mercoledì, 8 febbraio 2006
Post scritto in fretta tra le 18,35 e le 18,45
Nelle categorie: It, Quel che resta — Scritto da waldorf alle 11:58 pm

Pensavo di essere una patita dello shopping per l'abbigliamento di It a cui compro sicuramente una quantita' di roba molto maggiore di quella che compro per me stessa, sia in termini di numero di capi che di entita' complessiva di spesa. In realta' la mia convinzione era del tutto stupida e non mi ci sarebbe voluto molto a capire che non ero certo molto in alto nella lista dei maniaci o meglio delle maniache dell'abbigliamento infantile, dato che quasi ogni giorno passo davanti ad un negozio per bambini del posto che espone in vetrina anche capi da 700-800 euro. Per la verita' mi sono sempre domandata chi diamine compri certa roba, considerata la velocita' con cui i pargoli cambiano di taglia e lo stress cui sottopongono i vestiti.
Ieri, poi, parlando con una madre di bambina di circa due anni, forse meno, ho finalmente realizzato la verita', cioe' che sono una triste dilettante. Infatti per lo piu' compro cose il cui costo e' abbastanza contenuto e rigidamente non "firmate" se non da specialisti del settore bambini. La mia interlocutrice invece mi ha riferito entusiasta di essersi aggiudicata ai saldi una giacca Fay in miniatura a 220 euro, scarpe Hogan a 75 e di aver comprato alla fortunata figlioletta una maglia Burberry uguale alla sua. La visione della madre ultratrentenne (che regolarmente porta scarpe Hogan e giacca Fay, divisa indispensabile in certi ambienti) e della figlia duenne vestite uguali mi e' sembrata francamente allucinante, ricordandomi un po' in versione aggiornata quei bambini di famiglie nobili spagnole nei quadri di Velàzquez e altri, sepolti nelle loro mostruose vesti secentesche.
Non possiamo proprio evitare di spendere capitali per bardare i bambini da piccoli adulti del tutto simili a noi e lasciare che siano bambini liberi di rotolarsi per terra con vestiti adatti allo scopo? Del resto per arricchirsi gli stilisti contano proprio sul fatto che noi troviamo tanto carino comprare piccole copie dei vestiti da grandi, ma sono cose pensate per i bambini? Io ho tanto l'impressione che siano pensate soprattutto per sfruttare fino allo stremo i marchi famosi.

11 Commenti a “Post scritto in fretta tra le 18,35 e le 18,45”

  1. Angelo ha scritto il 9 febbraio 2006 alle 10:13 am

    :-)

  2. comidademama ha scritto il 10 febbraio 2006 alle 12:08 am

    Ma cosa è una "giacca Fay"? Mi sa che leggi troppe riviste femminili :O)

  3. comidademama ha scritto il 10 febbraio 2006 alle 12:24 am

    Ok, sono andata su Google e ho digitato "giacca Fay" e ho visto che su ebay la vendono a 89 euro.
    Il sito della Compagnia Fay è molto semplice -il che non è mai un male, ne ho le scatole piene di siti troppo scintilanti– e pieno di "The page cannot be found. The page you are looking for might have been removed, had its name changed, or is temporarily unavailable." a ogni click. Tempo di visita tre click andati a male e ho chiuso la finestra. Too bad.

    Domani all'asilo vedo se le mamme degli amici di Marta ce l'hanno, la giacca che dici irrinunciabile. Non le noto mai, le mamme trentine, mi sembrano fatte tutte uguali, con lo stampino. Prima o poi le distinguerò.
    All'asilo ho in realtà cose più vitali da fare, tipo leggere tutti i serpenti e di cosa si nutrono a Marta, che ha individuato nella biblioteca dell'asilo una bella enciclopedia abbondantemente illustrata che tratta di animali. "E questo bambini niente, vero? Non li uccide o li mangia vero?"

