giovedì, 29 settembre 2005
Lost Movie 26 – Dont'go Near the Water
Nelle categorie: Chi li ha visti? La rubrica dei film dispersi, Cinema e TV — Scritto da waldorf alle 6:37 pm

Film ideale per capire la grandezza, pur in modi totalmente diversi, di Operazione sottoveste (1959) e Mash (1970), Dont'go Near the Water (Alla larga dal mare), tratto da un romanzo di William Brinkley e diretto da Charles Walters (regista tra le altre cose di Walk Don't Run – 1966- ultimo film di Cary Grant), ha pero' il merito di essere venuto prima, cioe' nel 1957. Si tratta di una pellicola che alternando toni allegramente antimilitaristi e spiccatamente sentimentali racconta le avventure di un gruppo di marinai di terra ferma, appartenenti al servizio delle relazioni pubbliche della marina americana durante la seconda guerra mondiale e di stanza nell'immaginaria e idilliaca isola di Ulura nel Pacifico. Li comanda un ex dirigente di Wall Street, il commodoro Nash, e il personaggio più di spicco del gruppo e' il tenente (l'amabile canaglia Glenn Ford); la bestia nera del gruppo e' uno spocchioso reporter di guerra che fa continuamente valere i due milioni di lettori le cui opinioni puo' orientare per ottenere vantaggi indebiti. Come e ancora di piu' che in Operazione sottoveste, la guerra e' in questo film una preoccupazione lontana e anzi neanche una preoccupazione, dato che la cosa piu' scocciante che possa capitare e' rifornire il reporter di lenzuola pulite tutti i giorni. Ogni tanto qualcuno dice che vorrebbe andare a far la guerra davvero, ma alla fine ci va solo un furiere di seconda classe colpevole di aver amoreggiato con un superiore, un tenente (donna naturalmente, siamo negli anni '50!).
Nonostante tutto ci sono un paio di trovate carine, come la costruzione del circolo ufficiali, che i propagandisti tentano da soli sotto gli occhi divertiti dei genieri con esiti degni della costruzione del granaio in Sette spose per sette fratelli.
Non e' male neanche il tentativo di ripulimento del marinaio Amerigo Nelson scelto da Nash come emblema del marinaio medio americano per via del nome, ma rivelatosi di persona rozzo e pericolosamente predisposto al turpiloquio.
Ma dove veramente si anticipa Operazione sottoveste e' nell'episodio della giornalista (l'ungherese Eva Gabor) che sale a bordo della portaerei per un servizio di guerra; le sue mutandine di pizzo nero finiranno issate su un albero.
Purtroppo per il film non mi sembra molto riuscito l'amalgama tra la parte satirica e quella amorosa, la storia del tenente Siegel con la bellezza locale Melora, discendente di una nobile famiglia di colonizzatori spagnoli (Gia Scala, al secolo Giovanna Pozzo, attrice sicilian-irlandese molto credibile nella parte della creola del Pacifico); le scene "divertenti" non lo sono abbastanza per dissipare la sensazione di futilita', mentre le parti sentimentali risultano melense. Decisamente ci voleva un calibro come Blake Edwards per sfottere la marina americana. Comunque si tratta sempre di una curiosita' degna di uno sguardo, se vi capita.

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