lunedì, 10 ottobre 2005

Io, io, io… e gli altri (Alessandro Blasetti, 1965) non ha una vera trama. Si seguono semplicemente i pensieri di Sandro (Walter Chiari) un giornalista scrittore vuole indagare sull'egoismo e trae spunti di riflessione dalla moglie (Gina Lollobrigida), dal direttore del suo giornale (Vittorio De Sica), dai colleghi (Paolo Panelli, Franca Valeri), da un controllore del treno (Nino Manfredi), dalle donne che vede per strada o esibite sui giornali (tra cui una provocante Sylva Koscina) e infine da se stesso; il nostro eroe ovviamente non scopre niente di positivo. Mentre e' intento in queste sue riflessioni muore Peppino (Marcello Mastroianni), l'unica persona cui attribuisce generosita' e altruismo; lo tormenta poi il ricordo di Silvia (Silvana Mangano), una donna del suo passato divenuta attrice famosa, che vede dovunque come ritratta sulla copertina di un settimanale (Oggi) con un drammatico cappello nero, immagine che la sua fantasia spesso gli proietta.
Blasetti ha riunito con Io, io, io… e gli altri il meglio del cinema italiano del momento in tema non solo di attori (come si puo' notare dall'elenco appena fatto) ma anche di sceneggiatori (Benvenuti, Cecchi d'Amico, Flaiano, Age, Scarpelli, De Bernardi, Talarico, Baracco, Solaroli e altri; l'opera collettiva e' una caratteristica del cinema italiano degli anni migliori, in cui le idee veramente circolavano per l'aria). La confezione del suo apologo morale e' molto raffinata, nelle scenografie e nella fotografia, ma anche nei grafici titoli di testa, ma l'esito non e' secondo me felicissimo, con tutta la simpatia che mi ha sempre fatto il regista con gli stivali. Blasetti si e' fatto prendere la mano dando spazio all'umorismo moralistico e acidulo tipico di Zavattini (praticamente l'unico grande sceneggiatore italiano dell'epoca che non ha collaborato al film) al centro di un'altra sua opera imperfetta (questa sì veramente realizzata con Zavattini) cioe' Prima comunione. A questo spunto ha unito molte suggestioni felliniane, come la scena in cui Peppino mostra a Sandro due anziani coniugi che camminano in un bosco, immagine anche questa che torna spesso nella mente di Sandro, o dell'aggressione dei fans a Silvia alla stazione dove i treni di Sandro e della donna si incrociano. Fellini e' poi esplicitamente citato in un'inquadratura.
Walter Chiari del resto e' qui un po' il doppio di Blasetti come Mastroianni lo era gia' per Fellini (c'erano gia' stati La dolce Vita, 1960, e 8 1/2,1963). Con tutto cio' Io, io, io e gli altri e' da consigliare agli amanti dei film atipici, anche per lo sguardo abbastanza originale sul costume dell'epoca, che a giudicare dal film dava gia' molto spazio alle donnine svestite sulle riviste e nelle pubblicita'. Piu' di quanto avrei pensato a priori, e non so se Blasetti ha esagerato per amor di polemica moralista.







lo vedo sempre a pezzi, del resto e' un classico della proiezione notturna mediaset, e tutte le volte mi prende..