martedì, 20 settembre 2005
Siamo complici dei delatori?
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Web — Scritto dal Ratto alle 11:06 pm

La notizia che Yahoo! ha fornito al governo cinese informazioni relative alla corrispondenza di un suo cliente, che sulla base di tali informazioni e' stato condannato a dieci anni "per aver rivelato un segreto di stato" mi sembra terribile.
Una domanda *seria* a tutti noi allegri utilizzatori di Flickr (niente link, per scelta) e di altri servizi di Yahoo! Non e' il momento di chiudere i nostri account, per faticoso che sia trovare altri fornitori — e di smettere di supportare una compagnia che e' cosi' poco rispettosa dei diritti e della liberta'?
Aspetto risposte, suggerimenti, illuminazioni. E magari anche qualche dritta su alternative a Flickr.

Arrivo buon ultimo, ovviamente: se ne e' parlato qui e qui e qui e in un sacco di altri posti. Pero' non mi pare che ci sia stata una riflessione approfondita sull'opportunita' e sulle modalita' per rendere efficace un eventuale boicottaggio — e mi pare che nessuno abbia pensato a Flickr.

13 Commenti a “Siamo complici dei delatori?”

  1. Se me lo dicevi prima ha scritto il 21 settembre 2005 alle 1:04 am

    Anche se Flickr! è proprio bello

    Perché no ?…

  2. GIANNI ha scritto il 21 settembre 2005 alle 3:31 pm

    E' un bel problema, non tanto per i servizi di Yahoo (uso la posta e ne sono soddisfatto) ma perchè non sarà facile trovare fornitori di servizi che non abbiano qualche scheletro nell'armadio.

  3. marco ha scritto il 21 settembre 2005 alle 4:32 pm

    Gianni, la tua domanda secondo me e' molto sensata. D'altra parte questa storia di Yahoo e' passata come l'acqua sotto i ponti, cosi' come analoghi comportamenti di Microsoft in Cina, e uno si chiede cosa puo' diavolo fare per far capire che si e' accorto di certi comportamenti e non e' per niente d'accordo

  4. eiochemipensavo ha scritto il 21 settembre 2005 alle 4:54 pm

    appoggio, quasi quasi mi trasferisco. epperò se usi una qualsiasi applicazione microsoft, sappi che microsoft considera linguaggio proibito le parole libertà, democrazia, su msn in cina.
    bisognerebbe boicottare anche microsoft.
    io questa già la faccio…

  5. ava ha scritto il 21 settembre 2005 alle 6:07 pm

    buon ultimo a parlarne ma il primo a proporre qualcosa!
    concordo in gran parte con gianni ma penso che come utenti sia necessario far conoscere il proprio malcontento

  6. Angelo ha scritto il 21 settembre 2005 alle 9:37 pm

    Provo a spiegare il mio pensiero e rilancio la discussione:
    1. Quel che ha fatto Yahoo! (e quel che fa Microsoft) per entrare sul mercato cinese fa schifo. E non e' un comportamento obbligato, Google per esempio (finora) si e' comportata diversamente.
    2. E' vero che non c'e' probabilmente azienda che non abbia qualche scheletro nell'armadio. Ma il punto e' che servizi come quelli di Yahoo! sono il cuore della rete intesa come strumento di liberta' di espressione — e da questo punto di vista sono perfino piu' critici — che so io — di Windows o di Word; di conseguenza il comportamento di Yahoo! e' particolarmente grave. Aggiungo: piu' grave di quello di Microsoft: quest'ultima si limita a "censurare" i contenuti dei suoi clienti, Yahoo! ha deliberatamente violato la riservatezza della corrispondenza di un suo cliente, cosa che sarebbe indecente in se', anche se non avesse portato alla condanna del cliente stesso. Per di piu' Yahoo! sapeva a che rischi esponeva il suo cliente con questo comportamento.
    3. Uso con insistenza il termine "cliente": perche' e' quello che siamo, quando utilizziamo servizi in rete. E come clienti in un sistema capitalistico abbiamo un solo modo di "votare": non comprando la merce dai fornitori che non ci piacciono. Che dite, e' gratis? non vi sbagliate: i vostri dati online, a disposizione del signor Yahoo! sono un bel valore, anche economico, che gli avete concesso in cambio del servizio. Pagate, eccome se pagate.
    4. Il boicottaggio, che io preferirei definire consumo consapevole, serve soltanto se e' sufficientemente ampio, se e' esplicito e se ha eco sulla rete e sui media. Altrimenti vuol dire solo che mi tocca smontare tutte le mie foto di Flickr, riprogettare meta' della grafica del nuovo Ratto, buttar via un paio di account che potevano essere utili — e Yahoo! nemmeno se ne accorge. Per questo nel mio post invitavo a riflettere anche su *come* fare.
    5. Sono convinto che *comunque* se non si fa qualcosa si preparano tempi bui per la liberta' in rete — e non solo in Cina. La protezione della riservatezza online e' uno di quegli argomenti su cui non si e' mai abbastanza schizzinosi…

