lunedì, 10 ottobre 2005
Nel paese dei Bogia-Nen
Nelle categorie: Nel paese dei Bogia-Nen — Scritto dal Ratto alle 12:04 am

Meta' di questo blog e' toscana purosangue, e si e' trasferita in Piemonte per lavoro da un paio d'anni. L'altra meta' invece e' nata e cresciuta a Torino, ma ha vissuto gli ultimi ventisei anni in Toscana. In questi giorni, come preannunciato qua e la', le due meta' si ricongiungono in Piemonte, e programmano di starci per diversi anni, di crescerci un figlio, di lavorarci, di andare in giro, insomma di fare la vita normale di una normale famiglia. Magari riducendo il ritmo della corsa dei topi, se ci riescono.
Personalmente, credevo di aver reciso ogni legame affettivo con il Piemonte: sono stato troppo tempo lontano, non ho piu' ne' parenti ne' amici lassu' (quassu'?), ho perfino mutuato, a detta dei piemontesi, una parlata toscana (se chiedete ai toscani, diranno che ho un inconfondibile accento del nord), ho una figlia fieramente pisana, e cosi' via. Pero' ho scoperto che questa terra e questa gente mi sono rimaste in qualche modo addosso. Che in fondo sono rimasto un Bogia-Nen* pure io. E nello stesso tempo che nella provincia profonda piemontese siamo due marziani.
Sono curioso di vedere come ci adatteremo, come diventeremo, quali relazioni stabiliremo con questo posto e con la sua gente — personalmente quanto riscopriro' i miei tratti piemontesi e quanto sono definitivamente toscanizzato, se ci vestiremo di velluto nocciola e passeremo le domeniche a mangiare raviole del plin e vitello tonnato.
Ve lo racconteremo su The Rat Race, che proprio per questo da oggi cambia veste grafica, caption, e un po' di cose nell'impostazione e nella "linea".

* Sia ben chiaro, per me "Bogia-Nen" non e' affatto un termine dispregiativo. Per quanto sia uno stereotipo, credo che rappresenti bene pregi e difetti dei Piemontesi: la loro solidita' un po' quadrata, la tenacia, ma anche l'attaccamento alle abitudini, alla certezza delle cose confortantemente uguali a se stesse; una certa diffidenza per l'innovazione, ma la capacita' di perseguirla fino agli estremi una volta adottata; poca apparenza e tanta sostanza. Per questo — devo dire — non mi e' piaciuto lo slogan olimpico di Torino che "non sta mai ferma": essere Bogia-Nen e' un valore, non un peso di cui sbarazzarsi.

3 Commenti a “Nel paese dei Bogia-Nen”

  1. marco ha scritto il 10 ottobre 2005 alle 7:48 am

    Benvenuti, posto che il sottoscritto, da un po' di tempo piemontese solo di origine, possa dire 'benvenuti' :-)
    Per quel che vale, il nuovo layout mi piace.

  2. Ed ha scritto il 11 ottobre 2005 alle 6:38 pm

    Mi sento vicino ai piemontesi (quelli dell'ovest) per motivi anche di vicinanza. Ho letto 'Il mangiatore di pietre' di Davide Longo e ne ho avuto la conferma.
    Auguro a te e alla tua famiglia di starci bene.

  3. fortunato zanotti ha scritto il 20 marzo 2007 alle 1:34 pm

    Sono bolognese100% figlio d'arte di cuochi,papà e zii avevano tutti un ristorante,il piu' famoso,Rodrigo.Io ho scelto si fà per dire il lavoro "impiegatizio"Sono innamorato della Toscana
    soprattutto dell'Isola d'Elba.Sono stato "comprato"dai Piemontesi ma resto sempre di Bologna.Se volete saperne di più,leggete diario di un esattore)come può cambiare la vita di una persona che va a lavorare…in banca.

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