mercoledì, 14 giugno 2006
Abolire le Province?
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 6:10 pm

Massimo Riva sull'Espresso ritorna alla solita, trita idea di abolire le Province per risparmiare e per semplificare la PA. Credo che sia un'idea del tutto sbagliata — e ho provato a spiegare perche' in un commento al blog di Alfonso Fuggetta, che ha segnalato la notizia.

11 Commenti a “Abolire le Province?”

  1. Salvatore Adamo ha scritto il 2 novembre 2006 alle 2:19 pm

    Bisogna essere ciechi a non vedere gli sprechi a danno dei cittadini. Le Province sono un tumore al fianco del Governo. Un doppione che compatta ancor più la burocrazia rendendola impenetrabile alla domanda di snellire l'iter delle pratiche. Io credo che molti altri concorderanno. A mio parere i Comuni inferiori a 5000 abitanti dovrebbero consorziarsi. Aumenterebbero risorse e si rispamierebbero spese con denaro pubblico più gli sprechi ed i privilegi.
    Allora in sintesi. Risparmi su spese per Presidenti Province, assessori consiglieri e quant'altro concorre al malfunzionamento dell'apparato burocratico. Altrettanto dicasi per i picoli Comuni: sindaco giunta, consiglieri e tutto il resto.
    Per favore fate i conti del risparmio in miliardi di euro.
    Meditate, meditate.
    grazie e saluti

  2. questioneadriaticoionica ha scritto il 15 maggio 2007 alle 1:51 pm

    Io penso che abolire le province sia razionale e funzionale agli interessi del Paese.

  3. Gianni ha scritto il 5 settembre 2007 alle 9:42 pm

    Le province andrebbero decisamente abolite in quanto sono enti inutili e costosi. Credo che in quanto ad inutilità siano seconde solo alle Comunità Montane. Purtroppo però credo che non ci siano le condizioni politiche per attuare un simile provvedimento.

    Gianni Giavesoni
    Liberali per l'Ambiente

  4. Lorenzo Furlan ha scritto il 13 dicembre 2007 alle 7:58 pm

    La necessità della abolizione delle Province dopo la nascita delle Regioni è apparsa chiara fin dai primi momenti e le proposte, anche di autorevoli esponenti politici, sono cominciate decenni fa. Nel tempo la richiesta è stata reiterata sempre più frequentemente in modo trasversale da più settori della società determinando di fatto un largo consenso. Incredibilmente fino ad oggi non sono state avavnzate proposte concrete. In assenza di iniziative più qualificate di teorici preposti, per passare dalle parole ai fatti, dal lamento continuo alla proposta, un gruppo di semplici cittadini di cui sono portavoce, notte dopo notte, con il contributo di specialisti e di amici che intendono metterci del proprio per cambiare le cose, ha messo a punto una proposta concreta, con un percorso preciso per arrivare alla Abolizione delle Province. A tal fine è stato pubblicato un blog (www.aboliamoleprovince.it) che Vi prego di visitare per poi diffonderne l'esistenza inserendolo come link ove possibile e pertinente. Ce la possiamo fare. Cordiali saluti. Lorenzo Furlan

  5. lele118 ha scritto il 4 gennaio 2008 alle 5:03 pm

    Per abolire qualcosa si deve capire a cosa serve, quanto costa e chi farà le cose al posto suo.

    Dato che il problema è il costo, se, come afferma qualcuno, hanno una qualche ragione di esistere, trasformiamole in "comunità" con direttivo tratto dai comuni di appartenenza che offrirà il suo contributo a costo zero.
    Tanto, a quanto si vede, i dipendenti pubblici sono abituati a ricoprire più cariche contemporaneamente.

