lunedì, 21 novembre 2005
United against malvestiti?
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da waldorf alle 12:49 am

Da qualche settimana come molti altri leggo abitualmente Le malvestite, blog di cui si e' gia' accennato qua. Del blog non posso dire che bene; e' una raccolta di arguti commenti di look di donne ma anche uomini e bambini prevalentemente colti sulla strada e raffigurati in divertenti bozzetti. Concordo su quasi tutte le coseche l'autrice Betty Moore osserva dei tragici accostamenti da lei commentati e in generale delle mode degli ultimi anni. L'unica cosa che forse non condivido*, avendo peraltro qualche anno in piu' della brava Betty Moore, e' il fatto di aver introdotto come categoria tipica quella delle "over 30". Da appartenente alla schiera spero che non voglia dire che dopo i 30 ci rimane l'alternativa tra il burqa, la tonaca e il look signora bene tipo Marcia Cross in Desperate Housewives; inoltre il mettere in un unica categoria tutte le signore dai trenta ai centoventi rischia di far perdere certe peculiarita' delle varie generazioni. Ma probabilmente falso le intenzioni dell'autrice, e quindi non mi dilungo ulteriormente.
Quello che piu' mi ha colpito di questo blog e' che mi ha fatto sentire riscattata. Tante volte ho avuto la tentazione di fotografare, per puro uso personale di documentazione, certi orridi abbigliamenti che vedevo per strada. Poi mi scoraggiavo perche' facendo cento metri fuori di casa ne incontravo almeno dieci di mostruosita' degne secondo me di nota. Invece Betty Moore mi ha ridato la speranza; era ancora possibile stigmatizzare certi vezzi tanto comuni, cogliere gli esempi peggiori e evidenziare la generale improponibilita' di determinati modi di vestire affermatisi specialmente negli ultimi anni. Finalmente c'era qualcuno che osava mettere alal berlina questo regno di pance, inguini e natiche di fuori, offensivi accostamenti di colori, scarpe bastarde, orecchini grossi quanto lampadari di cristallo, calze inutilmente decorate, borse stupide e importabili, griffe volgarmente ostentate e altre piacevolezze. Non ero del tutto sola ad avere qualcosa da ridire e anzi c'era una persona molto piu' brava di me a farlo, capace anche (cosa per me impossibile) di disegnare quegli scempi.
Pero' piu' che passano i giorni, piu' mi scoraggio di nuovo. Perche' mi guardo intorno e ne vedo a bizzeffe di look che potrebbero degnamente figurare nel blog, tanti che mi sembra una fatica inutile dirne alcunche'. Va a finire poi che a volte, per quanto cerchi di essere sobria, mi sento pure io colpevole di malvestitismo, anche perche' e' difficile vestirsi in modo del tutto diverso dalle mode imperanti (si riesce piu' a trovare pantaloni non a vita bassa per taglie non conformate???). E se guardo le vetrine non faccio fatica a capire perche' la gente si veste male, dato che si vendono quasi soltanto cose orrende.
Ripeto che trovo assai condivisibile e lodevole l'opera quotidiana della mia eroina. Ma al contempo mi sembra una piccola fatica di Sisifo…
Forse pero' prendo tutto troppo sul tragico. Probabilmente bisogna limitarsi a godersi il lusso di uno spettegolemento sui vestiti altrui e farsi quattro risate.
E allora di nuovo complimenti a Le malvestite**.
***

* Non e' una critica, e' solo che trovandosi dall'altra parte del limitare dei trenta le cose sembrano assai diverse!
** Aggiungo un'ulteriore nota dopo aver letto i commenti di Comida. Per la verita' c'e' il reale problema di distinguere tra "malvestitismo" e creativita'. Da sempre l'abbigliamento e' espressione di personalita' e questo e' un fattore che nessuna censura ha diritto di eliminare. La Diane Keaton dei tempi d'oro (quelli di Annie Hall per intenderci) a stretto rigore era una malvestita, ma aveva classe e le sue mises riflettevano un mondo interiore. I look commentati dal blog sono invece semplicemente applicazioni della voga imperante, che ha fatto della stravaganza, o almeno di quella che una volta appariva tale, una regola. Ora e' anticonvenzionale essere sobri, mi sembra. Per questo odio le ultime fogge, perche' si limitano a generalizzare il cattivo gusto senza alcuna riflessione o anche provocazione. E per questo trovo che alla fine criticare diventi inutile, perche' manca ogni vera consapevolezza o ricerca di liberta', che invece meriterebbero approvazione o discussione.
*** A distanza di due anni dal post devo dire che Le Malvestite (a prescindere dalla polemica intercorsa sul link) mi piace assai meno, in quanto ha finito per preponderare la vena acida gia' esistente in partenza, che poi e' stata esaperata. Mi rendo conto che questa aggiunta a distanza potrebbe provocarmi gli strali della gentile Betty Moore (capace di una inutile quanto totale demolizione di un personaggio innocuo come Patrizia Mirigliani) ma sento il bisogno di rettificare il mio giudizio. Peccato, ma era un rischio che si vedeva fin dall'inizio.

4 Commenti a “United against malvestiti?”

  1. Comida ha scritto il 21 novembre 2005 alle 9:18 am

    Heila Mrs The Rat Race! Spero di conoscerti al blog raduno dei bugia nen, io sono una malvestita per antonomasia, sembro Diane Keaton in versione CL, non ho soldi per la psicotarapia, non riesco a scardinare questovizio e quindi rimango così, malvestita ^____^ Ho dato uno sguardo al blog di cui parli.
    Sembra un po' la bozza dei libretti editi dopo l'uscita del format "What not to wear" su BBC (http://www.bbc.co.uk/lifestyle/tv_and_radio/what_not_to_wear/index.shtml)

    Amo Amsterdam perchè c'è spazio per tutti, per il buono e il cattivo gusto, per le "sciure agghindate" e per i post punk e così via. Ma Amsterdam è speciale, forse l'unico posto in cui io mi sia mai sognata di mettermi un turbante per andare al mercato o di presentarmi a una festa in sari indiano. Ecco, ora mi scattano le tre ore di nostalgia cupa.

  2. Comida ha scritto il 21 novembre 2005 alle 10:02 am

    Per puro scrupolo, perchè non amo offendere nessuno e disturbare nessuno: "in versione CL" è un mio goffo modo per dire che non porto mai nessuna scollatura sconveniente, ma forse nemmeno Diane Keaton le sfoggia. Non mi ricordo. Devo rivedere qualche bel suo film :O)
    sempre comida

  3. Betty Moore ha scritto il 21 novembre 2005 alle 10:23 am

    Ti rassicuro subito: nella categoria over 30, intendo prendere in giro tutte le trentenni/quarantenni/cinquantenni che si vestono ancora come delle ragazzine coatte troieggianti, lampadate, struccazzatissime, leopardate, magari liftate. Siccome fanno particolarmente ridere (ancor più delle ragazzine che si vestono in quel modo) ed hanno uno stile inconfondibile, ho pensato di dedicare loro una categoria a parte.
    Ovvio che se incontrerò più di un esemplare over 60 (per ora ancora no) inserirò anche questa categoria per le donne più anzianotte (e nulla toglie che potrebbero nascere anche over 80 o over 120).

  4. comida ha scritto il 2 dicembre 2005 alle 12:25 pm

    adoro Diane Keaton ^___^

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