domenica, 30 aprile 2006
Sarebbe l'ora
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 11:32 am

Su tutta la vicenda dell'elezione del Presidente del Senato taccio — perche' mi pare percorsa da aspetti talmente miserandi che commentarli sarebbe troppo. Ora che e' alle spalle, c'e' da pensare alla Presidenza della Repubblica. Al di la' dell'ipotesi di un "Ciampi reloaded", che avrei visto di buon occhio soltanto se avesse preluso ad un rapido ritorno alle urne, credo che sarebbe importante uscire dai percorsi stantii che sembrano disegnarsi e tentare di dare un vero segnale di rinnovamento: eleggere una donna Presidente della Repubblica. I nomi non mancano — e non sta certamente a me farli — e il tempo e' assai piu' che maturo.

Scopro che c'e' un blog per la candidatura di Tina Anselmi. Personalmente preferirei una donna con una storia piu' a sinistra — ma anche lei sarebbe una bella scelta.


venerdì, 28 aprile 2006
Morire per cosa?
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 5:31 pm

A me — la cosa che mi sconvolge di piu' della morte dei nostri soldati a Nassiriya e' quanto e' stata profondamente inutile. Scandalosamente inutile — sotto ogni punto di vista. E badate: non lo dico perche' ho sempre sostenuto che in Iraq non dovevamo nemmeno metterci piede. L'ho sempre detto e lo dico ancora — ma la questione che vorrei sollevare e' diversa.
Forse il mio ragionamento suona cinico — credetemi, non lo e' — al contrario. Proprio perche' mi pare che uno stato dovrebbe avere a cuore piu' di tutto la vita dei suoi cittadini — civili e militari — credo che dovrebbe essere pronto a sacrificarla soltanto di fronte a preponderanti interessi nazionali o addirittura sovranazionali.
Invece: i nostri soldati sono morti per una missione che piu' nessuno vuole, ne' a destra ne' a sinistra. E' tutto un gran ripetere che stiamo per andarcene, che il disimpegno e' vicino, che le ragioni della nostra presenza militare sono venute meno (o che non ci sono mai state). Chiedete a qualunque partito in Parlamento: non ne troverete uno disposto a sostenere oggi le ragioni *politiche* della missione militare. Quindi i nostri soldati sono li' per inerzia, per la difficolta' del centrodestra di tornare sui suoi passi — ma la loro presenza non corrisponde piu' ad alcun intento di politica internazionale del nostro paese.
Diro' di piu': non corrisponde neppure ad alcun vantaggio politico/economico/di immagine ecc. ecc. dell'Italia. Non abbiamo ottenuto ne' prestigio internazionale, ne' una parte significativa del business della ricostruzione, ne' sconti sulla nostra bolletta petrolifera. Niente. Portiamo a casa un po' di morti e un bel pacchetto di spese.
Quanto agli obiettivi dichiarati della guerra, meglio lasciar perdere. Le armi di distruzione di massa erano la bufala del millennio. Il "cambio di regime" ha trasformato l'Iraq da un inferno governato da un tiranno ad un inferno in preda a una guerra civile inarrestabile, che sta sfuggendo a ogni controllo. La democrazia irachena e' talmente solida che non riesce a mettere insieme un governo nemmeno in quattro mesi e nemmeno sotto la dettatura di Rummy e Condy. Il Medio Oriente pare piu' instabile che mai. Il terrorismo, lungi dall'essere stato sradicato o anche soltanto indebolito, pare godere della miglior salute immaginabile.
Da ogni punto di vista che riesco a concepire: questi nostri soldati sono morti per niente. Fa ancora piu' male.
Dovevamo non metterci piede. Dovevamo andarcene prima. Dobbiamo andarcene adesso — se non altro perche' non e' ammissibile pensare ad altre vittime in cambio di nulla.


sabato, 22 aprile 2006
Addio
Nelle categorie: Cinema e TV — Scritto da waldorf alle 10:24 pm

ad Alida dei telefoni bianchi, di Piccolo mondo antico, de Il terzo uomo, Il caso Paradine, di Senso ma anche di Berlinguer ti voglio bene.


giovedì, 20 aprile 2006
Da squalifica
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 6:10 pm

