giovedì, 16 giugno 2005
A catena
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 9:49 pm

Riceviamo il testimone da Resto del mondo.

Libri della mia biblioteca.
Ratrace: tanti, stratificati (fisicamente) e mai piu' riordinati dal trasloco di piu' di tre anni fa. Prima erano grosso modo divisi in categorie (classici latini e greci, altra letteratura, saggi, scolastica) e in vago ordine alfabetico. Ora sono semplicemente incasinati e sparsi (spersi) dappertutto. Highlights: tanta letteratura greca antica (che in fondo sarebbe stata il mio mestiere), narrativa e poesia (soprattutto medievale e novecentesca) in maniera del tutto disorganica, per passioni e affetti di lunga e breve durata. Saggistica soprattutto di recente, da quando ho smesso di leggere letteratura: politica, reti, storia, un po' di filosofia sed pudenter et raro (quasi nulla di scienze: sono analfabeta!). Ovviamente ebraismo e dintorni in abbondanza. Un po' di teologia cristiana, residuata da un'altra vita.
Waldorf: vergognosamente pochi libri, per tanti anni ho attinto alla biblioteca dei miei genitori. Tutto quello che ho e' comunque tristemente sparso in tre case, e sono tanti libri di cinema (il mio preferito e' Billy Wilder di Helmut Karasek), diversi romanzi, un po' di libri di diritto, un sacco di guide Michelin delle regioni francesi (comprate con il ratto). Decisamente non sono una collezionista di libri, e sono dedita soprattutto al parassitaggio (tanti ne ho letti in biblioteca). Da poco ho preso a comprare un po' di libri recenti, mentre in genere preferisco i classici. Prima o poi devo decidermi a diventare più organica.
L'ultimo libro che ho comprato.
Ratrace: mi sa che ho perso il conto, pero' direi Tom Standage, Una storia del mondo in sei bicchieri, Codice, Torino 2005 (o che altro?).
Waldorf: credo Sense and sensibility in versione originale.
Il libro che sto leggendo ora.
Ratrace: sono compulsivo, frammentario, lento e distratto. Quindi in contemporanea: Ragione e Sentimento della Austen (su sollecitazione di Waldorf), Le storie dei Chassidim di Martin Buber, L'Occidente diviso di Jurgen Habermas (arenato alle ultime pagine), la suddetta Storia del mondo in sei bicchieri, One Thousand New York Buildings di Bill Harris e Jorg Brockmann (livre de chevet).
Waldorf: un thriller comprato più o meno a caso e intitolato Colpo secco di Lee Child.
Tre libri che consiglio.
Ratrace: solo tre? Ben tre? sono troppo pochi o troppi. Se proprio devo direi Le livre des questions di Edmond Jabes, l'Odissea e la Commedia [e il Libro di Giobbe (non Covatta)]. E quelli che ho lasciato fuori lista stanno gia' protestando.
Waldorf: L'eta' dell'innocenza di Edith Warton, Alla buon'ora Jeeves (Right ho, Jeeves) di P.G. Wodehouse, I tre moschettieri di A. Dumas
Cinque blogger a cui passo il testimone (perche', c'e' ancora qualcuno che non lo ha ricevuto?). Floria, perche' lei si' che parla bene di libri. Megalomaria, perche' sono curioso di vedere come le nostre letture sono andate divergendo nel tempo. Leonardo, che cosi' ci racconta le novita' editoriali del 2025. Alessio, se i suoi neuroni tornano in tempo dalla settimana corta. Il Contadino, perche' sicuramente i suoi libri sono un mondo diverso dal mio.
Waldorf: non aggiungo nessuno alla lista.
Chi vorrei essere se dovessi rinascere.
Ratrace: Otello, il mio vecchio gatto, che se ne e' andato nei primi giorni di vita di The Rat Race (il che tra l'altro assicura che il posto e' libero…).
Waldorf: Frank Capra.

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Se poi avete qualcosa che volete *davvero* comunicarci, c'e' l'indirizzo di posta del blog. Grazie.

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