lunedì, 17 ottobre 2005
I diritti, la legge e la divinita'
Nelle categorie: Laicita'/Religione — Scritto dal Ratto alle 12:13 am

Il Papa dice che i diritti dell'uomo precedono la legge. Dice qualcosa di ovvio per l'intera cultura liberale. E che si trova scritto pari pari nella nostra Costituzione, che all'art. 2 recita: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalita'". "Riconosce e garantisce" significa che quei diritti preesistono allo stato e alla legge — e la legge appunto prende atto della loro esistenza e li tutela. Lezione n. 1 di educazione civica, piu' o meno. Quindi chi mena scandalo ha capito poco perfino della nostra laicissima Costituzione.
Il Papa dice che questi diritti, che sono connaturati nell'esistenza umana, risalgono al creatore di quell'esistenza. In una prospettiva teologica dice un'altra ovvieta'. Chi crede in un D-o creatore dell'uomo e in un uomo "fatto a sua immagine e somiglianza", non puo' non attribuire a D-o tutto cio' che e' caratterizzante della natura umana. Lezione n. 1 di qualunque catechismo, cattolico o non cattolico. Difficile pensare che il Papa possa dire qualcosa di diverso, francamente.
Ma se dal piano della teologia passiamo a quello della storia il discorso cambia: il riconoscimento di quei diritti dell'uomo di cui Benedetto XVI rivendica l'origine divina si e' scontrato nei secoli con l'opposizione tenace della Chiesa, prima e forse piu' di ogni altra forza organizzata nella societa' occidentale. E allora, parlando di diritti dell'uomo, la Chiesa farebbe bene ad avere maggiore umilta' — e a chiedere per prima cosa perdono per la sua vicenda di negazione di quei diritti. E con la discrezione dell'ultima arrivata ammettere che l'avanzamento della tutela dei diritti dell'uomo si e' dovuto fondare non sulla loro derivazione dal Creatore, ma sulla conquista di un'autonomia laica dall'autorita' ecclesiastica.

1 Commento a “I diritti, la legge e la divinita'”

  1. geko ha scritto il 19 ottobre 2005 alle 10:41 am

    Andrebbe adottato a scuola: http://www.fazieditore.it/img/img637_2.jpg

    "Dio non è affatto morto, o se lo era è ormai nel pieno della sua rinascita, in Occidente come in Oriente. Di qui l'urgenza, secondo Onfray, di un nuovo ateismo argomentato, solido e militante. Un ateismo che non si definisca solo in negativo, ma si proponga come nuovo e positivo atteggiamento nei confronti della vita, della storia e del mondo. L'ateologia (il termine è mutuato da Bataille) deve in primo luogo avanzare una critica massiccia e definitiva ai tre principali monoteismi, poi proporre un deciso rifiuto dell'esistenza del trascendente e promuovere finalmente, dopo millenni di trascuratezza, una cura per "il nostro unico vero bene: la vita terrena", il benessere e l'emancipazione dei corpi e delle menti delle donne e degli uomini. Ottenibile solamente attraverso una "decristianizzazione radicale della società".
    Un libro di grande potenza e leggibilità, che non mancherà anche da noi di far discutere e di appassionare migliaia di lettori, infastiditi dalla retorica filoreligiosa e neospiritualista che domina negli ultimi anni – e in specie in questo 2005 – il dibattito intellettuale e politico italiano.

    L'AUTORE Michel Onfray, nato nel 1959, dopo vent'anni di insegnamento nei licei, ha fondato nel 2002 l'Università Popolare di Caen che dispensa corsi di filosofia a centinaia di persone di ogni età e ceto sociale: un vero caso culturale, che in Francia ha suscitato il massimo interesse dei mass media. Ha scritto una trentina di libri, centrati su idee libertarie ed edoniste ma al contempo di sinistra e fortemente impegnate sul piano etico. Pubblicate in gran parte dall'editore Grasset, le sue opere sono state tradotte in quattordici lingue. In Italia sono già usciti il suo Cinismo (Rizzoli, 1992) e La politica del ribelle (Ponte alle Grazie, 1998). Il Trattato di ateologia (2005) è il suo libro più venduto. Dello stesso autore la Fazi Editore pubblicherà Teoria del corpo amoroso e Politica del ribelle, in uscita rispettivamente nell'autunno 2006 e nell'autunno 2007. Le opere di Onfray sono tradotte in quattordici lingue.

    "Un genio dell'ateismo… Questo libro sarà un balsamo per chi crede che la religione sia una debolezza e che esista un'unica Trinità: l'uomo, la materia, la ragione". Lire

    "Un nuovo breviario irreligioso, un ritratto al vetriolo degli orrori teologici, una lettura rinfrescante per i liberi pensatori insoddisfatti dell'ecumenismo imperante. Questo libro procura al lettore la gioia di avere nuove frecce al proprio arco e mescola citazioni erudite senza mai sfiorare la pedanteria; in ogni sua pagina soffia un vento di insubordinazione radicale". L'Humanité

    "Un filosofo-star crociato dell'ateismo: i suoi libri si vendono a livelli stratosferici". Le Monde

    "Decostruire i monoteismi, smontare le teocrazie: due nozioni-chiave di Michel Onfray per guarire la "nevrosi infantile dell'umanità"". Libération "

    Per una nuova SALUTE MENTALE.

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