lunedì, 31 ottobre 2005
La sposa cadavere
Nelle categorie: Cinema e TV — Scritto da waldorf alle 12:15 am

Dopo The Nightmare Before Christmas, Tim Burton e' tornato allo stop motion con La Sposa Cadavere (The Corpse Bride o Tim Burton's Corpse Bride), realizzando un altro piccolo (per chi crede che l'animazione sia un genere minore) grande capolavoro.
La storia, ormai credo nota, e' quella di Victor, uno sposo in preda ad un attacco di panico, che ripetendo il giuramento nuziale e infilando l'anello in quello che crede un tronco per riuscire a superare le sue paure, si ritrova sposato con il cadavere di Emily, una ragazza abbandonata dal promesso sposo e poi uccisa durante la vana attesa dell'amato. Sara' molto difficile per Victor sciogliersi dall'impegno e riuscire ad impalmare la fidanzata Victoria, che ama nonostante che il loro matrimonio sia combinato.
Personalmente sono piu' affascinata dalle avventure di Jack Skellington che da quelle di Emily e Victor, i due sposi divisi dalla morte o forse dalla vita; nonostante la tematica in apparenza meno impegnativa, The Nightmare Before Christmas mi sembrava piu' ricco visivamente nel disegno dei due mondi contrapposti di Halloweentown e Christmas Town. Inoltre ho trovato piu' originale la variazione sul tema caro a Burton della poetica dei "diversi", in quel caso gli abitanti di Halloween Town, in quello di The Corpse Bride i morti, tanto piu' colorati e musicali dei vivi.
Del resto The Corpse Bride soffre di una qualche debolezza nella storia, dato che Burton e' partito da leggende o comunque componenti narrative ebraiche (come gli assassini di spose ebree durante i pogrom) che in un film destinato in parte almeno a bambini difficilmente potevano trovare posto. Cosi' la storia della morte violenta della sposa e' stata "ammorbidita" fino a rendere evanescente il significato dell'antefatto della vicenda, e la figura del cattivo risulta piuttosto povera.
Nonostante questo The Corpse Bride e' un film emozionante e coinvolgente, con una storia insieme macabra e ricca di romanticismo, per chi piace, ma anche di umorismo che la stop motion esalta. La bellezza dell'invenzione in certi momenti (soprattutto il numero musicale dei morti all'arrivo di Victor) consente infatti di passare sopra a considerazioni di sceneggiatura, forse (dico solo forse) secondarie in un film di animazione.
Ed anche se e' "solo" un film di animazione il modo in cui Burton dipinge la vicinanza tra il mondo della vita e quello della morte e' a momenti indubbiamente inquietante.

Come al solito attendiamo ansiosamente di vedere la versione originale, con le canzoni in inglese e le voci di Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Emily Watson e naturalmente Danny Elfman.
E' curioso poi come la scena in cui Victor infila l'anello nel ramo rivelatosi braccio del cadavere ricordi un po' il "perche' mi scerpi?" dantesco.

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