Sono tra i primi ad aver sostenuto che Prodi non ha vinto *politicamente* le elezioni. Quello che e' certo, pero', e' che le ha vinte sul piano formale, quello dei numeri. Anche (o soprattutto) grazie alla legge elettorale voluta proprio per impedirgli di vincere.
Che Berlusconi e i suoi rifiutino di riconoscere questo semplice dato di fatto e' totalmente inaccettabile. E' come se una squadra di calcio che subisce un gol, invece di ricominciare a giocare, provasse a sequestrare il pallone e ad impedire la prosecuzione della partita. Lo fanno i mocciosi. Nello sport vero un comportamento simile comporterebbe la squalifica e la sconfitta a tavolino. Peccato che la giustizia sportiva non si possa occupare delle competizioni elettorali.


mercoledì, 19 aprile 2006
Perche' l'Italia si e' opposta?
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 4:09 pm

Ho sentito stamani su Radio RAI (uno dei GR della fascia tra le otto e le nove, ma non ricordo quale — e quindi non sono in grado di riportare il link) che si e' raggiunto un accordo per rendere accessibile alla consultazione l'archivio dell'ITS di Bad Arolsen. Il GR diceva anche che l'apertura di questo importante archivio, che contiene informazioni *personali e sensibili* su circa diciassette milioni di persone recluse nei campi, era stata a lungo rinviata per l'opposizione della Germania e dell'Italia. Ho trovato questa notizia che conferma il contenuto essenziale dell'informazione del GR e spiega i motivi della contrarieta' tedesca — ma ignoro le ragioni dell'opposizione italiana. Qualcuno ne sa qualcosa di piu'?


venerdì, 14 aprile 2006
La brancha de l'albespi
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 11:23 am

Qualche giorno fa, andando al lavoro, un biancospino fiorito in mezzo alla nebbia.


giovedì, 13 aprile 2006
E' un troll
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 9:07 am

Ebbene si', la diagnosi di Beppe Caravita e' perfetta. Come abbiamo fatto a non pensarci prima, noi reduci delle loredanemorandi?


Alla SIAE hanno bisogno di uno strizzacervelli bravo (come dice Mantellini)



mercoledì, 12 aprile 2006
Previsione azzeccata
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 10:37 pm

Prodi continua a parlare di vittoria e di governo per cinque anni e Berlusconi di brogli su un milione e fischia di schede. L'incarico di governo verra' dato dal nuovo Presidente della Repubblica, verosimilmente fra non meno di cinquanta giorni. Epifani silura l'ipotesi di un governo tecnico e Cossiga brucia il nome di Monti. Direi che tutto procede secondo copione. Accetto scommesse su quanti giorni passeranno prima che tutti i miei sette punti vengano contraddetti…


Un'intervista alla figlia del grande Bartolo Mascarello.



martedì, 11 aprile 2006
Sette cose che non succederanno
Nelle categorie: Pipponi, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 11:07 am

