mercoledì, 16 agosto 2006
Ora che il cannone tace
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Li' (e pure qui) c'e' la guerra — Scritto dal Ratto alle 3:22 pm

mi limito a segnalare tre articoli di Ha'aretz che secondo me riassumono la situazione in maniera esemplare.

- Reuven Pedatzur analizza l'entita' e le ragioni della sconfitta militare israeliana:

This is not a mere military defeat. This is a strategic failure whose far-reaching implications are still not clear. [...] Just like the Six-Day War led to a strategic change in the Middle East and established Israel's status as the regional power, the second Lebanon war may bring about the opposite. The IDF's failure is eroding our national security's most important asset – the belligerent image of this country, led by a vast, strong and advanced army capable of dealing our enemies a decisive blow if they even try to bother us. This war, it soon transpired, was about "awareness" and "deterrence." We lost the fight for both.

- In conseguenza della sconfitta, Kadima, il partito di Olmert e di Peres, si sta risolvendo ad abbandonare il piano di convergenza (cioe' l'idea del ritiro unilaterale da una parte del West Bank), sulla base della convinzione diffusa che abbandonare territori senza negoziati e garanzie non potra' che portare a ulteriori minacce alla sicurezza interna di Israele, sul modello del Sud-Libano e della Striscia di Gaza. Questo lascia Kadima — e il governo — senza uno straccio di strategia per la questione palestinese.

- A questo proposito, Gideon Samet in una limpida analisi sostiene che la guerra in Libano ha aperto una nuova epoca, in cui la sicurezza non puo' dipendere soltanto dalla forza militare e che di conseguenza e' inevitabile arrivare a soluzioni negoziate dei conflitti in corso, in particolare di quello con i Palestinesi. In questo compito il miglior partner di Israele non puo' che essere l'Europa, non gli Stati Uniti.

Perche' non e' possibile commentare questo post?
I casi sono due:
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- o e' un post che parla dei nostri figli e della loro disabilita' -- e in questo caso il fatto e' che -- ci capirete, e se non ci capite peggio per voi -- non e' un argomento su cui si possa tollerare a cuor leggero l'invasione di spammer, troll, venditori di rimedi miracolosi, sostenitori di teorie strampalate, crociati di questa o quell'altra crociata -- insomma tutta quella roba che gia' fa perdere la pazienza quando si parla dell'ultima str... del politico di turno, ma che quando si parla di un figlio fa proprio male.
Se poi avete qualcosa che volete *davvero* comunicarci, c'e' l'indirizzo di posta del blog. Grazie.

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