mercoledì, 5 luglio 2006
Vittorie all'italiana
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 10:01 am

Premetto: io non capisco nulla di calcio e nemmeno mi interessa troppo. Pero' mi pare che il *trionfo* della Nazionale in questo Mondiale somigli tanto a quello dell'Unione alle elezioni: per il rotto della cuffia, con un grosso aiuto del caso, dopo aver fatto di tutto per non vincere — e soprattutto perche' gli avversari erano o scarsi o cotti.
Ma la retorica degli eroi non ce la risparmia nessuno.

14 Commenti a “Vittorie all'italiana”

  1. marco ha scritto il 5 luglio 2006 alle 10:33 am

    Nello specifico non concordo.
    Lasciando stare il pregresso (i.e. le partite precedenti), l'hai vista la partita di ieri ? Per una volta, niente di cui vergognarsi e lamentarsi, anzi.
    Per cui, per una volta, non vergogniamoci :-)

  2. Angelo ha scritto il 5 luglio 2006 alle 11:01 am

    Devo dire che pur con un occhio e mezzo (su quattro) la partita l'ho vista anche io. E non mi e' piaciuta per niente: finche' le squadre hanno tenuto fisicamente e come schemi, non siamo stati buoni di combinare nulla — non un tiro in porta in novanta minuti, se non ricordo male — che gli altri non abbiano fatto meglio non e' consolante. Abbiamo fatto qualcosa solo quando la stanchezza ha scompaginato le squadre — insomma abbiamo vinto nonostante — al solito.
    E comunque, niente di cui vergognarci: soltanto che non vedo la squadra di giganti del calcio di cui parlano tutti…

  3. Gionata ha scritto il 5 luglio 2006 alle 12:01 pm

    Sono un tifoso scatenato di calcio. Comunque cerco di fare un ragionamento.
    E' stata una bella partita di un mondiale.
    Il cosiddetto spettacolo (e anche su questo bisognerebbe capire cosa è – c'è chi sostiene che più ci sono azioni spettacolari più il livello della tattica e della forza delle squadre è inferiore) non deve essere cercato in una partita di nazionali tantomeno al mondiale e per di più in una semifinale.
    La partita è stata bella e l'Italia ha giocato bene perché ha vinto in tutti i settori del campo cambiando continuamente gioco, senza particolari schemi logici (ed è per questo che soprattutto i tedeschi con noi perdono sempre – non capiscono come non possa esserci logicità). Abbiamo per di più fatto una gara di attacco nel senso che abbiamo noi impostato la gara come volevamo. Poi puoi anche perdere ai rigori ma alla fine è la qualità del gioco che è stata premiata. E' il passaggio di pirlo o lo smarcamento di del piero che manca al nord europa. Noi siamo il nord del calcio brasiliano e il sud del calcio europeo. E questa impostazione del calcio è prettamente nostra. La Francia per esempio non ha più un calcio di giresse o platini perché (per carità non è una colpa) ma si è trasformata con i calciatori delle proprie (ex) colonie.
    I calciatori stranieri che vengono in Italia si adeguano al nostro calcio. Questo negli altri paesi non accade. E di questo facciamo la nostra forza che ieri sera siamo riusciti a mettere in campo.

  4. rocco ha scritto il 5 luglio 2006 alle 3:10 pm

    premetto che la retorica "eroica" mi procura l'orticaria ovunque essa venga applicata, quindi anche al calcio. Detto questo, oh voi ch nulla capite del gioco della palla, tacete. L'italietta ha praticato calcio utile e bello per chiunque capisca di sport e di calcio in particolare, se non avete mai provato non avete idea di cosa significhi giocare la palla senza mai, o quasi mai, buttarla a vanvera in mezzo al campo, in una situazione emotiva come quella di ieri, perchè condivisibile o meno, per quelli che erano li in mezzo a quel campo la posta era alta e l'emozione pure.
    Passando alla tattica, vorrei farvi notare che: la Germania non era cotta ed aveva eliminato l'argentina (dicevano facesse il calcio migliore). L'italia, qualcuno mi smentisca, non ha mai dato l'impressione di essere in difficoltà, e questo, salvo la partita con gli USA è sempre stato vero. Abbiamo preso solo un gol (perlatro sfigatissimo) insomma secondo me siamo la nazionale che ha meglio giocato. Per le considerazioni su cosa sia il bel gioco mi associo a Gionata

  5. Waldorf ha scritto il 5 luglio 2006 alle 11:18 pm

    E vabbè, siamo bravissimi e vinceremo i mondiali e noi ignoranti del pallone staremo zitti e muti in mezzo al tripudio. Pero' mi piacerebbe tanto sapere perché e' cosi' ovvio per gli intenditori italici che una semifinale di un mondiale debba essere una palla,giustappunto…allora per divertirsi uno deve andare a vedere le partite dell'oratorio o quelle classicissime di e italicissime di calcetto giocate tra colleghi di ufficio????