Se questo fosse un paese appena appena decente, probabilmente non avremmo avuto questi risultati elettorali. Pero' voglio esercitarmi in una finzione accademica — e provare a prospettare un percorso politico che un paese appena appena decente, dopo queste elezioni, cercherebbe di mettere in piedi. Ovviamente — data la premessa — niente o quasi niente di quel che scrivo succedera' — ma sapete com'e', uno deve pur tentare di esercitare la ragionevolezza — prima di arrendersi all'evidenza dell'irrazionalita'.
1. Prodi e i suoi smetterebbero *subito* di cantar vittoria: il centrosinistra non ha vinto e non ha un mandato popolare per governare. Se ha una maggioranza significativa alla Camera e' solo grazie a una legge elettorale definita con un termine tecnico "una porcata" (certo, si puo' obiettare che alla fine si e' ritorta contro gli apprendisti stregoni che l'hanno inventata, ma non cambia la sostanza); al Senato qualche risicato voto di vantaggio dipenderebbe esclusivamente dai senatori a vita e dagli eletti della circoscrizione estero: cioe' da persone che *non* rappresentano la volonta' del corpo elettorale correttamente inteso (sul voto degli Italiani all'estero ho sempre ritenuto che sia un'assurdita' e un controsenso democratico: non ho cambiato idea perche' oggi ci possono far da ciambella). Pensare di governare cinque anni con questa situazione e' — oltre che del tutto velleitario — assai poco democratico.
2. Berlusconi accetterebbe *subito* il responso elettorale cosi' come e', per chiudere il piu' rapidamente possibile la fase di totale incertezza, che tra l'altro fa male ai mercati e alla stabilita' gia' acciaccata del paese. Anche perche' questi risultati sono figli della *sua* legge elettorale e perche' in ogni caso neppure il centrodestra avrebbe i numeri o il mandato elettorale per governare — non piu' del centrosinistra.
3. Centrodestra e centrosinistra andrebbero insieme da Ciampi a chiedere tre cose:
- la sua disponibilita' ad essere rieletto Presidente — in puro spirito di servizio verso la Repubblica –, con un voto plebiscitario al primo scrutinio ed eventualmente con l'implicito accordo che passata l'emergenza potra' dimettersi quando riterra' opportuno;
- che dia l'incarico di formare il nuovo governo *subito* (prima della rielezione) a una personalita' di sua fiducia, al di sopra delle parti e con lo specifico (e limitato) mandato di riportare il paese nei parametri del patto di stabilita': l'uomo ideale ce l'abbiamo — e si chiama Mario Monti;
- che dichiari fin d'ora che — esaurito il mandato del governo al piu' tardi dopo la finanziaria 2007 — chiamera' gli Italiani a votare per un nuovo Parlamento.
4. Monti farebbe un governo caratterizzato da ministri economici di alto profilo e di nessuna speranza/ambizione di restare in politica, con un occhio a coinvolgere personaggi che godano di autorita' e prestigio presso le forze sociali, sindacati compresi. Al di fuori dei ministeri economici, sceglierebbe figure dignitose ma di secondo piano, preferibilmente non troppo legate ai partiti: tanto dovrebbero gestire l'ordinaria amministrazione e nulla piu'. Questo governo si cercherebbe i voti in Parlamento senza una maggioranza precostituita, ma con la "non sfiducia" delle principali forze politiche.
5. Il governo farebbe una politica economica di lacrime e sangue, scontentando tanto l'elettorato di sinistra che quello di destra, ma dando una rassettata ai conti pubblici — e magari introducendo qualche misura di rilancio dell'economia, ammesso che si riesca a trovarne una capace di ottenere il necessario consenso in Parlamento.
6. La Finanziaria 2007 verrebbe approvata in anticipo, diciamo entro novembre 2006.
7. A febbraio-marzo 2007 si voterebbe di nuovo. Se gli schieramenti volessero bene all'Italia, nel frattempo avrebbero assicurato un ricambio generazionale, proponendo dei nuovi leader al posto degli artefici del disastroso pareggio di oggi.
Sto delirando? Ma tanto ve l'avevo detto che non succedera' niente di tutto questo, no? Ed e' per questo che me ne voglio andare.

Tre noterelle a margine — tanto il pippone e' gia' un pippone, qualche paragrafo in piu' non puo' peggiorare il risultato.
1. Non ho e non ho mai avuto alcuna simpatia terzista e detesto le grandi coalizioni. Proprio per questo credo che l'attuale legislatura dovrebbe avere vita brevissima — e l'unico percorso *responsabile* per poter votare di nuovo senza sfasciare tutto mi pare questo. L'alternativa e' qualche mese di rissa senza quartiere — e poi votare lo stesso perche' nessuno ha la forza per governare. O una vera grande coalizione, che sarebbe capace di tirar fuori tutto il peggio dell'uno e dell'altro schieramento.
2. Sono stato un prodiano della primissima ora e ho creduto a lungo che Prodi potesse fare la differenza e dare all'Italia un governo moderno. Ma ora credo che sia venuto il momento di passare la mano: evidentemente la sua persona e la sua ricetta politica — in oltre dieci anni — non hanno avuto la capacita' di imporsi.
3. Tra poco c'e' il referendum sulla riforma costituzionale: eravamo tutti convinti che sarebbe stato poco piu' che una formalita' e che avremmo respinto quell'obbrobrio senza nemmeno doverci affaticare troppo, contando sulla minor capacita' di mobilitazione dell'avversario. L'affluenza alle urne dimostra che non e' cosi'. Sara' una battaglia durissima, all'ultimo voto — e non possiamo permetterci di non vincere nemmeno questa volta. Ne va davvero della *sostanza* della democrazia in Italia.


