giovedì, 9 febbraio 2006
Qualche giorno fa ero a Torino per lavoro e ho approfittato della pausa pranzo per fare due passi in centro, incuriosito dalle novita' olimpiche. Per puro caso sono andato a inciampare nella mostra "Percorsi di vita e cultura ebraica", aperta in questi giorni presso l'Archivio di Stato, in Piazza Mollino, di fianco al Teatro Regio.
E' una piccola cosa, questa mostra, che (coraggiosamente e giustamente, credo) fa la scelta di non porsi sotto l'ombra della Shoah: ci sono un po' di oggetti, un interessante allestimento multimediale che presenta i canti della liturgia sinagogale — e soprattutto tante fotografie (scattate dalla mano magistrale di Giorgio Avigdor*) e piantine di quel che resta della presenza ebraica in Piemonte, citta' per citta'. E' la cosa che piu' mi ha colpito — e commosso: in tante, proprio tante di quelle foto c'e' il segno dell'abbandono, dell'estinzione delle comunita' che avevano reso vivi quei luoghi. I banchi della sinagoga di Vercelli coperti di polvere, i locali svuotati della sinagoga di Chieri, quella di Carmagnola ancora splendida con i suoi arredi, ma senza più nessuno che la frequenti, le tracce semicancellate dei ghetti di Moncalvo, di Mondovi', di tanti altri paesi. Andate a vederle, quelle fotografie — pensate a quelle vite che sono sparite — e che non sono state continuate. E cercate di tenerle vive voi, con la memoria.
* Se non ho capito male, le fotografie di Avigdor sono una selezione della esibizione permanente "Vita e cultura ebraica" esposta presso il Palazzo Salmatoris di Cherasco. Ma non ho trovato conferme sul web.







Mi informo subito da Nadia e dal papà di Marco e poi ti dico. Spero di poter passare a Torino e di poter vedere la mostra di cui tu parli.
grazie