giovedì, 14 luglio 2005

Su Film Tv della settimana scorsa (cioe' n. 13 di quest'anno) c'e' un articolo di Mauro Gervasini sulla moda del recupero degli anni '80, una riflessione occasionata, per quanto capisco, dai festeggiamenti indetti da Mtv per il ventennio di Breakfast Club.
L'articolo e' sostanzialmente critico nei confronti del decennio, pur salvando che so Born in the Usa di Bruce Springsteen o 1997 – Fuga da New York, e condanna aspramente fenomeni come Drive in.
In tema di Breakfast Club tra l'altro ho ricavato dal pezzo la preziosa informazione per cui il gruppo di attori lanciato dal film sarebbe stato soprannominato "Brat pack" (per analogia con il mitico Rat Pack di Sinatra e compagni protagonista tra l'altro di Ocean's Eleven prima versione) che avrebbe realizzato una trilogia con St. Elmo's Fire (su cui ho già scritto un post inserito nella categoria dei lost movies, cui mi permetto di rinviare) e Pretty in Pink.
Che dire? Premetto che l'ondata nostalgica ha a che vedere probabilmente con il raggiungimento dell'eta' pienamente adulta di membri della mia generazione, gli adolescenti degli anni'80, generazione molto propensa a crogiolarsi nelle cose del proprio passato. Nonostante tale attitudine, per questa generazione credo che siano paradossalmente oggetto di orrore gli anni'70, troppo pieni di cose che invece erano imposte da generazioni precedenti, mentre gli anni '80 sono quelli delle prime passioni a cui si e' rimasti attaccati.
Negli anni '80 c'ero anch'io e ho visto molte cose brutte (tra cui Sposero' Simon Le Bon a cui ho dedicato un altro mio post) e alcune belle. A volte per moda ho visto anche quelle brutte e me le sono fatte piacere; ero un'adolescente e quindi influenzabile dalla necessita' di non rimanere isolata. Della orrendezza di certi fenomeni ti accorgi meglio a posteriori (solo ora mi rendo conto di quanto orribilmente cotonate fossero le chiome di quei tempi!) e talora provi comunque un senso di tenerezza, perche' fanno parte del tuo passato.
Insomma, come ogni altra cosa, gli anni '80 non vanno demonizzati ne' esaltati a priori. Sono stati meno intelligenti di altre epoche, ma rileggerli con equilibrio e' senz'altro utile. Puo' darsi che con Donnie Darko, l'ormai cult movie di Robert Kelly (2001), si sia fatto un passo in questa direzione. Ad ogni modo vorrei dire a Gervasini che il brutto e il bello sono spesso irrimediabilmente legati, e cosi' Pretty in Pink non e' solo un film del Brat Pack, ma anche una canzone dei Joy Division approvati (giustamente) dal giornalista.







Sono un nostalgico degli anni '80 e della sua musica. Il sogno dorato di quegli anni si è infranto e adesso il mio cuore piange. Che posso fare?