martedì, 30 maggio 2006
D-o tace e il Papa parla troppo (2)
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 10:09 am

Colpevolmente, mi ero perso il pezzo forse piu' terribile del discorso di Benedetto XVI:

In fondo, quei criminali violenti, con l'annientamento di questo popolo, intendevano uccidere quel Dio che chiamò Abramo, che parlando sul Sinai stabilì i criteri orientativi dell'umanità che restano validi in eterno. Se questo popolo, semplicemente con la sua esistenza, costituisce una testimonianza di quel Dio che ha parlato all'uomo e lo prende in carico, allora quel Dio doveva finalmente essere morto e il dominio appartenere soltanto all’uomo – a loro stessi che si ritenevano i forti che avevano saputo impadronirsi del mondo. Con la distruzione di Israele, con la Shoa, volevano, in fin dei conti, strappare anche la radice, su cui si basa la fede cristiana, sostituendola definitivamente con la fede fatta da sé, la fede nel dominio dell'uomo, del forte.

Benedetto XVI nega di fatto alla Shoah perfino una autonoma natura di catastrofe dell'ebraismo — in una lettura tipicamente cristiana dei rapporti con l'ebraismo stesso, che conta esclusivamente in quanto "predecessore", "radice" della "vera fede": dire che Hitler volle la Shoah per attentare alle radici stesse della fede cristiana e' cancellare un'altra volta le vittime, quegli Ebrei che andavano verso le camere a gas recitando il Kaddish, a santificazione del nome di D-o — e non certo del Dio dei cristiani.

Segnalo, perche' riflettono pienamente il mio pensiero, gli articoli di Giovanni De Luna e Gian Enrico Rusconi sulla Stampa di oggi.

[Continua qui]

4 Commenti a “D-o tace e il Papa parla troppo (2)”

  1. Fabrizio ha scritto il 31 maggio 2006 alle 9:34 am

    Caro autore del Blog,

    mi chiedo perchè tu ritenga che il Dio dei cristiani sia diverso dal Dio degli ebrei… non voglio citare gli innumerevoli versetti di Genesi nei quali Dio benedice tutte le nazioni della terra (!!!) in Abraamo, ma semplicemente ti chiedo se hai letto il capitolo 53 di Isaia.
    Fammi sapere, questa è la mia mail: fabrizio.tartaro@libero.it

    Buona giornata,

    Fabrizio

  2. Uyulala ha scritto il 31 maggio 2006 alle 6:39 pm

    Parlo da ex cristiana, e (forse) anche da ex monoteista. Vorrei far osservare, dalla mia "postazione" poco propensa a vedere in termini positivi la struttura secolare di qualsivoglia religione, che lo sterminio degli ebrei avvenuto ad opera del regime nasista non aveva a che fare col loro appartenere ad una religione, ma ad una RAZZA. Tant'è vero che vennero uccisi indifferentemente ebrei osservanti e ebrei laici se non addirittura non credenti. La particolarità di questa persecuzione risiedeva nel fatto che son state perseguitate persone sulla base di quello che erano, non sulla base di ciò in cui credevano o di quello che pensavano. Destino condiviso anche da altri gruppi: i neri, gli zingari e gli omosessuali.
    Non so se sia proficuo continuare a parlare di un essere trascendente che "appartiene" ad una religione piuttosto che ad un'altra. Se esiste (e sottolineo il "se…", per me il dubitativo è d'obbligo) è universale e non rinchiudibile entro i confini di una religione.
    Il tema del "silenzio di Dio" è lacerante e non può non interessare tutti coloro che vivono seriamente questo credo. Ma tale silenzio si è mantenuto in tantissime circostanze, non solo durante lo sterminio dei campi nazisti. Si mantiene in tutte le guerre presenti sulla Terra, nella morte sotto torture dei bambini vittime della pedofilia, si è mantenuto durante gli eccidi di Pol-Pot in Cambogia e nelle stragi staliniane. E' un silenzio urlato durante i massacri delle popolazioni native del continente americano ad opera di Spagnoli, Portoghesi al centro e al sud, anglosassoni al nord. Si mantiene, tutt'ora, durante le persecuzioni che subiscono i Bahaj in Iran.
    I campi di sterminio sono un monumento tangibile, solido, alle capacità distruttive umane e al non interventismo divino.
    La chiesa cattolica (il minuscolo, perdonate, è voluto) ha da sempre svalutato se non completamente negato, tutti i martìri che riguardavano popoli non cristiani. E, volendo anche sorvolare sui massacri operati direttamente in nome della cosiddetta "vera fede", trovo che sia QUESTO che rende colpevolmente complice la chiesa cattolica.
    Sono pienamente d'accordo. Se Dio tace (e chi ha fede avrà l'onere di domandarsene la ragione), il papa parla troppo. Decisamente troppo.

  3. Angelo ha scritto il 31 maggio 2006 alle 7:06 pm

    @uyulala: e' certo vero che il nazismo ha fondato la persecuzione degli ebrei (e di tanti altri gruppi) su un presupposto razziale e non religioso. Ma questo riporterebbe al problema di chi e' un ebreo — che non puo' essere definito in termini di genetica — e che e' uno degli interrogativi essenziali dell'ebraismo stesso.
    Sul silenzio di D-o -non rispondo — semplicemente perche' come tutti non ho risposte. Dall'ebraismo ho imparato, pero', che bisogna continuare a fare domande.

  4. Lay ha scritto il 9 luglio 2006 alle 8:58 pm

    Sono perfettamente d'accordo sul fatto che il papa parli troppo, così come la chiesa. Ritengo inoltre una forma di ipocrisia la sua osservazione. Tutti noi sappiamo del libero arbitrio e di certo, se Dio avesse deciso di intervenire allora, lo avrebbe fatto tante, tantissime altre volte. Probabilmente la chiesa stessa non sarebbe mai esistita, in quanto non credo che seguano Dio così come sostengono. Ma quella è solo una mia idea. In realtà sono capitata qui praticamente per caso. Volevo solo complimentarmi per il blog. Tutto qui. :)

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