  6. io ha scritto il 6 luglio 2006 alle 9:19 am

    Non sono una intenditrice, ma sono una amante dello sport, direi di tutti, riesco ad appassionarmi più o meno a qualunque evento sportivo e a guardare cercando di capire.
    Ho guardato tutte le partite dell'Italia e alcune altre (alcune di quelle visibili sulla RAI, mi sono vista un po' di argentina e un po' di brasile).
    Il calcio e lo spettacolo: il calcio è uno sport, con questo spirito mi metto davanti alla televisione, con lo stesso spirito con il quale guardo una discesa di bob, o di slittino. Che cosa vuol dire spettacolo o noia. Non ci si mette di fronte allo schermo in attesa di carambole e dribbling alla brasiliana (non è quello l'unico modo di giocare a calcio, così come nel tennis, per esempio era bellissimo vedere Edberg o Wilander, ma Lendl era un magnifico campione e per chi ama lo sport i suoi "noiosi" tiri da fondo campo erano da brivido), mi metto davanti allo schermo aspettando una partita giocata, una squadra che si impegna fino in fondo e, visto che stiamo parlando dei mondiali, che dia la sensazione di giocare per la nazione che rappresenta. Questo ho visto in tutte le partite dell'Italia (non è stato così in altri mondiali).
    E' stata una partita lunga, giocata dall'Italia molto molto bene, non vinta per il rotto della cuffia, l'Italia ha dominato in campo, ed in modo così netto che non bisognava essere intenditori per capirlo. Abbiamo in assoluto la difesa migliore del mondo, raramente sbagliano, non lasciano spazi agli avversari e anche dei centrocampisti che sanno sacrificarsi (e questo vuol dire fatica!) e rientrare a coprire (è vero che difensori e portieri non vinceranno mai il pallone d'oro, ma non è bel calcio quello che abbiamo visto in questo settore del campo?!). Abbiamo un centrocampo e delle fasce che giocano, e qui per me, ed è una questione di gusti, si gioca la bella partita, le azioni vengono costruite e portate avanti (non è successo con gli USA, e in un momento centrale della semifinale) con grande capacità tecnica, palla al piede (Zambrotta e Grosso) o con lanci calibrati da veri grandi (Pirlo, Totti). E abbiamo visto anche cose da raffinati, da chi è sicuro e non perde la testa: tunnel, avversari (anche più di uno) dribblati in modo divertente, passaggi di tacco (che hanno anche portato a goal).
    E non è neanche vero che abbiamo incontrato squadrette, la repubblica Ceca era la numero 1 nel ranking mondiale, le squadre africane non sono mai facili sul piano fisico e il ghana con cui noi abbiamo vinto in scioltezza, ha fatto penare il brasile (nonostante il risultato), abbiamo battuto la padrona di casa.
    Cosa mi è piaciuto, inoltre, che questa squadra è una squadra, ha ragione Lippi, stanno giocando per noi, si vede e lo stanno facendo tutti insieme.
    Per cui: l'eroismo è altro non lo cerco su un campo di calcio, ma l'Italia a questi mondiali e in particolare nella semifinale, mi sta facendo vedere un bel calcio, come era tanto che non vedevo. Per "divertirmi" guarderei Zelig, le partite all'oratorio (se non sei in brasile) non sono divertenti e quelle a calcetto tra colleghi di ufficio neanche (se non sei in campo e stai giocando). Il calcio è uno sport, questo voglio vedere e l'Italia me lo sta facendo vedere e godere.
    Fra l'altro se questo sport non piace, basta non guardarlo e i mondiali non fanno eccezione.

  7. Angelo ha scritto il 6 luglio 2006 alle 11:16 am

    Ho l'impressione che si sia un po' perso l'obiettivo del mio discorso — forse proprio perche' si puo' parlare male di tutto in Italia, ma della Nazionale mai.
    Quel che dicevo io e' che il percorso della squadra in questo mondiale non mi e' parso una cosa da giganti del calcio: c'e' stata la Repubblica Ceca, vero, e anche la Germania. Ma abbiamo faticato con il Ghana, pareggiato stentamente con i miserrimi Stati Uniti, vinto per caso con una assai modesta Australia — "dilagato" con un'Ucraina di cui nessuno diceva certo mirabilie. E pure con la Germania, ribadisco, non ho visto una partita cosi' convincente, almeno nei 90'. E che quindi avrei trovato cosa saggia e seria non indulgere nell'autocelebrazione e negli aggettivi roboanti per descrivere un mondiale in cui siamo arrivati in finale molto per culo e molto per altrui demerito.

