martedì, 10 gennaio 2006
Pero', 'sti mandrogni!
Nelle categorie: Mangiare bere e andare a spasso, Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 8:43 am

Oggi mi diverto a fare la recensione di un ristorante manco fossi Raspelli

It e Waldorf non sono a casa questa settimana, cosi' il qui presente Ratto immandrognito finisce che corre e lavora anche piu' del solito. E cosi', venuta l'ora di cena e ancora lontano da casa, dove per altro l'avrebbe aspettato una trista cucina da scapolo, ha deciso di viziarsi e di regalarsi una cena alla Trattoria Asmara, ad Alessandria.


Il locale (1, 2) e' bruttino, uno di quelli in cui, tra le tovaglie a quadri e il decor trascurato, ti aspetti di trovare nel menu gli spaghetti alla bolognese e la cotoletta impanata. Il pane e' tristanzuolo e i grissini sono industriali, e gia' uno comincia a chiedersi se quelli del Gambero Rosso non abbiano per caso preso un abbaglio segnalando questo posto.
Ma a cambiare idea si fa presto. Il vino che ti offrono e' di quelli veri: poche bottiglie, tutte del territorio, con un occhio schietto ai prezzi e uno ai sapori robusti della tavola. Poi arrivano, annunciati alla voce, gli antipasti, tutti notevolissimi, dal misto di salumi alessandrini, ad una ruspantissima insalata russa, ai peperoni in una bagna caoda densa e avvolgente che contraddice la tradizione ma soddisfa il palato, per finire con delle acciughe al verde (3) di una bonta' e di un equilibrio spettacolari. Tra i primi, ho scelto un assaggio di agnolotti con il sugo dello stufato (4) e uno di rabaton (per chi non fosse bogia-nen: una specie di ignudi, lunghi come un cannelloncino e conditi con burro e parmigiano): entrambi interessanti. Gia' sazio, speravo che la signora non mi riservasse ulteriori tentazioni — e invece il pezzo forte era li': il "brasatone" (5) che fedele al nome e' un taglio di carne possente, marinato e cotto a fuoco lentissimo nel Barbera e in una assai generosa fantasmagoria di spezie (dominano il chiodo di garofano e il coriandolo, ma l'elenco e' piu' lungo di quel che saprei fare — e la cuoca rimane elegantemente vaga) — una pietanza fulminante. I dolci non sono all'altezza del resto, ma con il caffe' arrivano gli amaretti di Carlo Moriondo (6), che sono un finale degno di tanto pasto.
Tutto questo lusso a trentacinque euro vino compreso. Decisamente il Ratto e' tornato a casa piu' contento.

2 Commenti a “Pero', 'sti mandrogni!”

  1. theo ha scritto il 10 gennaio 2006 alle 10:24 am

    Non ci vado da un paio d'anni, più che altro perché non sono uscito molto ma vedo che è sempre uguale.
    Se sei a cena in Alessandria da solo qualche volta, fai un fischio.

  2. The Rat Race » Bogia-Nen Blog Lunch 2? ha scritto il 24 ottobre 2006 alle 10:44 am

    [...] Su invito di Comida, qui si valuta l'idea di replicare il B-NBL dell'anno scorso e vederci a pranzo (meglio che a cena, It non si regge fuori la sera…) con un po' di blogger di queste parti prima di Natale. Magari ad Alessandria, magari alla trattoria dell'Asmara — ma accettiamo suggerimenti su date e luoghi. Adesioni e proposte qui nei commenti, per favore. – Trackback per questo post [...]

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