mercoledì, 31 maggio 2006
In unum Deum?
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 1:41 pm

Avevo iniziato a rispondere a Fabrizio nei commenti a questo post; poi mi sono reso conto che stavo scrivendo troppo — e cosi' e' diventato un post autonomo — ma senza perdere lo stile di una risposta ad personam.

Non vorrei fare una discussione teologica, che esula dalle mie competenze e dallo spazio di un blog. Quel che intendevo e' che sul piano *storico-religioso* la divinita' dei Cristiani e quella degli Ebrei non sono sovrapponibili: se preferisci, sono rappresentazioni separate e divergenti della divinita'. E che — parlando di Auschwitz e della Shoah — il rispetto delle vittime ebree richiede *come minimo* che non si tenti di "cristianizzare" la loro fine — o di omogeneizzare tutto in una lettura cristiana della divinita' e della stessa Shoah.
Gli Ebrei d'Europa sono stati sterminati perche' Ebrei, non perche' credevano in una divinita' indistinguibile da quella cristiana — e tanto meno per colpire una concezione religiosa cristiana. Di questa alterita' erano talmente consapevoli da andare a morte — lo ripeto — recitando il Kaddish, santificando il nome di D-o. Proclamando cioe' che morivano per il loro D-o — non per un generico Dio della civilta' occidentale. A questa alterita' bisognerebbe lasciare spazio e — ripeto — rispetto.
Invece vedo da tante parti una corsa a cristianizzare la Shoah: i discorsi del Papa, compreso l'ultimo, in cui indica la Croce di Cristo come risposta ad Auschwitz, le presunte rivelazioni di Fatima sullo sterminio degli Ebrei (ancora una volta non per se', ma in quanto radice del Cristianesimo) — per giungere nel piccolo alla tua lettura biblica. Indubbiamente Isaia, 53 in chiave cristiana e' una prefigurazione di Gesu' come Messia — lo sanno i bambini che passano a Comunione — certo non e' una prova sostenibile di fronte a una prospettiva ebraica, non ti pare?

Nota a margine: proprio sull'alterita' tra divinita' cristiana e divinita' ebraica sto leggendo un libro di Harold Bloom, Gesu' e Yahve', Rizzoli, Milano 2006. A tratti e' fastidioso e non credo che sia sempre impeccabile — ma potrebbe essere una buona base di discussione — prima di concludere in maniera tanto definitiva che Cristianesimo ed Ebraismo condividono una stessa divinita'.


mercoledì, 31 maggio 2006
Non si comincia bene
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 8:32 am

Mastella va esternando la sua disponibilita' a firmare i documenti relativi alla grazia per Bompressi e per Sofri. Nel merito lo trovo perfino condivisibile. Pero' noi di sinistra abbiamo detto fino alla nausea, quando era ministro Castelli, che la grazia e' un potere sovrano del Presidente della Repubblica — e che la funzione del Guardasigilli e' puramente istruttoria ed ancillare. Piu' autorevolmente di tutti noi lo ha ribadito da poco la Corte Costituzionale. Quindi l'intervento di Mastella, se pure non supera i confini della legittimita', e' certamente inopportuno. Soprattutto perche' non risulta che il Presidente Napolitano abbia in alcun modo sollecitato l'avvio della procedura per Sofri o la ripresa di quella per Bompressi — e se lo ha fatto lo ha fatto con discrezione — nel primo caso Mastella finisce per tirare per la giacchetta, come si dice oggi, il Presidente; nel secondo e' venuto meno alla riservatezza istituzionale per farsi un po' di pubblicita' a buon mercato.
No, non si comincia per niente bene — e io che speravo in un governo noioso


Herzog, da par suo (e perfino di piu')



martedì, 30 maggio 2006
D-o tace e il Papa parla troppo (2)
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 10:09 am

Colpevolmente, mi ero perso il pezzo forse piu' terribile del discorso di Benedetto XVI:

In fondo, quei criminali violenti, con l'annientamento di questo popolo, intendevano uccidere quel Dio che chiamò Abramo, che parlando sul Sinai stabilì i criteri orientativi dell'umanità che restano validi in eterno. Se questo popolo, semplicemente con la sua esistenza, costituisce una testimonianza di quel Dio che ha parlato all'uomo e lo prende in carico, allora quel Dio doveva finalmente essere morto e il dominio appartenere soltanto all’uomo – a loro stessi che si ritenevano i forti che avevano saputo impadronirsi del mondo. Con la distruzione di Israele, con la Shoa, volevano, in fin dei conti, strappare anche la radice, su cui si basa la fede cristiana, sostituendola definitivamente con la fede fatta da sé, la fede nel dominio dell'uomo, del forte.