    Poi, per carita', sono contento che l'Italia sia arrivata dov'e' — cosi' come sono contento che Prodi sia al governo. Ma non mi piace il trionfalismo — nemmeno quando e' giustificato. Figuriamoci quando e' fondato su molto poco.

  8. rocco ha scritto il 6 luglio 2006 alle 11:55 am

    dopo questo smetto.
    Dunque, secondo me e senza offesa per nessuno il problema è la definizione di divertente o meglio la capacità di apprezzare le cose. Se fate assaggiare una passatina di ceci con le code di gambero ad un aborigeno australiano forse non apprezzerà uno dei piatti che hanno reso famoso uno dei migliori cuochi italiani e quindi del mondo. Allo stesso tempo chi non ha mai provato a giocare il calcio e non ne conosce quindi le difficoltà non è in grado di apprezzarne la bellezza. Il gol, i tunnel, i palleggi ed i giochini da foca non sono la parte migliore di questo sport. Per cui è ovvio che una partita con soli due gol ed alla fine non sarà considerata divertente dall'aborigeno. E' altrettanto ovvio, per me, che la partita con la Germania è stata ricca di tattica, tecnica e di calciatori con personalità da vendere. quindi bella. (è naturale che tutto il discorso non vuole suonare offensivo nei confronti degli aborigeni)

  9. Paolo Bizzarri ha scritto il 6 luglio 2006 alle 3:48 pm

    Io invece vorrei stimolarti una riflessione sui festeggiamenti avvenuti. Gli italiani hanno festeggiato (e tanto) anche dopo la vittoria nei gironi di qualificazione.

    L'impressione che ho è che gli italiani in questo momento sentano due bisogni piuttosto forti:

    a) trovare motivi di festeggiare ed essere contenti;

    b) trovare motivi di fare festa con gli altri italiani, e non contro di loro.

    Il berlusconismo ha infatti lasciato molto amaro in bocca, ed ha teso a polverizzare gli interessi (giovani contro vecchi, tassisti contro dipendenti pubblici, Nord contro Sud).

    La nazionale di calcio, nella sua semplicità, sembra un antidoto a tutto questo: la sensazione che l'Italia ce la possa fare (e non sia tutto "doom and gloom"), e la sensazione che esista ancora un'Italia di cui discutere.

  10. waldorf ha scritto il 6 luglio 2006 alle 5:04 pm

    Mi dispiace, vedo che sono tutti risentiti; non voglio guastare la festa a nessuno. Pero' la depressione che viene vedendo la protesta dei tassisti e spettacoli analoghi certo non me la fa passare la nazionale.
    Per quanto concerne il divertimento, la nozione e' del tutto soggettiva. Non so se gli aborigeni possano apprezzare l'aragosta, ad ogni modo, cavolo, ci sara' il diritto di dire che ci si e' non divertiti a vedere qualcosa, anche se cio' deriva dalla propria ignoranza.
    De Gregori un tempo diceva che il calciatore si vede dal coraggio, dall'altruismo, dalla fantasia, non dal fatto che sapeva battere i rigori. C'e' spazio per il coraggio, l'altruismo, la fantasia nel calcio di oggi? Dall'esterno pare di no, del resto non e' colpa di nessuno, gli interessi economici sono enormi, e cio' probabilmente mette addosso una pressione eccessiva (per non dire cose peggiori). Una volta i giocatori (ad esempio quelli del grande Torino del '49) erano contenti se alla fine della carriera aprivano un negozio, ora intascano soldi che i comuni mortali non sanno neanche immaginare. Che si puo' pretendere, che rischino piu' di tanto?
    Pero', diamine, saro' libera di dire che io non mi diverto. Poi fate un po' voi…

