lunedì, 30 gennaio 2006
Single and fabulous !?
Nelle categorie: Pipponi, Quel che resta — Scritto da waldorf alle 11:34 pm

Perche' in tutte le serie televisive sulle donne singles le protagoniste hanno lavori meravigliosi e guardagnano in proporzione, ma passano il tempo soprattutto a preoccuparsi di avere o meno un fidanzato a a farsi infinite s….. su tali argomenti*? La realizzazione professionale non conta niente nell'ottica di una donna di questi tempi? A me non pare che sia tanto scontata né assolutamente una cosa da buttare via. Si vede che si considera il problema superato, e poi non e' divertente vedere una che fa la disoccupata e vive in un tugurio o peggio con mamma e papa' come di norma capita in Italia.
D'altronde il modo di vedere la propria vita sentimentale imperante in queste fiction e' sostanzialmente subordinato alle scelte dall'uomo che pero' e' deprivato di psicologia e personalita' (chi mai si chiede cosa pensi Big in Sex and the City?). Insomma l'uomo insieme come divinita' dalla cui bocca si pende (chiama non chiama, mi chiede o non mi chiede di sposarlo, mi presenta alla mamma o no) ma al contempo essere insignificante, perche' sono le donne quelle spiritose, intelligenti, brillanti.
Quindi, considerato che le serie non esprimono certo la realta' ma in esse si rispecchiano milioni di donne che le seguono, pare che in questo momento il modello di donna che va per la maggiore sia quello di persone assolutamente forti, di successo nella carriera, e assolutamente dipendenti al tempo stesso, che insieme sovrastano l'uomo e ne subiscono le decisioni e gli impulsi. Le donne di tutto il mondo per lo meno occidentale si ritrovano in questo alternarsi di potenza e soggezione e partecipano alle sventure di una Ally McBeal, avvocato di successo ma morbosamente attaccata ad un amore adolescenziale, o di una Carrie Bradshaw, columnist per un quotidiano di New York, pero' capace di passare anni a ossessionare se stessa e le amiche per un uomo impossibile. In queste condizioni, se si puo' riconoscere che questo tipo di televisione insegna che essere singles non è una deminutio, pero' si deve anche ammettere che la condizione di donna senza uomo viene concepita come mera attesa, anche se con lati divertenti.
Non sono sicura che questa idea di donna mi piaccia. Spero che sia solo una reazione sballata delle generazioni immediatamente successive alle grandi conquiste del femminismo, forse propense a dare per scontate tante cose importanti, come appunto il diritto ad avere una carriera e a vivere liberamente la propria sessualita', e insieme ancora legate a ideali di femminilita' ereditati dalle generazioni pre-femminismo. Magari prima o poi si trovera' un equilibrio, chissa'.
Ma intanto devo ammettere che spesso mi diverto parecchio anch'io con le storie delle singles televisive.

Esemplare mi sembra la puntata di Clara Sheller appena trasmessa sul satellite; la protagonista ottiene un importante incarico nel giornale in cui lavora. Lungi dal godersi il successo e impegnarsi fino in fondo, Clara continua a pensare solo agli uomini e in particolare al suo capo facendo di tutto per portarlo a spingere fino in fondo la simpatia che ha per lei, che poteva benissimo essere controllata, e portarselo a letto, rischiando cosi' grossi problemi sul lavoro senza alcun costrutto per la sua vita privata. Naturalmente poi, chissa' come, il suo incarico Clara lo porta brillantemente a termine, pur se dalla sceneggiatura sembra non averci pensato un secondo…

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