venerdì, 24 giugno 2005

Una volta avevo un amico, un gran bravo ragazzo, dedito al volontariato, che pero' amava i libri di Kuki Gallman. Un brutto difetto, mi sa, perche' io i libri di Kuki Gallman non li ho mai letti, ma a giudicare dal film I dreamed of Africa (2000), tratto da uno di loro, si deve trattare di una Karen Blixen, non dei poveri, ma dei miserabili. Non posso invocare molte scusanti per averlo visto, tranne che era una sera in cui in un certo senso non avevo nulla da fare, ma un sacco di pensieri per la testa. In questi casi cacciarsi in un cinema a vedere un film di cui non ti importa assolutamente niente puo' essere una buona soluzione. Nessuno ti rompe le balle per un paio d'ore, mentre scorrono sullo schermo delle immagini su cui puoi non concentrarti.
Ad ogni modo il film racconta la storia di Kuki (Kim Basinger), una frivola tizia di Venezia che si trasferisce al seguito del nuovo marito (Vincent Perez) in Kenya, portandosi dietro il figlio; in Kenya Kuki affronta un sacco di disgrazie (per esempio le muore il figliolo per il morso di un serpente) ma naturalmente contrae una inguaribile passione per il continente nero, per cui non se ne andrebbe mai, anche se la mamma (Eva Marie Saint) glielo consiglia caldamente. Kuki ovviamente matura e diventa una persona seria e aiuta i locali ecc.
Ora per conto mio questo film e' una stronzata micidiale (questo l'ho capito anche se non ero molto concentrata) e mi dispiace vedere una come la Saint, che ha lavorato niente meno che in North by Northwest e On the Waterfront si sia ritrovata in vecchiaia a fare ste' scemate. Quanto a Kim Basinger, si puo' se non altro dire che sia una delle italiane piu' improbabili della storia del cinema.
Io non so se questo film sia rimasto un minimo nella memoria dei suoi spettatori, cosa che non credo. Se non e' successo ed e' proprio un vero lost movie, e' meglio. Se vi ci imbattete non guardatelo. Tranne che, come me, abbiate bisogno di pensare su una serie di cose e prendere una decisione. Per me ha funzionato bene e della decisione presa ancora non mi sono pentita. Un saluto a E.







Tanto per cambiare ho distrutto insieme alla spam un commento vero. Si trattava di un commento che mi criticava per la disinvoltura con cui ho trattato le disgrazie personali di Kuki Gallman, la cui figura e' stata invece appasssionatamente difesa dall'autore del commento. Mi scuso per lo stupido errore ma non per il contenuto del post in se stesso. Sono spiacentissima per le sventure della sig.ra Gallman, ma nel momento in cui le ha trasferite in un libro (che mi spiace ancora ma non credo che leggero') ha accettato di spersonalizzarle di farle diventare una vicenda letteraria, che come tale puo' essere giudicata anche cinicamente. Ma piu' ancora I Dreamed of Africa e' un brutto film, come riconosce chi ha scritto il commento, e non e' con i detrattori che l'autrice del romanzo e i suoi amici se la devono prendere, ma ncon chi ha tanto svilito una vicenda umana dolorosa trasponendola in un'opera di scarso valore. Con il consenso peraltro di chi ha scritto il libro che suppongo abbia percepito i relativi diritti di autore.
Mi dispiace comunque di aver offeso chicchessia, anche se non mi sembra giusto sentirsi offesi.
Voglio solo rispondere a chi ha scritto i due precedenti articoli commento sul film ( titolo in italiano: SOGNANDO L'AFRICA ); Evedentemente non conoscono niente e non capiscono niente dell' africa, altrimenti penserebbero e parlerebbero in modo diverso. Ho detto tutto, chi vuol capire capisca. Saluti e siate meno volgari e prima di giudicare, leggete Ciao E.
Voglio anche aggiungere: la mia mail è reale.
Ciao E.