  7. Angelo ha scritto il 22 settembre 2005 alle 12:56 pm

    Sto testando 23hq, un servizio di Photo Sharing alternativo a Flickr. Vi faccio sapere se e' decente…

  8. Noantri ha scritto il 22 settembre 2005 alle 1:28 pm

    Ottima, ottima riflessione.
    Hai ragione, ma – come sempre per l'Italia (mi ci metto) – prevarrà la pigrizia e l'abitudine alla comodità. Tradotto: non ci cercheremo altri account alternativi a Yahoo (così come si continua a mangiare Nestlé o a comprare Nike).
    [Ste]

  9. william b. ha scritto il 23 settembre 2005 alle 8:07 pm

    vi scandalizzano delle aziende che vogliono curare i propri interessi nel nome del profitto, ma contemporaneamente volete la roba gratis (nella fattispecie l'email o altri servizi) rendendo di fatto inefficace qualsiasi tipo di concorrenza da parte di aziende più piccole e (magari) più politically correct.

  10. fB ha scritto il 25 settembre 2005 alle 5:04 pm

    Invece, quando Yahoo ha aiutato la RIAA (associazione dei discografici statunitensi) nella denuncia contro duecento ragazzini compresi tra i dodici e i sedici anni, colpevoli di scambio file protetti da copyright, ragazzini che rischiano fino a venti milioni di dollari di multa e venticinque anni di galera ciascuno, quasi nessuno ha detto nulla e tantomeno protestato.

    C'è un pregiudizio anticinese o certe libertà contano meno di altre perché c'è di mezzo l'economia invece della politica? La libertà non dovrebbe essere una e indivisibile?

    Niente polemiche, neh? Solo uno spunto di riflessione.

  11. Angelo ha scritto il 25 settembre 2005 alle 7:46 pm

    @fB: Nessun pregiudizio anticinese. Anche perche' per certi versi la battaglia e' esattamente la stessa, quella del diritto ad utilizzare la rete come strumento di scambio di saperi, di conoscenza e di informazione, da un lato; dall'atro quella del diritto alla riservatezza delle proprie comunicazioni online. In Cina o negli Stati Uniti, che il "nemico" sia un governo dittatoriale o una associazione di aziende avide di profitto.
    Quanto alle battaglie contro le varie norme italiane ed europee che obbligano i provider a registrare i dati di traffico (di cui parli nel post sul tuo blog) o contro le norme assurdamente punitive per il file sharing, beh, da queste parti non le abbiamo scoperte adesso: l'associazione di cui faccio parte, Il Secolo della Rete, ci lavora da un paio d'anni…

    Niente polemiche, neh? Solo qualche puntino sulle i.

  12. fB ha scritto il 25 settembre 2005 alle 9:26 pm

    Ho cancellato il post per rifarlo, dato che la provocazione non era chiara. Preciso meglio: non è la causa che mi pare sbagliata, ma il bersaglio. Perché prendersela con Yahoo (e lo sa il cielo che tali corporation non mi stanno simpatiche) invece che con il governo cinese che è il vero responsabile? In questo caso Yahoo non ha fatto altro che operare secondo le leggi del paese in cui opera, leggi che nello specifico sono identiche alle nostre.

  13. conundrum ha scritto il 26 settembre 2005 alle 1:50 pm

    Boycot

    O perché boicottare Yahoo! non solo è inutile, ma pure ridicolo
    La storia fin qui: Yahoo! ha collaborato con il governo cinese che aveva chiesto i dati di un giornalista, che – adesso – si trova a fare qualche anno per aver parlato di Tienanmen in …

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