domenica, 16 ottobre 2005
Sul sito del Corriere della Sera Maria Laura Rodota' ha commentato giorni or sono i risultati di una indagine, se capisco bene, condotta tra i "forumisti" di AvantiPop, in merito a frasi fatte e parole odiose. L'idea mi piace ma i risultati corrispondono assai poco a quello che io trovo veramente odioso. In realta' non c'e' da sorprendersi; poche cose come la lingua riflettono la nostra esperienza di vita e i nostri modi di vedere, per cui persone di convinzioni generalmente simili o della stessa provenienza sociale, cultura e ambiente possono avere visioni profondamente diverse sulle parole odiose. In famiglia, io detesto i termini informatici inglesi italianizzati, Angelo che e' una specie di informatico no; Angelo odia l'espressione "ma anche no" che a me non da' particolare fastidio e i casi di discordanza potrebbero moltiplicarsi. Comunque non sono troppo d'accordo con la conclusione "buonista" dell'autrice dell'articolo; a volte una parola sbagliata, ovviamente secondo il metro di ciascun individuo, puo' bastare a farci formulare un giudizio piu' o meno definitivo su una persona, che lo vogliamo o no. Perche' le parole sono importanti.







Io pero' non sono "una specie di informatico" –