Benedetto XVI nega di fatto alla Shoah perfino una autonoma natura di catastrofe dell'ebraismo — in una lettura tipicamente cristiana dei rapporti con l'ebraismo stesso, che conta esclusivamente in quanto "predecessore", "radice" della "vera fede": dire che Hitler volle la Shoah per attentare alle radici stesse della fede cristiana e' cancellare un'altra volta le vittime, quegli Ebrei che andavano verso le camere a gas recitando il Kaddish, a santificazione del nome di D-o — e non certo del Dio dei cristiani.

Segnalo, perche' riflettono pienamente il mio pensiero, gli articoli di Giovanni De Luna e Gian Enrico Rusconi sulla Stampa di oggi.

[Continua qui]


lunedì, 29 maggio 2006
E anche Sindona in fondo e' stato calunniato
Nelle categorie: Ma vaffanculo! — Scritto dal Ratto alle 1:04 pm

Capello alla Gazzetta dello Sport:

Moggi? "Solo superficiale, ora gli sono ancora più vicino". Gli ultimi due scudetti della Juve? "Li abbiamo vinti regolarmente". Il futuro dei bianconeri? "Al massimo saremo penalizzati di qualche punto, anche se è in corso una campagna anti-Juve come ci fu contro il Psi ai tempi di Tangentopoli".

(da Repubblica)


lunedì, 29 maggio 2006
D-o tace e il Papa parla troppo
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 10:03 am

Questo blog proprio non ce la fa, da parecchio tempo, a tenere un ritmo di post decente. Non mancherebbero le cose da dire — anzi l'elenco degli appunti si allunga di giorno in giorno — mancano il tempo e la concentrazione, dedicati sempre piu' a lavoro e figlioli. Prima o poi migliorera'… o no?

Pero' il Papa che va ad Auschwitz e dichiara che la Shoah e' stata responsabilita' di pochi criminali, assolvendo il popolo tedesco "vittima" del nazismo, e' troppo per stare zitto. Auschwitz fu un'immensa opera collettiva. Impossibile senza una partecipazione attiva e massiccia, non solo dei tedeschi nella loro maggioranza, ma anche di molti altri popoli europei. Ridurre la Shoah alla colpa di pochi non solo e' una intollerabile operazione di giustificazione — ma finisce per dare di Auschwitz un'immagine del tutto distorta: come se fosse l'opera di qualche pazzo disumano, un'eccezione o un incidente di percorso. Accusare il silenzio di D-o e' sicuramente giusto — ma guai a dimenticare che Auschwitz e' opera degli uomini — di uomini concreti e reali, che portano colpe concrete e reali — e di massa, perche' nulla di tutto cio' sarebbe mai accaduto se davvero i responsabili fossero stati un manipolo di deviati.

Scopro che questo post, insieme ad uno di Passi nel deserto, e' finito su Libero Blog. Il dibattito che ne e' nato mi pare sconfortante — e tutto centrato sul cattolicesimo.
[Continua qui]


sabato, 20 maggio 2006
Elogio della noia
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 11:14 am

Il discorso di Prodi al Senato e' un pippone intollerabilmente noioso. Non l'ho ascoltato in diretta, ma — se conosco lo stile dell'uomo — l'ha letto con un tono che avrebbe fatto sembrare insulsa pure la Divina Commedia. Nell'opposizione non e' mancato chi ha fatto notare questa mancanza di verve.
A me sembra — francamente — una bella notizia. Mi auguro che questo governo tenga un profilo basso, parli per cifre e per atti, astenendosi dall'alzare i toni e dalle dichiarazioni altisonanti. Di politica spettacolare, di emozioni forti, di clima di rissa — ne abbiamo avuto piu' che abbastanza. Non so se l'attuale maggioranza e l'attuale governo sapranno ben governare — per quanto rappresentino la mia parte politica non mi pare che siano partiti in maniera particolarmente rassicurante: ma so che la politica, e soprattutto quella che ha responsabilita' di governo, dovrebbe essere noiosa e un po' grigia. Avere a che fare con la realta', tentare di rammendarla e di tenere insieme i pezzi e' un lavoro di pazienza, di compromessi, di tenace artigianato: una roba per niente attraente e per niente glamorous. Ecco, io spero che il nostro nuovo governo ci annoi a morte. E che governi.


venerdì, 19 maggio 2006
Mica e' una guerra, son tutti fiorellini
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Ma vaffanculo! — Scritto dal Ratto alle 3:09 pm

"Con il suo rifiuto di smentire la gravissima affermazione di ieri, secondo cui l'Italia avrebbe partecipato alla guerra in Iraq, Prodi si e' reso moralmente complice e mandante di coloro che nelle manifestazioni della sinistra inneggiano alle '10 100 1000 Nasiriya'". Lo dice il senatore azzurro Lucio Malan.

(da Repubblica)

Chiedo perdono a eìo per la citazione non autorizzata ;-).


