sabato, 21 gennaio 2006
Papa' alla riscossa?
Nelle categorie: It — Scritto da waldorf alle 7:14 pm

Ho letto sul sito del Corriere un articolo di Maria Laura Rodota' sulle dichiarazioni fatte da Casini, piu' che mai all'assalto nella sua personale campagna elettorale, che vanta notti insonni a causa della figlioletta Caterina. Al Presidente della Camera andrebbe tutta la mia solidarieta' se in questa storia non percepissi un forte odore di furbizia, dato che, come sottolinea la giornalista, lui e la compagna si possono permettere eserciti di tate (penso proprio che ne approfitterei, se potessi evitare di arrivare rincoglionita al lavoro la mattina). Comunque sia che Casini dica la verita' sia che faccia il furbo per prendere qualche voto, e' possibile che la sua uscita rientri in una generale affermazione del ruolo dei papa' di oggi, piu' dediti alla cura dei figli a costo di sacrificare la carriera.
Fatto sta che nella realta' che mi circonda (non parlo della mia propria famiglia, ma delle persone che incontro tutti i giorni) sono le mamme che si assumono il carico di gran lunga prevalente della cura dei bambini, anche quando sono in carriera. I padri del resto sono per la maggior parte imbranati e imbarazzati quando devono fare cose semplici come nutrire il pargolo o cambiare un pannolino, come ho potuto apprezzare durante i giorni dell'inserimento di It al nido, contesto dove i padri erano veramente pochi. Tutte le volte poi che invece di una madre si presenta un papa' a portare o prendere il figlio, scatta un allarme rosso e le maestre accorrono a prendere il piccolo dalle mani del gentore e ad occuparsi di tutto.
Non c'e' poi pubblicita' di prodotti per l'infanzia che non si rivolga alle mamme (mamma, tu sai cos'e' bene per il tuo bambino e allora compra xxx).
In realta' credo che sia il cane che si morde la coda: ci sono dei padri che veramente ci tengono ad esserci e a fare quanto le madri, ma ancora in Italia nessuno se li fila. D'altronde gli altri vengono deresponsabilizzati dalla cultura imperante che vuole gli uomini estranei a certi problemi e se ne approfittano, anche perché le madri maturano il complesso del "faccio tutto io". C'e' poi l'annoso e irrisolvibile problema dei padri separati e divorziati che non ottengono mai l'affidamento dei figli perche' si presume (il piu' delle volte con un certo fondamento) che siano meno capaci delle madri di seguire la prole e comunque meno pronti al sacrificio della vita professionale e personale, che si ritiene invece scontato per una donna. In generale c'e' ancora un forte attaccamento a luoghi comuni e eredita' della concezione della famiglia di un tempo, in cui i ruoli erano ben distinti e lontani.
Personalmente credo che dovra' passare parecchio tempo prima di vedere segni di effettiva parita' tra genitori nell'occuparsi dei figli piccoli. Chissa', magari It fara' parte di una generazioni di mammi…

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Se poi avete qualcosa che volete *davvero* comunicarci, c'e' l'indirizzo di posta del blog. Grazie.

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