martedì, 22 novembre 2005
Venezia e' – come sempre – stupenda. Sabato scorso abbiamo girellato senza obiettivi precisi nelle parti della citta' che il turismo di massa non ha devastato troppo (Cannaregio oltre il Ghetto, andando verso il margine settentrionale dell'abitato; le zone tra le Fondamenta Nove e l'Arsenale — Waldorf ha fatto delle foto che spero pubblicheremo presto) — e siamo tornati (a colpo sicuro, dopo una prima visita l'anno scorso) alla trattoria "All'antica Mola" (Fondamenta dei Ormesini, Cannaregio 2800). La sala e' piccola e gli spazi sono stretti; l'arredamento e' zeppo di tutti i luoghi comuni da trattoria economica; il servizio e' gentile ma spartano; ai tavoli un piacevole mix di veneziani e di stranieri. L'antipasto misto di pesce, dominato da un'insalata di gamberetti assolutamente perfetta, e' da ricordare. Tra i primi abbiamo scelto il risotto di pesce — rigorosamente preparato secondo tradizione e insolitamente ben mantecato per essere al ristorante*; ma anche la pasta e fagioli ha un'aria promettente. A seguire un baccala' mantecato con la polenta (bianca, ovviamente!) che ha convinto senza riserve perfino me, che non amo il merluzzo in quasi nessuna forma. Come ci si puo' aspettare in un posto del genere, i dolci sono confezionati — e quindi lasciamo stare — ma senza alcun rimpianto: il palato e gli stomaci erano gia' ben contenti. Il conto, con una bottiglia di bianco della casa (un tocai decisamente bevibile) e' sotto i trenta euro a testa.
La sera siamo stati decisamente meno fortunati. Eravamo in terraferma, fuori Mestre — e ci siamo persi in macchina in quelle periferie informi e desolate. Alla fine ci siamo ridotti a una pizzeria dal buffo nome di "Milleperche'" — dove — al freddo e in una sala allietata da un acquario con falsa anfora romana — abbiamo scoperto una carta che prevedeva la soppressata, i fagioli, le patatine e il brie come possibili ingredienti di una pizza. Siamo riusciti a salvarci con una banale pizza ai porcini e una quattro stagioni. Ma abbiamo capito la ragione del nome: i mille perche' sono quelli che si pongono gli avventori, davanti ad un menu tanto scriteriato.
* Sul risotto sono difficile; e al ristorante, per paura di scuocerlo, lo fanno quasi sempre con gli orribili risi parboiled, che lasciano il chicco legnoso e il brodo troppo liquido…
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