    Vado a dormire, buona notte ^___^

  4. Waldorf ha scritto il 11 febbraio 2006 alle 6:56 pm

    Non è che leggo le riviste femminili non ne ho il tempo. Piuttosto vivo in un ambiente lavorativo in cui le persone vestono in un certo modo e la giacca Fay fa parte di quel look. Tra l'altro il prezzo di e bay non ha niente a che fare con quello praticato nei negozi, che viaggia credo sui 700 euro. All'asilo le mamme dei compagni di enrico sono abbastanza dimesse ed indaffarate come lo sono io e francamente guardare come sono vestite e' l'ultimo dei miei pensieri. Il discorso sullo shopping è saltato fuori infatti durante una minitrasferta di lavoro molto poco divertente e non certo all'asilo…

  5. comidademama ha scritto il 13 febbraio 2006 alle 1:33 am

    Valà che ti prendevo in giro!
    E' che nell'asilo di Marta ci sono molte persone eleganti. In tutta Trento, direi, molto eleganti. Ovunque e 24 ore su 24, anche sull'autobus, dal panettiere etc.

    Che bello non fare più trasferte, le ho fatte anche io, tante, a volte lunghe, taaaaaaaaanto tempo fa che quasi me le dimenticavo! Non le rimpiango.

    700 euro? quasi un biglietto andata e ritorno per Tokyo. Mmmm, mi sa che io e te non avremmo troppo da pensarci su.^________^.

  6. enzo ha scritto il 7 giugno 2006 alle 2:52 pm

    fay-hoogan su ebay sono tutti taroccati,fidati

  7. alessandro ha scritto il 15 febbraio 2007 alle 9:40 am

    Giacche Fay etc. – ogni ambiente ha le sue regole e i suoi codici – spesso incomprensibili agli esterni. E l'esclusione ne è forse proprio la ragione essenziale. Vi segnalo che Fay appariene a Della Valle, quello delle Tod's e delle Hogan. Quello che ce l'aveva con B. Il presidente della Fiorentina. Quello che le ha fatto prendere vari punti di penalizzazione. Quello che ha 3 megayacht… A qualcosa servono, le Fay.
    Ciao.
    PS belle le istruzioni per l'uso! Da un over 18.

  8. mamMatta ha scritto il 12 marzo 2007 alle 2:48 pm

    io avrei 'na voglia matta di conoscere la tua amica! mi dai la sua mail???
    amo vestire mia figlia griffata. non sono una fashonvictim ma per lei mi piace ogni tanto.. OSARE! pero'la giacca fay non ce l'abbiamo. A NOI PIACE MONCLER!
    ho ricevuto moltissime critiche al riguardo su un forum che si chiama 'gravidanzaonline' nella sezione 'salotto delle confidenze'!
    perche'io non giudico chi veste i figli con maglie di cartone da 3 euro quando potrebbe permettersdi di meglio. e non giudico chi vorrebbe ma non puo'. quindi certi pareri espressi NON EDUCATAMENTE E FINEMENTE come hai fatto tu mi danno ai nervi!
    a me piace anche.. tra le economiche ZARA e CHICCO.

  9. waldorf ha scritto il 12 marzo 2007 alle 11:07 pm

    @mamMatta: ti ringrazio di avermi dato atto di essermi espressa in modo contenuto. Credo che come vestiamo i nostri figli finché non possono scegliere da soli esprima il nostro stile di vita per certi versi più del nostro stesso abbigliamento. Io personalmente prediligo marche "economiche" come dici tu sia per "ideologia" che per portafoglio (certo non mi potrei permettere Burberry, Moncler, Replay o Guess con i ritmi di sporcamento e accrescimento di It). E' buffo che quelle che tu consideri marche economiche al pari (Chicco e Zara) ai miei occhi di mamma tirchia sembrano assai diverse (di rado mi permetto la Chicco, Zara è più economica ma salta radicalmente il periodo che mio figlio sta passando ora, la riaggancerò tra qualche mese..). Ad ogni modo adoro Du Pareil au Meme; costa poco ed ha delle cose carinissime e veramente "da bambini". Ogni tanto non disprezzo le maglie di cartone, se non altro per assicurargli il cambio nella borsa dell'asilo!

  10. mamMatta ha scritto il 12 marzo 2007 alle 11:42 pm

    scherzi a parte:dici alla tua amica.. distenza??

  11. paola ha scritto il 15 novembre 2007 alle 8:42 am

    Commento terra terra: e perché non mettere da parte i soldini risparmiati comprando vestiti adatti a rotolarsi per terra, allo scopo di costruire un gruzzoletto per i pargoli? Poi, nel tempo, saranno soldini utilissimi per costruire il primo mattone dell'indipendenza dei figli (no, le sigarette, no…ma libri, magari…)



    Si, l'indipendenza parte anche dai libri, secondo me.
    :)

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