martedì, 11 aprile 2006
Che mal di stomaco, gente!
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 2:52 am

Mancano una cosa come 35 sezioni, grosso modo 30000 voti — e l'Unione e' ancora avanti di piu' o meno 27000 voti. Al Senato la destra e' avanti di un solo senatore, senza contare quelli a vita e quelli eletti dalla circoscrizione estero. Occhio e croce dovremmo aver scampato la catastrofe. Il disastro no, ma dobbiamo accontentarci di sentirci consolati per cosi' poco.
Sul lavoro all'estero non ho cambiato idea. E le dichiarazioni di vittoria di Rutelli, Fassino e Prodi (stando a Repubblica di un minuto fa*) non fanno che confermarmi nell'idea che da questo paese bisogna scappare: quando i tuoi leader riescono a felicitarsi di un risultato del genere, vuol dire che siamo alla frutta. Tutti.

* Prima che spariscano, le immortalo:
02:47 Prodi sul palco: "Abbiamo vinto"
Il leader dell'Unione Romano Prodi è salito sul palco in Piazza Santi Apostoli. Mentre saliva circondato dai giornalisti accompagnato da Francesco Rutelli ha esclamato ai giornalisti: "Abbiamo vinto".

02:46 Rutelli: "Una gioia infinita"
"Una sofferenza infinita e una gioia infinita. Ora stiamo tutti sotto il simbolo dell'Ulivo, abbiamo una maggioranza che ci vuole". Così il leader della Margherita Francesco Rutelli, commenta il risultato del voto alla Camera, brindando nella sede del partito.

02:45 Fassino: "Il centrosinistra ha vinto le elezioni"
"I dati ormai quasi completati ci dicono che il centrosinistra ha vinto le elezioni". Lo ha detto Piero Fassino sceso nella sala stampa dei Ds per commentare i risultati delle elezioni.

P. S. Definitivi alle 3.22: Unione 19.001.684; Casa delle Liberta' 18.976.460. Vado a dormire con un po' di magone in meno. Ma poco, eh –


lunedì, 10 aprile 2006
E' ufficiale:
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da Amministratore alle 10:50 pm

questo blog cerca lavoro all'estero. Si accettano proposte e suggerimenti.


Qui si incrociano le dita, ma a quanto pare i coglioni se lo sono levato dai coglioni



Akiva Eldar su Ha'aretz dice cose molto convincenti sulle trattative per il nuovo governo in Israele e sulle politiche che Kadima e la sua coalizione stanno mettendo in cantiere.



Ci sono (finalmente!) dei nuovi sonetti!



Miserabile fallimento, lo scoprono ora. Se leggete Mantellini, c'e' da morire dalle risa.



mercoledì, 5 aprile 2006
Mi spiego meglio
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 6:02 pm

L'avevo promesso — e mantengo. L'articolo di Lorenzo Mondo sulla Stampa del 3 aprile e' di una bruttezza ripugnante. Cito, cosi' ci capiamo meglio:

Abbiamo infatti appreso che su Mario Alessi, il più sfrontato e spietato degli assassini, pendeva una condanna a cinque anni di carcere per lo stupro di una ragazza consumato nel Duemila in Sicilia, sotto gli occhi del fidanzato legato a un albero. I due gradi di giudizio erano stati concordi nella condanna, che per diventare esecutiva esigeva ancora la pronuncia della Cassazione.
Appaiono già lunghissimi cinque anni per sanzionare un crimine accertato, ma diventa surreale l'attesa di una parola definitiva per la quale sembrerebbero bastare nel caso, con tutto l'agio degli emeriti giudici, ventiquattro, al massimo quarantott'ore di carte sfogliate, di sapienti dibattiti. Stando, beninteso, al comune sentire, che non s'intende di pandette, di codicilli, di precisazioni ed eccezioni, delle quali suole imbellettarsi una avvizzita giustizia.

