domenica, 16 ottobre 2005
Le primarie, quelle vere
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 5:02 pm

Pare che le primarie dell'Unione stiano andando molto bene. Se e' vero quel che si dice, l'affluenza e' alta, si parla di oltre un milione di persone che sta andando a votare. Io stesso ho trovato una lunga fila, assai diversificata, nel seggio del mio paese della provincia profonda piemontese: anziani, ma anche ragazzi di poco piu' di vent'anni, un ferroviere che poi e' andato a lavorare, famiglie con il vassoio della pasticceria e "La Stampa". Insomma, gente vera, non militanti di partito e basta.
E' un segnale importante, al di la' delle percentuali dei candidati e degli strepiti di Mastella, che sta trovando il modo migliore per farsi pubblicita' e per alzare il suo prezzo nel nuovo sistema proporzionale. C'e' un dato politico, ed e' il bisogno di partecipazione del nostro elettorato, che si mobilita quando ha la sensazione di essere chiamato a contare, a decidere qualcosa. Non possiamo pensare di rimettere nella bottiglia questo genio dopo averlo fatto uscire.
Questo, concretamente, significa che — soprattutto se la legge elettorale passera' al Senato come e' uscita dalla Camera, con il proporzionale e le liste bloccate — i partiti dell'Unione non potranno non fare le primarie per scegliere i loro candidati: primarie vere, in cui in testa alla lista vanno quelli che hanno preso piu' voti nelle circoscrizioni, senza paracadutati e senza teste di lista — anche perche' i leader credibili prenderanno comunque uno sfascio di voti, se andranno a cercarseli sul territorio. Se avremo il coraggio di farlo, mobiliteremo intorno ai nostri candidati un consenso reale, partecipato, popolare — che ci permettera' di vincere comunque, nonostante le trappole tese da Berlusconi, nonostante un sistema elettorale che ci penalizza, nonostante le molte altre invenzioni da repubblica delle banane che ci aspettano da qui a primavera (e ce ne saranno: la legge elettorale e' solo l'inizio).
Ma se i nostri partiti si chiuderanno nel ritrovato privilegio che questa legge elettorale gli garantisce, se ci presenteranno liste decise senza partecipazione in base alle alchimie di potere interno, allora finira' come nel '94. La Gioiosa Macchina da Guerra dell'Unione si incartera' come quella, che qualche mese prima pareva inarrestabile, dei Progressisti, perche' i nostri elettori si sentiranno tagliati fuori e presi in giro.

L'avevo promesso qualche mese fa: non votero' un astensionista. La nuova legge elettorale sembra fatta apposta per impedirmi di tener fede a questo impegno. E io invece rilancio: se c'e' il rischio di eleggere un astensionista con il mio voto, cambio partito — e invito tutti a fare lo stesso.

2 Commenti a “Le primarie, quelle vere”

  1. PaoloB ha scritto il 16 ottobre 2005 alle 6:57 pm

    In realtà, Vannino Chiti ha dichiarato che i votanti erano quasi 1.300.000 alle 13:00. Un milionetrecentomilia. Alle tredici.

    Avevo letto i commenti che se si arrivava a quella cifra complessivamente era un grande successo.

    Mi sa che i partiti, a questo punto, non sanno neppure da che parte prenderli tutti sti voti.

  2. shymay ha scritto il 27 ottobre 2005 alle 11:52 pm

    mi fà piacere che tu abbia apprezzato il mio post sui modelli femminili


    shymay

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