lunedì, 11 luglio 2005
Un omaggio a Thomas Mitchell nel giorno del suo genetliaco
Nelle categorie: Cinema e TV — Scritto da waldorf alle 1:05 am

Sono molti anni che ragiono sulla figura di Thomas Mitchell, un attore il cui nome e' ignoto ai piu', ma che ha dato un apporto a suo modo importante al cinema americano classico, contribuendo a renderlo grande. Thomas Mitchell (il nome e' comune, ce ne sono sette nell'indice di Internet Movie Data Base) e' una di quelle facce che tutti conoscono, ma non sanno dove l'hanno vista, che sono in un sacco di film e la cui presenza diamo per scontata. Ma non lo e' veramente.
Thomas Mitchell e' nato 123 anni fa, proprio l'11 luglio, a Elizabeth, New Jersey, ed e' morto il 17 dicembre del 1962 a Beverly Hills. Il suo primo film e' stato Six Cylinder Love nel 1923; il primo veramente famoso in cui ha recitato Orizzonte perduto del 1937, l'unico film di fantascienza di Frank Capra.
Ma e' stato il 1939 l'anno di grazia di questo attore, quello che mi ha sempre stupito. Nello stesso anno Thomas Mitchell e' stato l'alcolizzato Doc Boone in Ombre rosse di John Ford (ruolo per cui ha vinto l'Oscar), Gerald O'Hara, il padre di Rossella, in Via col vento, Diz Moore in Mister Smith va a Washington di Frank Capra, Kid Dabb, l'anziano pilota amico di Cary Grant in Avventurieri dell'aria di Howard Hawks, Clopin il saltimbanco ne Il gobbo di Notre Dame di William Dieterle (quello con Charles Laughton). Credo che mi basterebbe un anno cosi' nella mia vita per sentirmi realizzata.
Ma la carriera di Mitchell non e' certo finita qui; e' andata avanti per ventidue anni, permettendogli come niente di essere lo zio Billy di James Stewart ne La vita e' una cosa meravigliosa di Frank Capra (1947) o il sindaco in Mezzogiorno di fuoco di John Ford (1952). Ed e' con Frank Capra, con cui ha tanto lavorato, che Thomas Mitchell ha portato a termine la sua parabola nel ruolo di George Manville, il giudice decaduto che recita la parte del marito della finta ricca Bette Davis in Angeli con la pistola del 1961. E cosa c'era di piu' adatto di questo film, l'ultimo anche per Frank Capra (remake di Signora per un giorno, 1933), che metteva insieme alcuni vecchi attori (come ad esempio Edward Everett Horton, anche lui un grande caratterista) e un vecchio regista, ormai sorpassati dai tempi, ma che dimostravano orgogliosamente di essere ancora in grado di commuovere e divertire?
Thomas Mitchell non e', per quanto ne so, mai stato un protagonista in un film in vita sua, ma sempre e solo l'amico, il padre, lo zio, che al suo fianco ci fossero James Stewart, Cary Grant, John Wayne o Vivien Leigh. Ma sono anche i caratteristi come lui, anche se non ce ne accorgiamo, che spesso giocano un ruolo determinante nel fare la differenza tra un grande film e un buon film e tra una pellicola gradevole e una ciofeca.
Spero che se qualcuno leggera' questo post si interessera' un pochino a Thomas Mitchell e che ci fara' caso la prossima volta che lo vedra' in un vecchio film. Per conto mio se c'e' un paradiso degli attori, lui c'e' di sicuro, magari in un posto migliore di tanti divi amati dalle folle.

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