'. Chissa' che fine hanno fatto Piccola e Piccolo — in fondo mi piacerebbe che qualcuno mi raccontasse il resto della loro storia.

* Siccome e' successo una vita fa — e credo che pochi dei pochi lettori di The Rat Race ne abbiano una memoria precisa, qui c'e' un racconto di quello sciopero. Di parte, bellissimo — verissimo. Soprattutto per quella sensazione — cosi' puntualmente rievocata — che tutto stava cambiando — che finiva un'epoca per la citta' e per l'Italia.

** Sospetto che anche la scritta precedente avesse a che fare con (la stessa o un'altra?) PICCOLA — a giudicare dalle tracce della vernice bianca di copertura. Con il che il romanzetto assumerebbe l'andamento della saga — ma le mie capacita' di epigrafista-paleografo si fermano qui…

7 Commenti a “Scritte sul muro”

  1. Uyulala ha scritto il 27 settembre 2006 alle 6:43 pm

    Il mio ricordo delle scritte sui muri è inevitabilmente legato a quella che fu una scritta rimasta per almeno 20 anni inalterata sul muro di fronte all'appartamento che ho abitato per buona parte della mia vita. Non mi accorsi di quando apparve, ero bambina, ma se ne accorse un mio zio che si affacciò un giorno alla finestra del nostro salotto.

    La scritta ha avuto una prima vergata che recitava:
    "CILE LIBERO"
    accanto alla quale una ignota mano appose pochi giorni dopo:
    "ALLENDE STOPPER"

    Non ho idea del perchè, ma queste due scritte nessuno le toccò per un tempo lunghissimo. Forse il senso dell'umorismo prevalse sulla fede politica…

  2. comidademama ha scritto il 28 settembre 2006 alle 12:09 am

    Io che sono nata nel 1971 le scritte sui muri non me le riordo tanto. Beh poi in un piccolo paesino non credo che ci fosseor molti territori da marcare in un modo o nell'altro.
    Intendo quelle che dici tu.
    Me ne ricordo però una vicino a casa di mia zia, era prima degli anni '80, andavo da loro a giocare e sotto i portici lì vicino c'è stato per anni la scritta "CHI E' LUDO CRUDO?",ho sempre creduto fosse una oscenità e qualcuno diceva di sapere chi fosse stato.
    Poi abbiamo avuto nella seconda metà degli anni '80 una scritta "SWAZ" sul muro dei giardinetti, molto enigmatica. E' rimasta così tanto che SWAZ era diventato un luogo. "Ma sì, parcheggia nella piazza, vicino alla scritta SWAZ"

    Ma la migliore l'ho vista in un momento un po' buio, poco prima che nascesse Marta, nel 2000. Lavoravo ancora, e uscivo da un cantiere in un centro commerciale nella cintura di Milano, uno dei tanti. Appena uscita dal parcheggio a caratteri cubitali c'era "PRODUCI, CONSUMA, CREPA" .

  3. restodelmondo ha scritto il 28 settembre 2006 alle 10:25 am

    Esattamente come a Pavia, in Piazza Petrarca, dovrebbe ancora campeggiare un "Pagherete caro pagherete tutto" / "anche le pizze". Geniale.

  4. Uyulala ha scritto il 28 settembre 2006 alle 11:24 am

    Ora me n'è venuta in mente un'altra, ma non sui muri bensì sulle rocce di una strada molto tortuosa che collega un paese abbastanza mal servito dal capoluogo. Le rocce granitiche ai lati di quella strada portavano, a intervalli regolari, la scritta in corsivo:
    "IO PROPRIO IO PERCHE'?"
    E' inutile che riporti i commenti che successivamente son stati aggiunti a questa scritta. Sono facilmente intuibili in tutte le loro varie sfumature…

    Per inciso: a distanza di un ventennio alcune di queste scritte ci sono ancora…

  5. Gionata ha scritto il 29 settembre 2006 alle 4:31 pm

    Scrivo da Pisa. Ho sangue livornese. Perdonatemi ma…
    una mattina anni fa apro la finestra e trovo

    "beppe speriamo che dio te la mandi bona"

    passa un giorno e trovo… un metro più in là
    "e soprattutto maiala".

    Questo è un esempio di quanto noi mezzo sangue della costa labronica vogliamo bene al prossimo. Il secondo artista pur non conoscendo i problemi di beppe, li ha fatti suoi e ha risolto il problema con il miglior augurio che potesse fare.

  6. Scheggia Impazzita ha scritto il 14 dicembre 2006 alle 11:37 pm

    Se vuoi vedere un pò di scritte vieni pure sul mio blog! ^__^

  7. Luca ha scritto il 11 giugno 2007 alle 1:13 am

    ciao a tutti,
    mi ricordo benissimo la scritta "rupestre" di cui parla Uyulala, e mi ricordo anche i commenti aggiuntivi….e mi fa impressione sapere di nn essere l' unico aricordasi di quella scritta…io mi divertivo a contare le volte che appariva, per evitare, forse, di vomitare in quella strada piena di curve…la 125!!!

    a parte ciò, un' altra scritta a sfondo politco è stata: " Craxi torna"…e qualcuno ha aggiunto, con una forzata traduzione dal dialetto.. " I soldi".. ma anche altre volgarità che nn è il caso di ripetere!!!

    ciao

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