venerdì, 14 ottobre 2005
Toscanellum, Mattarellum, Gerrymandering, Proportionnelle
Nelle categorie: Pipponi, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 9:15 am

Ho fatto la campagna per i referendum sul maggioritario del '93 e da allora non ho cambiato idea. Sono convinto che un buon sistema elettorale maggioritario, affiancato a primarie vere o a un doppio turno secco (come quello per l'elezione dei sindaci, per capirci) non potrebbe che far del bene alla politica italiana*. Sono anche convinto che la legge elettorale e' stata la vera malattia del sistema politico-istituzionale degli ultimi venti anni, e che il Mattarellum non l'ha affatto risolta, anzi: la battaglia referendaria e' stata tradita piu' e piu' volte e la transizione italiana che a quella battaglia aveva affidato molte delle sue speranze e' rimasta incagliata.
Detto questo, resto convinto che l'Unione abbia sbagliato battaglia. Non perche' il papocchio confezionato dal Polo non sia indigeribile e vergognosamente congegnato per danneggiare il centrosinistra, truccando di fatto le elezioni. E' cosi', al di la' di ogni ragionevole dubbio. Berlusconi sta cercando di scappare con la cassa. Ma questo fa parte della normale bassa cucina della politica: giocherellare con i meccanismi elettorali e' una tentazione ricorrente di chi e' al potere. Mitterrand si invento' in Francia la proportionnelle con lo scopo piuttosto spregevole di dare al Front National di Le Pen una robusta rappresentanza parlamentare a danno della destra gaullista e moderata**; in America, dove a nessuno viene in mente che si possa modificare il sistema maggioritario, si ridisegnano i collegi elettorali per blindarne il maggior numero possibile a favore di questo o quel partito (e' una pratica tanto comune e frequente che esiste addirittura un termine specifico, "gerrymandering", per definirla). Lo stesso Mattarellum e' figlio di convenienze e di papocchi, non del referendum. Non e' bello, ma la politica funziona cosi' — e gridare alla legge truffa e' una polemica dal fiato cortissimo. Anche se di legge truffa si tratta.
Se mai, il problema vero e' un altro: che l'ingegneria istituzional/elettorale di questi tempi e' drammaticamente miope. In tutto questo dibattito, qualcuno ha messo lo sguardo a *dopo* le elezioni? qualcuno ci ha detto *perche'* conviene passare al proporzionale — o perche' *e' giusto* restare ancorati al maggioritario? Quali sono le differenze per il Paese, dove stanno i meriti e gli svantaggi dell'uno e dell'altro sistema? Qui l'Unione avrebbe potuto fare una battaglia vera, mostrare come la destra non ha *alcuna* idea di governo, si sta soltanto preparando a fare opposizione nella maniera piu' devastante — e controproporre un disegno di lungo periodo, un sistema elettorale fatto non per vincere le prossime elezioni, ma per durare trent'anni con un buon equilibrio tra stabilita' di governo e rappresentanza, per dare potere reale di scelta ai cittadini e non agli apparati, ecc. Su questi temi la ggente non e' sorda. I referendum del '93 lo dimostrano. Ma se ha la sensazione che la politica stia discutendo di un seggio in piu' a Follini o a Diliberto — allora non vede la differenza e se ne frega. Ha altri problemi a cui pensare.

* Non sto a spiegare le ragioni, perche' gia' il pippone rischia di venirmi lungo cosi', figuriamoci se mi addentro in un raggionamendo a meta' tra ingegneria istituzionale e logiche interne dei partiti; magari di questo si parla un'altra volta.

** In Italia non funzionerebbe, perche' non c'e' argine politico a destra: pur di vincere questi qui fanno alleanze anche con i peggiori arnesi fascisti e razzisti (anzi, se li tengono cari, come dimostra la presenza di Borghezio…). E questa forse e' l'altra grande malattia politica dell'Italia: non avere una destra decente — ma questo e' un problema di piu' lungo periodo, e' una delle debolezze strutturali di questo paese dal 1876 in poi.

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