  6. giuseppe ha scritto il 15 marzo 2008 alle 7:15 pm

    abolire le province per poi creare centinaia di consorzi,enti periferici, asl, ato,con centinaia di direttori,cda,bravi….bel risparmio,invece di accorpare tutto ad un ente che fino a prova contraria eleggiamo, consegnamo tutto a uffici dove vengono nominati non si sa da chi,

  7. gian luigi daccò ha scritto il 21 marzo 2008 alle 2:27 pm

    D'accordo, le Province hanno poche competenze .
    D'accordo vi sono le Regioni .
    Ma abolire le province in Molise , Umbria, perfino nelle Marche o in Abruzzo può star bene, ma cosa fare per la Lombardia, con 9 milioni e mezzo di abitanti e oltre 1.500 Comuni?
    Altre Regioni, come il Piemonte, la Calabria o la Sicilia superano i 5 milioni di abitanti.
    Lasciare solo la Regione che doverbbe coordinare centinania e centinaia di Comuni?
    L'Italia, lo diceva anche Carlo cattaneo è il Paese delle 100 città, molto più radicate nella storia e nel vissuto collettivo che non le artificiali Regioni.
    Forse sarebbe meglio accorpare i Comuni in unità di almeno 15.000 abitanti l'una e dare maggiori compiti alla Province.
    Non sarebbe il caso?
    Gian Luigi Daccò

  8. davide ha scritto il 26 marzo 2008 alle 8:49 am

    Abolire le Province?
    Ma qualcuno si riconosce nelle Regioni?
    Forse gli abitanti del Capoluogo!
    Le Regioni sono enti che emanano norme non necessarie (come se non fossero sufficienti quelle esistenti) e, al 70% del proprio bilancio, servono a gestire il carrozzone della Sanità.
    Per il resto delegano e controllano finanziamenti.
    Ecco, a che servono le Regioni, distanti dai Comuni e dai Cittadini.
    Forse molto meno distanti dai politici.

  9. marco f. ha scritto il 26 marzo 2008 alle 7:24 pm

    Il problema è che siamo in Italia!
    Le Province sono state identificate come il molock da demolire.
    Perchè?
    Perchè è molto più facile lavarsi la coscienza spuntando l'iceberg piuttosto che mettere le mani dove in effetti gli sprechi non si contano.
    In effetti le Regioni, enti senza storia e lontane dai cittadini, sono l'esempio lampante degli sprechi.
    Consulenze, nomine, contributi e prebende varie non riescono a nascondere un impianto burocratico da far paura al buon Kafka.
    Però sono governate dai cosiddetti "Governatori": mai termine fu peggio utilizzato di così.
    Chi di voi si è mai recato in Regione?
    A me, prima di cambiar lavoro, mai m'era capitato in 35 anni di vita.

  10. giuseppe ha scritto il 27 marzo 2008 alle 12:40 am

    se non ci fossero le regioni a bloccare tutto oggi avremmo non 105 province ma al massimo 60… pensate a tutti quei territori che per vocazione avrebbero rapporti con vicini.. ma i confini regionali impediscono… pensate ad un piceno con ascoli e teramo.. pensate ad una sabina con terni e rieti e l'aquila… e la maremma grosseto viterbo..il sannio molise benevento e foggiano insieme,,, sono queste le vere autonomie locali di questo paese, non le regioni che hanno ingessato tutto ma cosa piu grave ingessato le identità locali, vera ricchezza che ci rende unici al mondo

  11. salvo ha scritto il 17 aprile 2008 alle 10:38 pm

    l'abolizione delle province è a mio parere imperativa, l'Italia è una nazione piccola in termini di estensione e le regioni sono uno strumento sufficiente per un adeguato decentramento amministrativo, liberarsene vuol dire un respiro significativo e duraturo per le finanze dello stato, toglierebbe appetiti politici malsani e ridurrebbe drasticamente un campanilismo paesano e tipicamente italiano; sono per l'accorpamento di tutti i comuni inferiori a 5000 abitanti in distretti intercomunali per consentire esclusivamente un miglioramento dei servizi. Gli uffici provinciali utili, potrebbero essere mantenuti, come uffici territoriali per il coordinamento dei servizi utili per i cittadini, che vadano oltre i confini stabiliti dalle province e che possono essere modificati facilmente secondo le esigenze di efficienza.

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