lunedì, 4 luglio 2005
Lost movie 20 – Guendalina
Nelle categorie: Chi li ha visti? La rubrica dei film dispersi, Cinema e TV — Scritto da waldorf alle 8:44 am

Questo post vuole essere un piccolo, in tutti i sensi, omaggio a Alberto Lattuada, morto ieri a 91 anni. Lattuada e' stato uno degli ultimi appartenenti a quel particolarissimo microcosmo che era il cinema italiano a cavallo della seconda guerra mondiale, un ambiente pieno di fermenti e di idee, in cui poteva accadere che uno come lui facesse da dattilografo a Mario Soldati sul set di Piccolo Mondo Antico (1941) e finisse per fare l'aiuto regista. Tutto allora era fluido, la gente arrivava al cinema dagli ambiti piu' disparati, ma spesso fin da subito era in grado di fare cose interessanti.
Nello specifico Lattuada, lavorando con Soldati, contribui' al lancio del calligrafismo, "corrente" del cinema italiano degli ultimi anni del regime caratterizzata dall'amore per la forma e dall'ispirazione letteraria. Lattuada si e' poi messo in proprio, ma e' almeno inizialmente rimasto nell'area del cosiddetto calligrafismo, realizzando Giacomo l'idealista,1943, e del calligrafismo credo abbia assorbito la fondamentale attenzione alla forma. Sempre all'ispirazione calligrafica appartiene del resto il suo capolavoro Il cappotto (1952).
A Lattuada indubbiamente interessavano anche le giovani donne e nella sua carriera ha lanciato o contribuito a lanciare diverse ragazze in fiore (Catherine Spaak, ad esempio).
Guendalina (1957) unisce entrambe queste componenti del cinema di Lattuada. Il film racconta appunto la storia di Guendalina (Jacqueline Sassard), una ragazza ricca e capricciosa, che durante un soggiorno estivo nella casa di famiglia a Viareggio si innamora alla fine della stagione, in assenza dei soliti amici, di Oberdan, uno studente di famiglia modesta (Raffaele Mattioli), ma con ambizioni. Le difficolta' di questa passione giovanile, in molta parte dovute alla differenza di ambiente, si incrociano con quelle insorte nel rapporto tra i genitori di Guendalina (Sylva Koscina e Raf Vallone), che arrivano vicini alla separazione, ma poi si riconciliano. Guendalina e' costretta a partire prima di aver vissuto compiutamente il suo amore con Oberdan.
La trama (il soggetto e' di Valerio Zurlini) non ha niente di sconvolgente, cio' che conta e' il modo con cui Lattuada racconta la scoperta da parte di Guendalina della "sostanza dei sentimenti". Il tono e' dolcemente malinconico ed e' forse la cosa piu' bella del film la scelta dell'ambientazione nella Versilia della fine dell'estate, piovosa e spopolata di turisti, quadro perfetto per questo racconto di un giovane amore interrotto. Apprezzabile e' in genere la grande pulizia formale, la composizione dell'inquadratura, la bellezza della fotografia in bianco e nero (di Otello Martelli). La sceneggiatura e' di Benvenuti, De Bernardi e Blondel, oltre che di Lattuada, la musica di Piero Piccioni, con lo pseudonimo di Piero Morgan; il film e' stato prodotto da Ponti e De Laurentiis, all'epoca ancora insieme.
L'esordiente Jacqueline Sassard e' esile e commovente, perfetta per la parte (anche se doppiata da Adriana Asti). Curiosa anagraficamente la scelta della Koscina nel ruolo della madre di un'adolescente, dato che all'epoca aveva 24 anni (solo sei di piu' della Sassard), tanto che per darle un'aria piu' seria e' stata munita di occhiali. Non stava per niente male, ma non e' certo l'unica ragione per vedere questo film, se a qualcuno dovesse venire in mente di trasmetterlo per omaggiare il povero Lattuada.

1 Commento a “Lost movie 20 – Guendalina”

  1. gabriela ha scritto il 29 dicembre 2007 alle 9:00 pm

    Un speziale ricordo de Raf Mattioli, bello attore di questo film, morto quando era un giovane di soltanto 24 anni. Saluti da Venezuela.

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