mercoledì, 13 luglio 2005
P-austeniano 5 – Il bello delle donne secondo Jane Austen
Nelle categorie: Pipponi, Quel che resta — Scritto da waldorf alle 12:11 pm

"Eliza Bennet," said Miss Bingley, when the door was closed on her, "is one of those young ladies who seek to recommend themselves to the other sex by undervaluing their own, and with many men, I dare say, it succeeds. But, in my opinion, it is a paltry device, a very mean art".
Queste parole vengono pronunciate dal personaggio di Caroline Bingley nel capitolo 8 di Pride and Prejudice, all'esito di una discussione sulla qualita' media dell'educazione femminile e di quello che e' necessario (cioe' che lo era all'epoca) per ritenere una donna colta. Darcy e Miss Bingley hanno enumerato come indispensabili una quantita' enorme di doti e conoscenze, al che Elizabeth ha osservato che le pareva difficile che conoscessero anche solo una mezza dozzina di donne con una simile competenza. Caroline, gelosa di Elizabeth, osserva in sua assenza che appunto la sua rivale deve essere una di quelle donne che denigrano il proprio sesso per attirare l'attenzione degli uomini.
Faccio riferimento a questo passo per dire che personalmente ho l'impressione che Jane Austen, nonostante che nei suoi romanzi siano le donne a fare la parte del leone, come donna del sette-ottocento era ben al di qua dell'essere una femminista e non si aspettava dalle donne di piu' di quanto non si aspettasse dagli uomini. In altre parole non si faceva bella denigrando il suo sesso, secondo l’attitudine mal giudicata da Caroline Bingley, ma neanche lo esaltava. E all'interno del suo genere, con attitudine sostanzialmente illuminista, chiaramente le piacevano le donne dotate di una robusta razionalita' ed era assai poco attratta nei confronti delle creature romantiche e sentimentali (vedere la contrapposizione tra Marianne e Elinor in Sense and Sensibility ); bisogna comunque riconoscere pero' che forse l'eroina per cui la Austen ha piu' simpatia e' Emma dell'omonimo romanzo, il cui raziocinio e' completamente annebbiato da un eccesso di pregiudizi, che invece fuorviano solo in parte quello di Elizabeth.
Ma neanche Emma abbandona, nonostante le sue erronee valutazioni sulle persone che la circondano, il sentiero della virtuosa padronanza di se stessa. Mi spiego meglio; la Austen aveva un chiaro giudizio favorevole delle donne capaci di ragionare con la loro teste, che non si facevano appunto accecare dai pregiudizi della societa' contemporanea e quindi non valutavano gli altri secondo il prestigio sociale o i soldi che possedevano. Era pero’ anche necessario per la scrittrice inglese che le donne sapessero al contempo mantenere una ferrea rispettabilita'. La mancanza assoluta della prima capacita’ rendeva per la Austen una donna del tutto non apprezzabile intellettualmente e soprattutto moralmente – sempre che, a differenza della duttile Emma, non fosse ancora in grado di imparare altri canoni di valutazione- ma la mancanza di rispettabilita' ne faceva una sorta di paria. Qualsiasi cosa pensasse, era dovere quasi professionale della donna mantenere una reputazione integra. Per fortuna nella societa' inglese di fine '700-inizio '800 ci si poteva permettere qualcosa di piu' che nei film di Germi ambientati in Sicilia.
Si puo' capire quindi come manchino nei romanzi austeniani le eroine romantiche e appassionate, capaci di sacrificare tutto per amore; non era certo un clima da Anna Karenina. Marianne Dashwood, l’unico esempio possibile in questo senso, arriva vicino a pagare con la vita la sua sconsideratezza, dato che la malattia che quasi la uccide e' senza dubbio conseguenza dell'esagerazione nell'abbandonarsi alle emozioni, piuttosto esasperate che domate.
Che io ricordi nell'opera della Austen c'e' del resto un solo adulterio rappresentato direttamente, cioe' la relazione tra Maria Rushworth e Henry Crawford in Mansfield Park; e se le cose a Maria non vanno a finire cosi' tragicamente come a Madame Bovary, la Austen la manda in esilio in un posto isolato con la insopportabile zia, che e' una bella punizione. E negli altri romanzi l'adulterio credo non sia neanche menzionato, come se fosse una prospettiva neanche pensabile.
Capisco che il punto di vista della Austen, ricostruito cosi' (certo altri possono dare interpretazioni molto diverse) possa apparire moralistico o limitato; del resto la stessa scrittrice credo che non abbia vissuto grandi passioni nella sua vita (non si sa molto). Sono certo piu' interessanti, quando non c'e' la penna della Austen almeno, le donne piene di sentimento, che si buttano a capofitto nelle passioni del momento. D'altronde in assenza di una propensione alla rivoluzione, si puo’ capire che fosse "professionale" da parte delle donne di allora far convivere una certa indipendenza intellettuale con la rispettabilita' esterna. Oggi e' possibile certamente una liberta' infinitamente maggiore, anche perche' per le donne a differenza di quanto accadeva in quel modello di societa' il matrimonio non e' certo l'unica prospettiva di carriera immaginabile.
Pero' Jane Austen come al solito c'ha ragione, perche' le abitudini e le idee sono profondamente cambiate, ma delle donne (e anche degli uomini) che vivono con autocontrollo i propri sentimenti c'e' ancora bisogno.

2 Commenti a “P-austeniano 5 – Il bello delle donne secondo Jane Austen”

  1. prosaica ha scritto il 14 luglio 2005 alle 11:09 am

    Condivido molto della tua analisi. Credo che Austen si rendesse conto che all'epoca una divorziata per adulterio era socialmente finita, e che la sua punizione, proprio come quella di Maria, era l'esclusione dalla propria societa'.
    Se non li conosci gia', ti suggerisco le opere giovanili, con (ad esempio) borghesi rispettabili che si ubriacano alla feste, e soprattutto Lady Susan, dove c'e' un altro adulterio e ben poca punizione.
    Grazie per i tuoi commenti su Jane Austen, li trovo sempre molto interessanti.

  2. waldorf ha scritto il 14 luglio 2005 alle 12:24 pm

    Non ho mai letto, effettivamente, le prime opere della Austen; credo che le includerò nella mia attuale rilettura (che è un'impresa lunga, perchè vorrei anche rileggermi gli originali!). Grazie anche a te per il suggerimento.

Some rights reserved

I contenuti originali di questo blog sono coperti da una Licenza Creative Commons.

Creative Commons License

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Autori

Accedi
Registrati

Aggreghiamo su

Autism Blogs Directory

Gambero Rosso Social Space

A casa Montag

Autismo: risorse online

Blog: autistici e genitori

Blog: culture di rete

Blog: Ebrei e Arabi

Blog: informatori

Blog: inventori

Blog: narratori

Blog: punti di vista

Ebraismo, Medio Oriente

Free Knowledge

Il mondo per gli occhi

Le mie webradio

Politica

Tutto il resto