L'uccisione di un bambino e' certo uno di quei crimini che suscitano un orrore tale da perdere la misura — e da padre capisco le pulsioni di linciaggio che si sentono da tante parti, anche insospettabili (Rizzo dei Comunisti Italiani che invoca l'ergastolo "senza sconti di pena", Buglio della Rosa nel Pugno, il partito ipergarantista per eccellenza, che dice "Bisogna metterli in cella e buttare via la chiave"). Ma la giustizia — con le sue forme, le sue cautele, la presunzione di innocenza, i tre gradi di giudizio, le garanzie per gli imputati — beh, tutte queste cose servono proprio ora, che si sente allo stomaco la morsa del disgusto e il bisogno di cancellare anche fisicamente gli autori di tanto orrore.
L'"avvizzita giustizia" non serve ad altro — se vogliamo — che ad imbrigliare ed a disinnescare le pulsioni di vendetta, a sostituirle con forme garantite di protezione sociale. Le sue pandette e i suoi codicilli, le precisazioni e le eccezioni, lungi dall'essere un orpello e un belletto, sono la garanzia della imparzialita', della necessaria impermeabilita' alle emozioni, ai turbamenti. La legge segue delle forme — che sono a tutela di tutti. Saltare le forme, o disprezzarle in nome del "comune sentire" e' la negazione dello stato di diritto — e non a caso (mi insegnano) il "comune sentire" era uno dei fondamenti del diritto nella Germania nazista. E' proprio ora che abbiamo bisogno della freddezza, dell'impersonalita' e della distanza della Giustizia — ora che dobbiamo difenderci anche dai nostri sentimenti offesi.
Certo, si puo' discutere sulle lentezze dei processi in Italia, chiedersi perche' ci vogliono cinque anni, quando va molto bene, per arrivare alla fine di una vicenda giudiziaria. Ma in primo luogo non ha diritto di chiederlo chi in tutti questi anni ha brandito le garanzie dell'imputato e la presunzione di innocenza come strumento di difesa personale e di parte — e ha piu' e piu' volte messo mano alle normative proprio per rendere piu' difficile la condanna degli imputati: le uniche parole che vorremmo sentire da quella parte sono "Abbiamo sbagliato". In secondo luogo dovremmo parlare di organici insufficienti, di strumenti inadeguati, di fondi per il funzionamento dei tribunali ridotti al lumicino, di moltiplicazione futile del ricorso alla giustizia penale — tutte cause vere di ingorgo dell'opera della magistratura: ma sono argomenti che non soddisfano la voglia di forca.
Di una cosa non possiamo permetterci di discutere: della tenuta delle garanzie — quelle garanzie che e' troppo facile scambiare per formalismi bizantini ed arzigogoli senza sostanza. E' su quegli arzigogoli che si fonda la distinzione tra una societa' civile e la barbarie. E la civilta' — per quanto disagio possa mettere addosso — sta poi tutta li', nel non toccare Caino — nel non condannare nemmeno Mario Alessi senza passare attraverso la bonne et due forme. Abbiamo bisogno di dighe contro l'incivilta' — e additare la giustizia al pubblico ludibrio come fa Mondo e' un bel modo per prendere a picconate la diga proprio nei giorni della piena.


martedì, 4 aprile 2006
Sono un coglione
Nelle categorie: Ma vaffanculo! — Scritto dal Ratto alle 8:31 pm

Che ci siano tanti italiani che votano "facendo il proprio disinteresse", cioe' disinteressatamente, con l'occhio al bene collettivo piu' che alla propria convenienza, e' cosa che alla mentalita' del Presidente del Consiglio evidentemente risulta incomprensibile. Lui no, al suo interesse ci sta ben attento — e considera coglioni tutti quegli altri. Dal suo punto di vista, come dargli torto?
L'espressione "fuori dai coglioni" non mi e' mai sembrata tanto calzante.


Trovo di una bruttezza ripugnante questo articolo di Lorenzo Mondo sulla Stampa. Poi argomentero', ma intanto volevo dirlo.



Devo dire che la radio di Marco su Pandora mi piace quasi piu' della mia.



lunedì, 3 aprile 2006
In memoriam
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 10:57 am

Ieri si e' celebrato il sessantaduesimo anniversario dell'eccidio fascista della Benedicta, il peggior massacro che queste zone del Piemonte abbiano visto durante la guerra — ma soltanto uno dei moltissimi.
Negli anni passati, diverse amministrazioni di centrodestra della zona si erano sottratte alla partecipazione, trovando evidentemente fastidioso tutto quell'antifascismo. Quest'anno non so. Pero' darei qualcosa per vivere in un paese in cui certe ricorrenze fanno parte del tessuto di valori condivisi, talmente universali da sembrare perfino un po' polverosi e noiosetti.


lunedì, 3 aprile 2006
Che fatica votare!
Nelle categorie: Pipponi, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 12:25 am

(Qui, non in Israele)

CORREZIONE: i seggi attribuiti alla coalizione maggioritaria al Senato in Piemonte 2 sono 13 e non 12 (55% con arrotondamento per eccesso). Mi scuso per l'imprecisione; ma il ragionamento di fondo non e' inficiato.

