domenica, 6 novembre 2005
Piemonte
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen, Pipponi — Scritto da waldorf alle 7:54 pm

Quando The Rat Race ha cambiato veste ed e' diventato bogia-nen, Angelo ha scritto una sorta di post-editoriale. Ora, a distanza di qualche tempo, scrivo io un proclama sul Piemonte, la regione dove vivo da piu' di due anni.
Sono nata nella Toscana dell'interno e ci ho vissuto per trent'anni prima di trasferirmi a Pisa. Amo la Toscana perche' e' bella e sono molto contenta di essere toscana come Dante e tanti altri grandi. Ma da quando il mestiere che sono finita a fare un po' per scelta un po' per caso mi ha sradicato dalla mia terra, la sento assai meno "mia". Per la verita' gia' abitare a Pisa, che non ho sentito per niente come mia citta', mi aveva disorientato.
Il Piemonte poi e' un caso particolare. Io da lontano avevo sempre pensato che fosse noioso e non bello, e non avevo mai provato a conoscerlo. Da quando ci vivo, con Angelo lo abbiamo girato in lungo e in largo e ho completamente cambiato idea. I primi tempi soffrivo moltissimo per i cieli di queste parti di autunno, spesso apparentemente cosi' smorti, cosi' tristi, e mi mancava il cielo toscano, che nella memoria ricostruivo come nei quadri di Silvestro Lega (un non-toscano, peraltro). Ora ho interiorizzato anche questo, e la luce bianca dell'autunno piemontese e' parte del mio paesaggio dell'anima.
Ma quello che mi ha reso caro il Piemonte e' che e' la terra ideale per una persona tendente allo snobismo come me. Nel senso che quasi nessuno lo apprezza e lo conosce, compresi i piemontesi doc, quando invece e' pieno di meraviglie naturali, specie montane, di cittadine "nobili", di affascinanti paesini, per non parlare del cibo e del vino. Poi ci sono le cose che mi piacciono in particolare, come il carattere cortese e riservatissimo della gente, che sembra quadrata ed e' matta peggio dei cavalli, le bizzarrie architettoniche, i ristoranti familiari da pranzo della domenica con menu irremovibile, i comuni da cento abitanti.
Cosi' adottare il Piemonte e sostenerne la bellezza e' stato facile, nel senso che certamente non mi ritrovavo in compagnia di una folla di persone, ed anzi a volte ho l'impressione che basti la parola Piemonte a far sbadigliare la gente.
Io pero' questa regione ormai la amo davvero. Ho sviluppato dentro di me un curioso sentimento di familiarita' ed estraneita', un'ironica malinconia da sradicata appunto, che si accentua quando mi imbatto in qualcosa di assolutamente tipico, come un gruppo di anziani che giocano a bocce o una giornata di nebbia continua. E' casa mia con i suoi difetti e i suoi pregi, penso, e un giorno probabilmente non lo sara' piu'. Ma per il momento questa terra mi e' cara e la Toscana invece diventa sempre piu' lontana.

1 Commento a “Piemonte”

  1. Gabri ha scritto il 25 marzo 2006 alle 6:40 am

    Questo post mi ha deliziato!
    Grazie alla giovane autrice da una vecchia bugia nen.
    Gabri

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