venerdì, 1 luglio 2005
The Guardian (ovvero quando e' troppo e' troppo)
Nelle categorie: Cinema e TV, Serie TV — Scritto da waldorf alle 8:13 pm

Qualche giorno fa in un post apprezzavo la tendenza delle serie americane a porre problemi morali anche di notevole spessore a fronte della poverta' intellettuale delle nostre fiction. Mi sa che pero' ogni tanto gli americani, come spesso capita loro, perdono il senso della misura e questa impressione l'ho avuta chiaramente guardando la puntata di The Guardian in onda ieri sera su Canale 5.
The Guardian ha come protagonista Nick, un avvocato di successo costretto da un provvedimento giudiziario a prestare part-time la sua opera a titolo gratuito per un ufficio di legal services, rischiando altrimenti di finire dentro per una questione di droga. Nick ha cosi' a che fare con i disperati della societa', cosa che a quelli come lui normalmente non capita. L'idea di fondo mi e' sembrata buona, e avevo gia' visto tempo fa una puntata di questa roba, ma non mi aveva impressionato piu' di tanto se non per la eccessiva drammaticita'.
Nella puntata di ieri (credo la prima della seconda serie -il sito della CBS non aiuta- scritta da tale Nick Eid, mi devo segnare il nome) Nick deve occuparsi del caso di una ragazza sedicenne la cui madre e' stata almeno apparentamente uccisa dal padre. La ragazza e' a sua volta madre di una bambina molto piccola. L'omicidio e' stato compiuto per motivi di eutanasia, in quanto la donna era ridotta in uno stato pietoso in quanto afflitta da corea di Huntington, una terribile malattia degenerativa priva di una terapia non sintomatica e trasmissibile geneticamente. Si scopre che la ragazza ne e' sua volta afflitta (in modo particolarmente sfigato, dato che normalmente non compare prima dei 30-40 anni) e che alla malattia e' dovuta gran parte della sua personalita', ivi inclusa una certa tendenza alla ninfomania. La poveretta decide di dare in adozione la sua bambina ad una coppia di benestanti wasp, che Nick, occupandosi della faccenda, non informa della probabilita' che a sua volta la piccola possa essere predisposta alla malattia. I wasp si arrabbiano, ma fortunatamente la bambina si rivela sana. Intanto si scopre che il padre-nonno e' innocente e che e' stata la ragazza, che tra l'altro ignorava la vera natura della malattia della madre, a spararle. Cosi' l'alternativa e' che la ragazza sprechi gli ultimi anni decenti della sua vita in prigione o che il padre cinquantaseienne si prenda 3o anni di carcere, se gli va bene. Nel frattempo Nick nella sua attivita' professionale "vera" difende un ospedale cercando di dare la colpa della morta di un paziente esclusivamente ad un chirurgo, marito di una sua collega dei servizi legali (di cui e' probabilmente innamorato). Il chirurgo a quanto pare e' innocente ma intanto Nick scopre che almeno in passato andava soggetto ad attacchi di epilessia, cosa che non ha dichiarato in sede di assunzione in ospedale, per cui e' comunque licenziato. Ovviamente il derelitto e' anche in crisi con la moglie, che vuole andarsene di casa.
Insomma, un cumulo di disgrazie come se ne vedono poche. In tutto questo il protagonista pero' non sembra farsi eccessive domande o problemi, semplicemente mantenendo nella cupaggine che lo circonda una comprensibile aria depressa.
Non sono sicura che questa sia poi buona televisione e non era quello che avevo in mente nel mio post, nonostante la buona estetica e la regia un po' alla New York Police Department. Mi pare che sia un po' rozzo da un punto di vista concettuale cercare, come in questo caso, di mettere insieme un sacco di storie terribili senza un filo di umorismo o anche solo di problematicita', aspettandosi di tacitare lo spettatore, sconfitto da un tale ammasso di sciagure e toccato nei suoi sensi di colpa remoti. Ne concludo che difficilmente vedro' un'altra puntata di The Guardian. La vita e' troppo breve.

8 Commenti a “The Guardian (ovvero quando e' troppo e' troppo)”

  1. francesco ha scritto il 25 luglio 2006 alle 10:17 am

    Più che un commento, vorrei un'informazione.
    Qualcuno sa dirmi il titolo della canzone della colonna sonora di questa serie?
    Se potete aiutarmi rispondetemi a questo indirizzo: fibra@interfree.it
    Grazie a tutti

  2. Tiziano ha scritto il 8 agosto 2006 alle 9:16 am

    Qualcuno sa dirmi il titolo della canzone della colonna sonora del telefilm "The Guardian"? Grazie.

  3. chris ha scritto il 18 agosto 2006 alle 5:43 pm

    il gruppo si chiama wallflowers………..la canzone ………….the empire on my mind

  4. PAOLAPA ha scritto il 26 agosto 2006 alle 2:56 pm

    NICK SEMBRA GUARDI LE VICENDE CHE DEVE AFFRONTARE SENZA TROPPA POSSIBILITA' DI RISOLVERLE, COMUNQUE NON PER QUESTO DAI SUOI OCCHI E DAI SUOI GESTI NON TRASPARE LA VOGLIA DI VOLER CAMBIARE LE COSE, NON C'E' L'AZIONE SPASMODICA DEI SOLITI TELEFILM AMERICANI MA SOLTANTO L'INTERVENTO NEI LIMITI DELLE PROPRIE POSSIBILITA' MENTALI E PSICOLOGICHE, CON I MILLE DUBBI CHE SIAMO SOLITI AFFRONTARE NOI STESSI NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI SULLA GIUSTEZZA DEL NOSTRO OPERARE

  5. Mirella ha scritto il 28 agosto 2006 alle 1:04 am

    Anch'io vorrei sapere il titolo della canzone della colonna sonora di questa serie. "The Guardian"
    Grazie

  6. Sara ha scritto il 29 agosto 2006 alle 3:33 pm

    E' semplicemente favoloso! Riesce a tenermi incollata alla tv perché ti cattura con le storie dei bambini (che tra l'altro fanno riflettere…) e con le storie personali dei protagonisti… si, lo trovo un telefilm molto brillante!

  7. melissa ha scritto il 4 novembre 2007 alle 8:01 pm

    questo film nn è bello e stupendo e mi sn anke comprta il dvd originale e poi l'attore ashton kutcher e troppo bello altro ke film stupidi questi sn film

  8. Claudia ha scritto il 22 marzo 2009 alle 2:35 pm

    Melissa ma stavano parlando del telefilm the guardian con simon baker non del film con kevin costner!!!!!! madò….

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