Sto cercando di capire come fare a mantenere un minimo di valore al mio voto con questo sistema elettorale. Mi spiego meglio: al di la' della scelta "di campo" tra destra e sinistra, il proporzionale in salsa berlusconiana non lascia apparentemente altra liberta' di voto agli elettori. Con le liste bloccate sono le segreterie di partito che decidono chi ha la certezza, chi una solida possibilita' e chi nessuna di entrare in Parlamento. In realta' il potere degli elettori di scegliersi i rappresentanti e' ridotto al lumicino. Personalmente non ci sto — voglio per lo meno che il mio voto non serva ad eleggere qualcuno che proprio non mi va giu'. Provo a spiegare come penso di fare — nella speranza di rendermi utile a qualcuno che ha il mio stesso problema — e magari di ricevere lumi da qualcuno che ha trovato soluzioni migliori della mia.
La cosa fondamentale e' capire quanti seggi potrebbe prendere la lista che vorreste votare nella vostra circoscrizione. In realta' c'e' una buona dose di azzardo e di complicazione anche in questo primo passo, perche' implica una "scommessa" su chi vincera' le elezioni al Senato nella vostra Regione e chi le vincera' alla Camera a livello nazionale: da questo infatti deriva l'attribuzione dei premi di maggioranza che si spalmano sulle liste a livello circoscrizionale.
Dovete anche essere in grado di calcolare quale e' (alla grossa) la percentuale di voti che le vostre liste di circoscrizione alla Camera apportano al risultato nazionale delle liste stesse, perche' e' su questa base che avverra' il riparto dei seggi per circoscrizione.

Esempio*.
Circoscrizione Piemonte 2 (la mia) alla Camera – Ipotesi di vittoria dell'Unione a livello nazionale.
L'Unione prende in questa circoscrizione piu' o meno il 3,4% del voto nazionale, che fa grosso modo undici o dodici seggi con il premio di maggioranza (nove o dieci se invece si dovesse perdere a livello nazionale). Questo significa piu' o meno 7 o 8 seggi al listone dell'Ulivo, uno a testa a Rifondazione, Rosa nel Pugno, Verdi e Comunisti [per la cronaca e' andata cosi': Ulivo 7, Rifondazione, Rosa nel Pugno, Comunisti e Italia dei Valori 1 seggio a testa -- non avevo sbagliato tanto (11 aprile 2006)].
Circoscrizione Piemonte al Senato – Ipotesi di vittoria (sia pure di misura, ma questo farebbero capire i sondaggi) dell'Unione a livello regionale.
Con il premio di maggioranza scatterebbero per l'Unione 12 seggi, che si distribuirebbero proporzionalmente grosso modo cosi': 4/5 ai DS, 3/4 alla Margherita, 1/2 a a Rifondazione, 1 a testa a Rosa nel Pugno, Comunisti e forse Verdi.
Circoscrizione Piemonte al Senato – Ipotesi di vittoria della Casa delle Liberta' a livello regionale.
Alle minoranze andrebbero 10 seggi, presumibilmente tutti all'Unione: 3/4 ai DS, 3 alla Margherita, 1/2 a Rifondazione, 1 alla Rosa nel Pugno e forse 1 a Comunisti/Verdi [qui sono stato meno bravo: 3 ai DS, 2 a Margherita e Rifondazione, 1 a Di Pietro e 1 a Comunisti/Verdi].