Ho appena buttato via 476 commenti-spam. Spero di non aver cestinato qualche commento vero li' in mezzo: se e' cosi', chiedo scusa e rimandatemelo.

(per il resto, non siamo morti — solo terribilmente sotto pressione)



mercoledì, 17 maggio 2006
Eccoci (piu' o meno)
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da tutti e due alle 12:25 pm

Siamo stati fuori qualche giorno per il nostro anniversario. Con tante scuse a chi ha commentato e non e' stato pubblicato sollecitamente.
Poi vi raccontiamo, quando riprendiamo fiato.


domenica, 7 maggio 2006
Ultimo post su Berlusconi
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 11:02 pm

… poi non ne parlo piu' almeno fino all'estate, che tanto non serve a niente.

Non ho simpatia ne' personale ne' politica per D'Alema — e non piangerei se non dovesse diventare Presidente della Repubblica (temo per altro che i nomi alternativi siano – salvo il vecchio Napolitano – tutti peggiori di lui). Magari un altro candidato potrebbe raccogliere un maggiore consenso — e questo certo sarebbe un bene.
Ma – e lo saprebbero perfino i miei vecchi alunni dopo la prima lezione di educazione civica – eleggere D'Alema al Quirinale con i voti della maggioranza sarebbe del tutto normale e legittimo sotto il profilo istituzionale — e sarebbe altrettanto legittimo opporsi sul piano *politico*. Invece, minacciare lo sciopero fiscale non e' un atto *politico*: e' incitare a rompere il patto di cittadinanza, quel patto che vincola tutti a contribuire al bene comune rinunciando a parte della propria autonomia e delle proprie risorse. Non e' uno strumento lecito di lotta politica — perche' mina alla base la polis. E' pura e semplice eversione — e come tale andrebbe trattata.


giovedì, 4 maggio 2006
E poi qualcuno si stupisce
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 10:34 am

se ho radicalmente smesso di tifare Juventus?

Pero' non e' che la mia squadra del fegato, lo Zalgiris di Vilnius, dia tutte queste soddisfazioni: concluso il campionato 2005 al terzultimo posto, e' quartultima nell'avvio di stagione 2006.


mercoledì, 3 maggio 2006
Ciampi unloaded
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 7:14 pm

Palazzo del Quirinale, 3 maggio 2006
L'Ufficio Stampa del Quirinale rende nota la seguente dichiarazione del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi:
"Sono profondamente grato per le molteplici dichiarazioni in favore della mia rielezione a Presidente della Repubblica, anche perchè esse implicano una valutazione positiva del mio operato quale Capo dello Stato, garante dell'unità nazionale e custode dell'ordine costituzionale.
Interpreto questa convergenza di parti politiche diverse sul mio nome come disponibilità a quel civile confronto che – al di là delle naturali asprezze della dialettica politica, acuite dal recente momento elettorale – è premessa e condizione, indispensabili, della saldezza delle istituzioni e, quindi, della salute della Repubblica.
Tuttavia tali dichiarazioni mi inducono, per una esigenza di doverosa chiarezza, a confermare pubblicamente la mia "non disponibilità" ad un rinnovo del mandato, anticipata nel messaggio di commiato di fine anno.
Non ritengo, infatti, data l'età avanzata di poter contare sulle energie necessarie all'adempimento, per il lungo arco di tempo previsto, di tutte le gravose funzioni proprie del Capo dello Stato.
A ciò si aggiunge una considerazione di carattere oggettivo, che ho maturato nel corso del mandato presidenziale: nessuno dei precedenti nove Presidenti della Repubblica è stato rieletto. Ritengo che questa sia divenuta una consuetudine significativa.
E' bene non infrangerla.
A mio avviso, il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato."

Ora che Ciampi ha sgombrato il campo con la chiarezza e la correttezza istituzionale che gli sono proprie, siamo capaci di eleggere una donna al Quirinale?
Un'altra domanda (a cui chiedo risposta da chi e' *tecnicamente* piu' competente di me): ora che la Corte Costituzionale ha dato ragione a Ciampi e torto a Castelli sulla questione della grazia, il Presidente puo' ancora riuscire a farsi/farci un ultimo regalo prima della scadenza del suo mandato e liberare Adriano Sofri — o e' fuori tempo massimo?


mercoledì, 3 maggio 2006
Time warp
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 2:25 pm

The Boss che canta We Shall Overcome.


Da oggi tra le mie letture c'e' daRkSidE blog, che ho scoperto solo ora, ma con cui sento una notevole affinita'.



martedì, 2 maggio 2006
Non da me
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 3:27 pm

Berlusconi subito prima di rassegnare le dimissioni del suo governo: "Saremo rimpianti e ricordati come il miglior governo della Repubblica". (da Repubblica)

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