martedì, 20 settembre 2005
Lo stress da asilo nido
Nelle categorie: It — Scritto da waldorf alle 2:58 pm

Su Repubblica versione cartacea di oggi c'e' un articolo che riferisce i risultati di una geniale ricerca inglese, che avrebbe dimostrato che i pianti dei bambini lasciati da soli all'asilo nido dipendono da nient'altro che un ormone portatore di stress, sviluppato per il distacco della mamma. E magari chissa' i piccoli ne riportano un danno permanente. Il tutto e' accompagnato dall'intervista al presidente della societa' italiana di pediatria, ovviamente un uomo, Giuseppe Saggese, che spiega come l'ideale ("cento volte meglio") sarebbe lasciare i bambini in casa fino a due anni con la madre o se proprio non si puo' evitare questo male che le donne lavorino, fare in modo che ogni tot stacchino per andare a trovare il figlio (!).
Da madre impegnata in queste settimane nell'inserimento al nido del mio pargolo di otto mesi non posso che essere colpita da queste teorie, anche se la mia cattiva abitudine di lavorare non mi lascia molta scelta su cosa fare; del resto il piccolo non mi pare particolarmente traumatizzato (non ho la possibilita' di misurare il famoso ormone).
Devo dire che a parte la totale schizofrenia delle opinioni che si puo' registrare sulla stessa Repubblica (nell'inserto Salute della settimana scorsa si magnificava il ruolo del nido) mi colpisce il fatto che nessuno si disturbi a trovare un qualche ormone (ormai con gli ormoni si spiega ogni cosa) che dimostri come i figli delle donne lavoratrici hanno un qualche vantaggio dal fatto di non avere sempre le mamme tra i piedi. Piu' seriamente e' possibile che tutti gli esperti che dipingono come un male necessario al più il lavoro della mamma non considerino l'eventuale ricchezza di stimoli che puo' venire da una madre che svolge anche un ruolo esterno; questo non significa disprezzare le donne che rimangono in casa, ma non caricare sempre di negativita' quelle che cercano per necessita' materiali ma anche per bisogni personali di svolgere piu' funzioni. E poi perche' sempre le mamme? Perche' non si prende mai in considerazione che a casa ci possano restare i papa' e non si fanno studi sull'influenza di una costante presenza di un mammo? (forse per mancanza di casi studiabili!).
Ma in generale mi sembra sull'"emancipazione" femminile ultimamente si vada indietro piuttosto che avanti e si registri una tentazione di ritorno ai ruoli consolidati, piuttosto che perseguire una parificazione effettiva.

4 Commenti a “Lo stress da asilo nido”

  1. PaoloB ha scritto il 20 settembre 2005 alle 5:27 pm

    Bah, Repubblica come quotidiano di informazione scientifica (in generale) e informazione medica (in particolare) è piuttosto penoso.

    L'ultima volta che ho guardato il supplemento "Salute", conteneva un editoriale di Guglielmo Pepe dove cercava disperatamente di difendere l'omeopatia dall'ennesima stroncatura. L'argomento con cui chiudeva l'editoriale era che "10 milioni di italiani non possono sbagliarsi".

    Il che ovviamente può essere utilizzato, ad esempio, per dimostrare che Berlusconi è un grande presidente del consiglio e un uomo onesto.

    Insomma, io sinceramente mi fiderei di quello che ti dice il pargolo a proposito dell'asilo nido, piuttosto che delle opinioni (e sottolineo, opinioni) di un qualsiasi medico, che fa affermazioni apodittiche come quella riportata da Repubblica senza la necessaria prudenza che dovrebbe sempre accompagnare affermazioni come quella riportata.

  2. waldorf ha scritto il 20 settembre 2005 alle 5:36 pm

    Certo che mi fido di mio figlio piuttosto che delle bip di Repubblica. Il problema e' un altro, cioe' come la stampa compreso questo cosiddetto quotidiano di sinistra si dedichi a dare ampio spazio ad ogni teoria che cerca di colpevolizzare le donne che non stanno a casa con i figli.

  3. PaoloB ha scritto il 20 settembre 2005 alle 6:08 pm

    Non avevo colto il punto. Credo dipenda dal fatto che siamo tuttora piuttosto arretrati come paese. Io leggo abbastanza l'Economist (che, come tutti sanno tranne Berlusconi, è di destra), e non ci ho mai trovato affermazioni simili.

    E comunque, il quotidiano da cui hai tratto l'articolo non è di sinistra, è di De Benedetti.

  4. paola ha scritto il 15 novembre 2007 alle 8:47 am

    Io, da figlia, al mattino piangevo disperata per l'abbandono (che vivevo come totale e definitivo) della mamma.
    Ma alle 5 del pomeriggio ero l'ultima che usciva dall'asilo, perché volevo godermi "il mio l'asilo" fino all'ultimo minuto.
    Ora mi occupo di spazi educativi per l'infanzia e la cosa mi riempie di energie.

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