A questo punto avete una ipotesi piu' o meno ragionevole di distribuzione dei seggi (io me la sono fatta a mano, ma se vi fidate ci sono i dati sulle circoscrizioni della Camera che ha pubblicato Il termometro politico. Non e' finita qui.
Scartate le teste di lista (i candidati "nazionali" che stanno in cima alla lista e che sono presenti in piu' circoscrizioni: c'e' una significativa possibilita' che siano eletti altrove e quindi lascino il posto ai primi dei non eletti nella vostra circoscrizione); contate da qui in giu' il numero di seggi attribuiti alla lista. Magari aggiungetene uno per sicurezza e/o scaramanzia. I primi nomi non vi interessano: saranno eletti *comunque*, che voi votiate per quella lista o meno. Invece concentratevi sugli ultimi: sono i candidati in bilico, quelli che potrebbero finire in Parlamento o no a seconda del risultato del partito — in altri termini, sono quelli per cui il vostro voto e' determinante.

Esempio*.
Circoscrizione Piemonte 2 alla Camera – Lista dell'Ulivo.

PRODI ROMANO (testa di lista – scartatelo, sara' eletto probabilmente altrove)
GENTILONI SILVERI PAOLO (testa di lista – scartatelo, sara' eletto probabilmente altrove)
DAMIANO CESARE (1 – eletto sicuro, non ve ne preoccupate)
LOVELLI MARIO (2 – eletto sicuro, non ve ne preoccupate)
LEDDI IN MAIOLA MARIA (3 – eletto sicuro, non ve ne preoccupate)
RAMPI ELISABETTA (4 – eletto sicuro, non ve ne preoccupate)
FIORIO MASSIMO (5 – eletto sicuro, non ve ne preoccupate)
BARBI MARIO (6 – assai probabilmente eletto, verificate chi e' prima di votare la lista)
GIULIETTI GIUSEPPE (7 – probabilmente eletto, verificate chi e' prima di votare la lista)
RABINO MARIANO (8 – potrebbe essere eletto se la lista va bene, il vostro voto potrebbe essere determinante)
ZARETTI GRAZIANO (9 – qualche probabilita' di essere eletto, non trascuratelo)
PASTORE PIER LUIGI (da qui in giu' scarse o nulle probabilita' di elezione)
SCAGLIA CLAUDIO UMBERTO
TRIVELLI MAURO
DONETTI JENNY
RASORE MARINA
BERARDO LIVIO
PIOLA GIANPIERO
ANTONIETTI GIORGIO
STEFANUZZI VALERIO
PORTINARO ALESSANDRO
ANFOSSO VALERIA**

A questo punto, lista per lista tra quelle che considerate "votabili", studiatevi le biografie politiche dei candidati "in bilico": il vostro voto servira' ad eleggere o a mandare a casa proprio loro, per tutti gli altri il gioco e' gia' fatto. Quando avete il panorama completo, fate un raffronto e decidete dove mettere la vostra croce.
Per farvela breve, sono diverse ore di lavoro per i calcoli e diverse ore di lavoro per scovare notizie sui candidati — e solo per ridurre il tasso di casualita' del vostro voto, non per riuscire a votare davvero per un candidato che vi piace. D'altronde, che questo sistema elettorale sia una porcata, lo dicono anche gli indecenti che lo hanno voluto.

P. S. Tutta 'sta fatica per essere sicuro di non votare un astensionista!
P. P. S. Dimenticavo: se la vostra lista non prende alcun seggio nella circoscrizione, NON significa che il vostro voto andra' perso: sempre che superi gli sbarramenti previsti dalla legge, l'attribuzione dei seggi e' regionale per il Senato e nazionale per la Camera — quindi il voto che avete dato potrebbe contribuire indirettamente all'elezione di un candidato altrove (tipicamente ai primi posti nelle circoscrizioni piu' popolose).

* Gli esempi sono fatti sulla mia circoscrizione e sulle liste dell'Unione, perche' anche i sassi sanno che sto in Piemonte e che votero' per Prodi: ma il calcolo — variati i nomi e le liste — vale per qualunque partito e orientamento politico — e per qualunque circoscrizione.
** Ovviamente con liste che hanno percentuali piu' basse, il gioco e' piu' semplice: scartate le teste di lista, il primo candidato e/o il secondo sono probabilmente i soli che val la pena di prendere in esame.


domenica, 2 aprile 2006
E' primavera anche qui
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro, Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 11:05 pm

Oggi pomeriggio dalle colline tra Belbo e Tinella.

L'originale e' piuttosto pesante (fiori e filari mettono in crisi l'algoritmo di compressione jpeg): quindi le dimensioni da francobollo e la risoluzione da schifo. Clic sulla foto per vederla come si deve.

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