venerdì, 9 dicembre 2005
La TAV, il Buco di Viso e la sindrome dell'Assietta
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 11:22 pm

Le valli alpine del Piemonte (e quelle contermini della Francia) sono costellate di fortezze, castelli, muraglioni, barbette, batterie e controbatterie — ogni genere immaginabile di opere di difesa dal XIII al XX secolo. A testimonianza di due cose intimamente contraddittorie — e indissolubilmente legate. La prima e' che quelle valli sono permeabili, sono da secoli luogo di transito, di traffico, di commercio: passare da una parte all'altra — e con questo tenere insieme le culture, le economie, le istituzioni dei due versanti — e' parte integrante della storia e della identita' di questi luoghi (la testimonianza piu' commovente — a mio giudizio — di questa vocazione delle Alpi ad essere passaggio e non barriera e' il "Buco di Viso"). La seconda e' che il passaggio e' stato sentito per secoli come violenza, come minaccia — invasione da cui ci si deve difendere. Da un lato e dall'altro. E non e' un caso che il nome di Bogia-Nen rimasto addosso ai Piemontesi venga da un episodio di resistenza militare proprio sul crinale tra val di Susa e val Chisone, la battaglia dell'Assietta.
Percio' non sono sorpreso di vedere a Venaus gli epigoni dei Bogia-Nen dell'Assietta, rocciosi e inamovibili nel difendere la loro terra non soltanto dall'invasione — ma addirittura dallo strumento dell'invasione. E sono convinto che chi vuol forzare la mano farebbe bene a ricordarseli, i soldati sabaudi dell'Assietta e la loro capacita' d' nen boge': giusto per evitare di finire come i Francesi di quella battaglia. Da Venaus non si passa contro la volonta' dei Valsusini.
Ma al tempo stesso sono convinto che la sindrome dell'Assietta applicata alla TAV non soltanto faccia male al Piemonte, ma finisca per tradire la vocazione piu' vera delle nostre valli — che e' quella di vie di comunicazione, di contaminazione — non di barriere difensive e di recinti chiusi dalle Alpi e dalle fortezze. Certo, le preoccupazioni per l'ambiente, per la salute, per lo sviluppo economico della Val di Susa sono da prendere sul serio e meritano risposte piu' esaurienti di quelle che sono state date finora. Ma da queste parti il primo traforo alpino risale al 1480 — e la TAV puo' (deve?) essere la degna erede del Buco di Viso.

1 Commento a “La TAV, il Buco di Viso e la sindrome dell'Assietta”

  1. mussano piero ha scritto il 31 maggio 2008 alle 2:13 pm

    gran bel giretto per due cinquantenni.Lo faremo a breve.Piero e Michela Settimo T.se,contiamo di andarci a Giugno 08,se il Giacoletti è già aperto

Some rights reserved

I contenuti originali di questo blog sono coperti da una Licenza Creative Commons.

Creative Commons License

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Autori

Accedi
Registrati

Aggreghiamo su

Autism Blogs Directory

Gambero Rosso Social Space

A casa Montag

Autismo: risorse online

Blog: autistici e genitori

Blog: culture di rete

Blog: Ebrei e Arabi

Blog: informatori

Blog: inventori

Blog: narratori

Blog: punti di vista

Ebraismo, Medio Oriente

Free Knowledge

Il mondo per gli occhi

Le mie webradio

Politica

Tutto il resto