lunedì, 26 dicembre 2005
Come evidente, io e il ratto non amiamo il Natale. Per la verita' ricordo tanti anni fa (ma tanti) in cui ogni vigilia leggevo Canto di Natale di Dickens e trovavo che qualcosa di bello ci fosse in questa festa. Era comunque soprattutto una fascinazione di altre culture arrivata in eta' tardiva (sui dieci anni credo), perche' nella mia originariamente il Natale non era così importante. Come bambina toscana e non nordica sono stata cresciuta ancora con la Befana, molto piu' appartenente al nostro folklore di quell'estraneo di Babbo Natale in cui non ho mai creduto. Fin dall'inizio comunque il Natale e' sempre stato connesso nella mia testa con idee di contrasti familiari (sono stata molto suggestionata anche da certe scene di Voltati Eugenio di Comencini, ve lo ricordate?) sopiti che esplodono o simile, perche' la gente e' costretta a stare troppo insieme oppure di scene freddamente costruite per obbedire alle convenzioni.
Diventando adulta e allontanandomi dalla mia famiglia originaria, il Natale mi e' apparso in tutto il suo orrore, perche' sono entrata nel novero di quelli che hanno la responsabilita' dello spettacolo. Ecco allora l'incubo di regali che sei tenuto a fare a familiari e amici, la necessita' di pensare alle esigenze di pezzi della famiglia persi in varie parti del mondo, non mancando a nessuno e non offendendo nessuno, e quindi passando le ore sulle autostrade. L'albero e il presepe diventano cosi' una fatica incommensurabile, il panettone resta definitivamente sullo stomaco e si aspetta (almeno io lo faccio) di tornare al lavoro di tutti i giorni assai meno faticoso.
Ma perche' tutto e' diventato cosi' stressante? Non ci saranno dentro anche delle belle dosi di masochismo, senso di colpa e persuasione occulta operata dai fabbricanti di pandori e torroni?
E cosi' ci riversiamo sulle strade e nei negozi (molto piu' nelle prime che nei secondi ultimamente data la crisi) a volte a livelli quasi folli. E tutte le volte mi sorprendo di come si sia potuti arrivare a tanto. Non e' proprio immaginabile una moratoria universale? Ha ragione Grisham e il Natale si vendica comunque? Certo, la famiglia e' la famiglia e soprattutto non si possono deludere i bambini per cui dal terribile meccanismo non si scappa.
Probabilmente non c'e' soluzione se non cercare di sopravvivere limitando i danni, abbassando la testa e sperando che passi presto.
Ma non mi convincero' mai che sia una roba sensata.
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