  11. Uyulala ha scritto il 7 luglio 2006 alle 9:04 pm

    Ho letto questi commenti con un certo divertimento. E' vero: in Italia si può parlare male di tutto fuorchè della Nazionale. E' la passione che sovrasta le altre, anche l'innamoramento più travolgente. E' la religione a cui si abbandonano tutti, teisti e atei, con i propri altari, i propri riti, le proprie giaculatorie.
    A me il calcio non piace. Non lo odio ma preferisco gli sport artistici: pattinaggio artistico su ghiaccio per esempio, ginnastica ritmica, nuoto sincronizzato o che so io. Trovo invece il goco del calcio piuttosto noioso, a parte certe performance che qui son state criticate da alcuni postatori. Ho seguito assiduamente il calcio quand'ero più giovane e sono tutt'ora in grado di valutare il gioco quasi come un arbitro. Comunque non è uno sport che mi fa tremare i polsi. Però, accidenti, guai a esprimere tutto ciò! Il grosso problema che vedo nel calcio è proprio la fideizzazione di uno sport che, in quanto tale, può piacere o non piacere.
    Non ho guardato le partite, quest'anno. Altri anni non me ne sono persa una, quest'anno sinceramente non me ne poteva fregar di meno. Ho orari di lavoro pesanti e l'altra notte, a causa della vittoria dell'Italia sulla Germania, ho dormito si e no 3 ore a causa del casino inenarrabile che circolava a mò di girotondo sotto casa mia. Non so se l'Italia abbia giocato bene o male, se abbia meritato la qualifica o meno. So solo che mi hanno davvero rotto gli italiani col loro fanatismo riguardo al calcio!

    E sinceramente, accidenti, quanto sono solidale con waldorf, la quale ha semplicemente espresso un'opinione e a momenti veniva azzannata alla giugulare!!!

  12. Io ha scritto il 8 luglio 2006 alle 3:38 pm

    Pensavo di non rispondere dopo il commento di Waldorf, perché mi dispiaceva essere stata fraintesa, ma mi sembrava che, vista la chiarezza del mio post, fosse inutile scrivere ancora, sopratutto perché chi mi conosce sa che non mi sembra il caso di perdere tutto questo tempo intorno al calcio, ma visto invece che il fraintendimento continua e che per Uyulala proprio questi sembriamo, allora mi sembra giusto intervenire e chiarire.
    Punto primo, né "io", né rocco, né gionata, siamo fanatici da bar sport. Credo che rocco abbia praticato nella sua vita una lunga serie di sport e gionata oltre al calcio so aver frequentato palestre di ginnastica artistica. Le mie figlie praticano agonisticamente nuoto e scherma. Per ciò che mi riguarda la libertà di espressione è sacrosanta, allora perché il mio post. Perché di solito sono d'accordo con il ratto, che mi conosce e sa che della nazionale si può parlar male finché si vuole 8che l'ho fatto io per prima fino a questa), così come di questi calciatori che vengono pagati cifre folli, assurde, e di questo calcio che come "affare" ci sta mostrnado tutta la sua cancrena. Il mio commento era molto meno di questo, non era generale, il mio commento si riferiva a quello che diceva angelo e che per una volta non mi trova d'accordo: QUESTA nazionale, in QUESTO mondiale, in TUTTE le partite ECCETTO quella con gli stati uniti, mi è piaciuta, mi è piaciuta per tutte le cose che ho già detto e trovavo che angelo (ovviamente a mio parere) avesse "sbagliato". Tutto qua. Ciascuno è ovviamente libero di dire la propria, certo è che né io né gli altri siamo le persone che vengono fuori dai commenti di waldorf e di uyulala, quindi la precisazione mi sembrava di dovere, non amo le generalizzazioni, di solito difettano di logica.
    Per il resto credo davvero che ci siano ben altre cose che meritano la nostra attenzione. Arianna

  13. Io ha scritto il 8 luglio 2006 alle 3:43 pm

    Inotlre farei notare un'altra cosa: possibile che con tutte le cose interessanti che angelo scrive questo sia il post più commentato? Arianna

  14. io ha scritto il 10 luglio 2006 alle 12:01 am

    Abbiamo vinto giocando una brutta partita. Un buon primo tempo, ma per il resto non mi è piaciuta. Continua a piacermi lo spirito della squadra, quello che ha portato a vincere i mondiali ai rigori non sbagliandone neanche uno.

    ci ritroviamo nei commenti al post sulla Arendt. Buona settimana a tutti.
    Ecco, per chiudere, anche la retorica dei commenti per cui questa vittoria risolleverà l'italia mi da un po' l'orticaria. Abbiamo SOLO vinto un mondiale di calcio, i nostri conti pubblici e la nostra economia, continuano ad essere in situazione disastrosa e sarebbe bene non dimenticarcelo.
    Arianna

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