giovedì, 12 maggio 2005
Ipocrisia e cortesia
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da waldorf alle 11:32 pm

Mi trovo spesso a riflettere sull'argomento ipocrisia. Istintivamente la parola ipocrisia mi fa venire in mente espempi letterari tipo, che so, il Tartufo di Molière e mi suscita reazioni di orrore. Il vocabolario Zingarelli mi da' ragione definendo l'ipocrisia come "simulazione di buoni sentimenti e intenzioni lodevoli allo scopo di ingannare qualcuno". Consimile definizione da' ad esempio anche il Grande dizionario della lingua italiana moderna della Garzanti.
Di contro c'e' chi sostiene che l'ipocrisia non sia affatto un male, ma una condizione indispensabile della sopravvivenza della societa', in quanto troppa verita' nei rapporti umani fa male. Non posso che essere d'accordo; tutti noi mentiamo ogni giorno per cortesia e quieto vivere e senza intenzioni cattive, magari anche per gentilezza, dicendo cose tipo "come ti sta bene quel vestito" anche se non lo pensiamo. Credo che si dovrebbe mantenere in ogni caso un certo tasso di civilta', per quanto i rapporti con certe persone siano cattivi, quella civilta' che ti porta a chiedere "come stai?" o a fare gli auguri in certe occasioni anche a chi non sopporti o ad intavolare una conversazione fintamente amichevole quando non e' proprio il caso di lasciar affiorare l'ostilita' o il disprezzo che si prova per qualcuno, semplicemente perche' non e' la situazione adatta.
Forse il problema e' soltanto l'uso della parola; cioe' l'ipocrisia potrebbe essere cosa buona ed accettabile se venisse intesa solo come pura finzione, etimologicamente (hypòkrisis in greco e' recitazione) depurata dallo "scopo di ingannare qualcuno". E in effetti e' questo che mi da' fastidio e non riesco ad accettare, la finzione che non si colloca nell'ambito di cortesi rapporti sociali, ma che mira a dartela a bere.
Se invece si tratta di una finzione diretta a permettere di mantenere un certo grado di civilta' l'ipocrisia e' un male necessario della nostra esistenza. E se non posso usare la parola ipocrisia per questo concetto, non so quale altra si puo' usare. C'e' qualcuno che ha un'idea migliore?

A proposito di finzione, lo so che sono sono troppo dietrologa ma mi piacerebbe sapere perche' la Prestigiacomo e Fini hanno sentito il bisogno di dare tanto rilievo a quello che poteva restare un pettegolezzo magari succoso, ma che poteva morire naturalmente. C'e' dietro un'oscura manovra o e' solo virtuosa indignazione?

5 Commenti a “Ipocrisia e cortesia”

  1. obelix ha scritto il 13 maggio 2005 alle 10:05 am

    è fatale non essere d'accordo.
    L'ipocrisia a fin di bene, secondo me, è l'ipocrisia. Quella e solo quella è la vera ipocrisia. Trovo che non sia affatto necessario simulare e dire piccole o grandi bugie per essere civili.
    Credo che il problema sia quello che si intende per "essere civili" per quanto mi riguarda essere civili comprende il rispetto delle regole della convivenza. Il rispetto delle persone e delle cose che ci circondano e trovo affatto necessario dire cose che non si pensano. Vivere nell'ipocrisia è una malattia è segno di scarsa personalità e viltà. Secondo me quella che waldorf sostiene essere una necessità è solo un vizio a cui ci si dovrebbe sottrarre.
    L'ipocrisia -proprio nella definizione "civile" che ne da waldorf – è il vero tarlo che si introduce nei rapporti con le persone.
    "il male necessario" per conservare l'esteriorità dei rapporti non è affatto necessario credo si debbano rispettare le persone anche senza condividere nulla con loro. Anzi sono convinto che l'ipocrisia necessaria sia una assoluta mancanza di rispetto verso l'oggetto del nostro essere ipocriti.
    Ammetto comunque che è difficile non essere ipocriti, ma credo che non dovremmo concederci il "lusso" di credere che sia necessario.

  2. waldorf ha scritto il 13 maggio 2005 alle 1:31 pm

    Come al solito pasticcio con i commenti, dato l'elevato tasso di spam. Comunque questo è il commento di giannitos al post (scusa gianni):
    Si potrebbe parlare di “cortese finzione", il termine ipocrisia ha assunto un significato definitivamente negativo.
    E’ chiaro che la sincerità assoluta non è possibile; direi anche che sincerità non è il contrario di ipocrisia. Insomma sono d’accordo con te, mi pare.
    A proposito di hypokrites hai letto “Il giocatore invisibile” di Pontiggia ?

  3. Angelo ha scritto il 13 maggio 2005 alle 4:39 pm

    Dico la mia, anche perche' questo post e' figlio di tante discussioni fatte tra noi.
    Quello che sostiene che l'ipocrisia sia la virtu' sociale per eccellenza sono io, in fondo. E lo dico perche' sono convinto che la sincerita' e la spontaneita', tanto osannate a parole di questi tempi, siano un pessimo modo di impostare le relazioni umane.
    Mi spiego meglio, se mi riesce. Sono convinto che molte delle cose che sentiamo e pensiamo siano difficilmente comprensibili e ancora piu' difficilmente accettabili dagli altri — e piu' importante e' la relazione, piu' e' facile essere offesi ed offendere attraverso un comportamento "spontaneo" e "sincero". Chi non si e' sentito ferire dal comportamento di qualcuno, che poi si e' giustificato dicendo "beh, io sono fatto cosi'"? E quante volte esprimendo idee e sentimenti che per noi erano assolutamente naturali ci siamo sentiti trattare come se avessimo battuto la testa e stessimo dicendo le peggiori assurdita'? o abbiamo ferito qualcuno, senza nemmeno capire perche'?
    E allora — o si continua con il carrarmato della spontaneita', facendo del male e facendoci fare del male — o si impara ad essere attenti a quello che le persone che abbiamo vicino si aspettano da noi, a non urtare i loro spigoli e a non far urtare i nostri. Io la chiamo ipocrisia. Se fossi piu' ipocrita di cosi' troverei un modo piu' elegante di dirlo: per esempio delicatezza ed attenzione per il prossimo.
    Sbagliero', ma se piu' gente si comportasse cosi', il mondo sarebbe un posto migliore in cui abitare.

  4. GIORGIO ha scritto il 2 novembre 2006 alle 11:34 am

    L' IPOCRISIA RESTA SEMPRE L' IPOCRISIA…L IPOCRISIA è FALSITA!

  5. Babbel ha scritto il 26 luglio 2007 alle 12:05 pm

    Dal greco hypokrisìa, significa fingere buoni sentimenti o virtù che non si possiedono per lo più a scopo di suscitare simpatie e consensi, il termine greco hypokrités designava gli attori i quali, per professione, fingevano sentimenti che non provavano.
    L’ipocrisia è un difetto e non va confusa con la diplomazia, l’uso di mondo o formalismo che dir si voglia che fanno parte dell’educazione e dovrebbero servire per una convivenza civile.

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