mercoledì, 10 agosto 2005
Lost movie 24- Lucy Gallant
Nelle categorie: Chi li ha visti? La rubrica dei film dispersi, Cinema e TV — Scritto da waldorf alle 2:20 pm

Ho ancora due o tre post scritti prima delle ferie da pubblicare; questo e' il primo.

Il cinema americano ha in modo piuttosto ovvio affrontato i problemi delle donne in carriera prima e più diffusamente di tutti gli altri, anche se a volte dando spazio a visioni prettamente maschiliste del tema.
Così accade in Lucy Gallant, film del 1955 diretto da Robert Parrish, con protagonista la zitellesca Jane Wyman, la prima moglie di Reagan, tratto da un romanzo di Margaret Cousins e ambientato negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale. Lucy e’ una elegante newyorkese con tanto di borsa in visone che, in fuga dai propri guai, si ferma per un guasto al treno su cui viaggia (non succede solo in Italia!) a New City, una cittadina del Texas in rapidissima espansione in seguito alla scoperta di numerosi pozzi petroliferi. Qui conosce Casey (Charlton Heston) un mandriano gentile che da subito evidentemente si innamora di lei. Lucy, che ha l’istinto della venditrice, si rende conto che a New City ci sono un sacco di donne i cui mariti si arricchiscono alla velocità della luce e nessuno che venda loro vestiti lussosi come i suoi.
Dopo aver venduto tutto il suo guardaroba alle indigene, Lucy convince il direttore della banca locale a farle un prestito e apre un negozio. Casey, scettico sui suoi successi commerciali, la guarda fare fortuna e, quando si decide a chiederne la mano, Lucy rifiuta per una brutta esperienza con gli uomini. Scoppia la seconda guerra mondiale e Casey si arruola; quando torna sembra che i due finalmente decidano di sposarsi, ma la pretesa di Casey che Lucy lasci il negozio li divide di nuovo. Intanto Casey scopre il petrolio nel suo ranch mentre il negozio di Lucy va a fuoco. Casey, senza dire niente all’amata, intercede con il direttore della banca per farle avere un nuovo prestito perché fondi un grande magazzino, come lei sogna, e poi se ne va in Europa. Al ritorno, dopo un matrimonio lampo con una modella, di nuovo interviene per aiutare Lucy a mantenere il suo posto a capo della Gallant’s inc. Lei stavolta lo scopre e, grata, decide di sposarlo e lasciare il suo amato negozio.
Perche’ nonostante l’evidente maschilismo dell’assunto non riesco a cestinare e anzi apprezzo Lucy Gallant? Per l’atmosfera da Sim City che pervade l’inizio del film (New City e’ il nome di default della citta’ del videogioco), un misto di avidita’e vitalita’ che ha un certo fascino e riporta al mondo del western classico (a New City c’e’ perfino una sorta di saloon e si costruisce anche di notte). Per certe buffe uscite di Lucy affarista in carriera, che consiglia al direttore della banca di dipingere le pareti di bianco avorio filettato di verde dollaro. Per lo spettacolo delle rozze donne texane che si avventano sui vestiti parigini e newyorkesi di Lucy e poi perche’ i vestiti anni ’50 anche quando fingono di essere anni ’40 sono troppo belli. Per la grafica e l’arredamento dei negozi di Lucy.
Mi piace Lucy Gallant anche perche’ c’e’ un sacco di cose che si puo’ amare odiare, come un certa esaltazione del Texas, il cuore dell’America da cui viene quasi tutto cio’ che il resto del mondo non ama o appunto lo spudorato paternalismo nei confronti della carriera al femminile, tollerabile solo in attesa di un marito, possibilmente ricco. Lucy in fondo per il suo grande successo dipende da Casey (non a caso interpretato da Heston, ora patron della National Rifle Association, come tale sbeffeggiato da Michael Moore in Bowling for Columbine) e dai suoi soldi fatti virilmente – e parassitariamente – con il petrolio. L’amica Molly (Thelma Ritter, l’infermiera Stella di James Steward ne La finestra sul cortile) per convincerla a sposarsi con Casey le spiega che “un marito è meglio” (di qualsiasi cosa?), anche se il suo si occupa molto poco di lei, e che il senso della vita e’ aspettare il consorte a casa e raccontargli che il piccino ha mangiato la pappa. Come dire che gli anni ’50 non erano molto diversi per tanti aspetti al di la’ dell’oceano e che io non posso fare a meno di esserne attratta anche quando hanno dato il loro peggio.

4 Commenti a “Lost movie 24- Lucy Gallant”

  1. ves ha scritto il 16 agosto 2005 alle 12:39 am

    Per dir la verita Lucy non si ferma nel Texas per un guasto al treno. Ci va a posta per sposarsi (nelle valige posrta la dote) ma il futuro sposo scoprendo il passato del padre (che non mi ricordo cosa avesse di scandaloso) le da il ben servito.
    Allora lei stando alla stazione senza un soldo vende la dote (vestiti, capelini, scarpe, borse, biancheria intima) per comprare un biglietto per tornarsene a NY ma vedendo che ha tirato su una somma piu che raggionevole le viene un idea…
    :-D
    bacione da una che è cresciuta a pane e film di anni 40/50/60
    ves

  2. Waldorf ha scritto il 17 agosto 2005 alle 2:47 pm

    Sono d'accordo sul retroscena del viaggio di Lucy, ma la causa prossima della sosta a New City, che lei neanche aveva mai sentito rammentare prima, è il guasto al treno, visto che Lucy stava andando in Messico. Non mi sono addentrata nelle pieghe della trama per non scrivere un'enciclopedia (il post è abbastanza lungo) e quindi non ho accennato alle vicende del fidanzamento di Lucy. Però visto che mi ci tiri sono disposta ad affrontare una discussione filologica sul film con una persona che condivide la mia passione per questi film… magari ho sbagliato io!

  3. ves ha scritto il 17 agosto 2005 alle 3:31 pm

    :-D
    farne una discusione filologica non saprei :-P dove iniziare pero.
    io sono solo una fan sfegatata dei filmeti del epoca. sara' anche perche erano gli unici film che mandavano in onda quando ero in eta' giusta per appasionarmici (10 – 14 anni). in ex jugoslavia trasmetevano o questi o film sulla seconda guerra mondiale.
    ma i film pirateschi con lancaster e cravet li adoravi anche tu?
    ves

  4. Waldorf ha scritto il 17 agosto 2005 alle 5:12 pm

    Quelli no, non sono mai stati il mio genere. Scherzavo sulla filologia; però mi ha colpito una sorta di diversa selezione di fatti che abbiamo operato su Lucy Gallant; a me ha fatto più impressione il guasto al treno che la storia del fidanzamento. Deve essere l'esperienza di pendolare sulle FFSS…
    Interessante la tua esperienza di spettatrice; il limitato menu ha creato una competenza ormai non comunissima in Italia.
    Spero in tuoi nuovi interventi, filologia o no :-))

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