mercoledì, 14 settembre 2005
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1965: la Gran Bretagna, rappresentata dall’immaginaria Anglo Media Oil Company, vuole mettere le mani sul petrolio di un piccolo paese arabo. Per farlo deve ottenere che l’erede al trono, raggiunta la maggiore eta’ (quattordici anni), prenda il suo posto estromettendo il reggente, che ha rapporti privilegiati con i paesi “oltre cortina” come si diceva una volta, e firmi un trattato con la Anglo Media. I pezzi grossi pensano quindi di affidarsi ad un ex militare inglese specializzato in lavori di questo genere, il colonnello Drexel, che a sua volta chiede l’aiuto di Frazer, un avventuriero americano conosciuto durante la seconda guerra mondiale. Drexel simula un rapimento del principe e lo porta in una villa in una pittoresca localita’ di mare spagnola, dove viene raggiunto da Frazer. Ne scaturiranno colpi di scena e tradimenti a ripetizione con effetto scatole cinesi come nella migliore di tradizione dei film di spionaggio. Naturalmente tutto si sistemera’ nel migliore dei modi per gli interessi inglesi.
Masquerade, film inglese, diretto da Basil Dearden e tratto da un libro di Victor Canning (nella versione italiana 50.000 sterline per non tradire) e’ un curioso spy-movie di notevole cinismo, in cui il mondo dello spionaggio appare assai piu’ sgarrupato dei contemporanei film di 007 con Sean Connery (Dr. No in italiano Agente 007 – Licenza di uccidere e’ del 1962 e nel 1965 la serie era arrivata al quarto film), che sono chiaramente presi in giro; basti dire che tra i personaggi chiave ci sono degli artisti di un piccoli circo male in arnese. Si puo’ anche dire che in questo mondo non alberga il manicheismo, perche’ il piu’ pulito ha la rogna e il tradimento puo’ tranquillamente sfuggire alla punizione. Paradossalmente il piu’ onesto e’ proprio il povero Frazer, che riconosce di non avere assolutamente alcun ideale, a differenza dell’amico Drexel che si proclama patriota. E infatti Frazer si stupisce assai di non essere in grado di accettare le 50.000 sterline del titolo italiano in cambio del suo tradimento perche’ ha degli scrupoli, cosa che sorprende per primo se stesso. Comunque alla fine la sua strana dirittura morale gli fruttera’ solo 11 sterline e qualche spicciolo.
Masquerade merita di essere visto anche perche’ dimostra che il mondo e’ cambiato assai poco in quarant’anni. Una delle battute che mi ha colpito di piu’ la pronuncia il capo della Anglo Media, che spiega a Frazer all’inizio del film l’impossibilita’ di occupare il paesello petrolifero dicendo “di questi tempi noi inglesi non possiamo occupare piu’ niente se non ci chiamano o gli americani non ci danno il permesso”.
Notevole l’ambientazione in Spagna (il film e' stato girato oltre che negli studi di Pinewood – come si vede da qualche sfondo di cartone – in Alicante), con tanto di castello a picco sul mare fornito di lugubre cappella di ispirazione molto tridentina e la fotografia molto colorata, tipica del periodo. Molto belle alcune scene girate presso una diga in costruzione.
Nel cast ci sono vari attori meritevoli di menzione come il protagonista Cliff Robertson, che ha recitato a fianco di Robert Redford ne I tre giorni del Condor, la bella e compianta Marisa Mell, tra le altre cose Eva Kant nel film tratto da Diabolik, nonche' il buono a tutti gli usi Michel Piccoli.
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