domenica, 7 maggio 2006
… poi non ne parlo piu' almeno fino all'estate, che tanto non serve a niente.
Non ho simpatia ne' personale ne' politica per D'Alema — e non piangerei se non dovesse diventare Presidente della Repubblica (temo per altro che i nomi alternativi siano – salvo il vecchio Napolitano – tutti peggiori di lui). Magari un altro candidato potrebbe raccogliere un maggiore consenso — e questo certo sarebbe un bene.
Ma – e lo saprebbero perfino i miei vecchi alunni dopo la prima lezione di educazione civica – eleggere D'Alema al Quirinale con i voti della maggioranza sarebbe del tutto normale e legittimo sotto il profilo istituzionale — e sarebbe altrettanto legittimo opporsi sul piano *politico*. Invece, minacciare lo sciopero fiscale non e' un atto *politico*: e' incitare a rompere il patto di cittadinanza, quel patto che vincola tutti a contribuire al bene comune rinunciando a parte della propria autonomia e delle proprie risorse. Non e' uno strumento lecito di lotta politica — perche' mina alla base la polis. E' pura e semplice eversione — e come tale andrebbe trattata.







Sono approdata al tuo blog perchè cercavo la recensione del film "Io,io,io… e gli altri" che tu hai postato ad Ottobre del 2005. Mi son presa un pò di tempo per leggere qualcosa al di là di quella recensione e mi sono piacevolmente sorpresa di trovare una affinità di pensiero in ciò che scrivi.
Ti leggerò volentieri da ora in poi.