lunedì, 2 maggio 2005
Miniracconto sulle palle con la neve e la natura umana
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da waldorf alle 12:40 pm

Qualche giorno fa siamo andati in gita a Perugia, bella citta' del centro Italia di nobili tradizioni e di gentile aspetto. Confesso a mio profondo disdoro che colleziono alcuni degli oggetti più kitsch pensabili, cioè le palle con la neve che si comprano nei negozi di souvenir; in genere ne compro di tutti i posti dove vado, se ne trovo. A Perugia ne ho avvistata una in una piccola tabaccheria in una via laterale del centro e sono entrata per comprarla. Non c'era esposto il prezzo, ma pur avendo realizzato che era del tipo piu' costoso, cioe' di vetro piuttosto che di plastica, francamente non ho pensato che potesse avere un prezzo enorme.
La tabaccheria era gestita da una cortese e apparentemente simpatica vecchietta, che ci ha intrattenuto sulle qualita' dell'oggetto palla di neve da lei venduto e su altri argomenti. Sebbene avvertissi un certo campanello di allarme, ho portato avanti la transazione non curandomi di chiedere il prezzo dell'oggetto e l'ho anche pagato nonostante fosse stratosferico (mi vergogno perfino a dire quanto), perche' per carattere di fronte a queste situazioni non riesco a trattare o a dire non lo voglio piu'.
Ci sono pero' rimasta male, sentendomi truffata e ancora di piu' mi sono avvilita quando ho ripensato che la signora mi aveva chiesto se avessi visto lo stesso oggetto nel negozio di un suo collega, che si serviva dallo stesso grossista. Ripensadoci, mi sono resa conto che la signora si era voluta accertare che non ne conoscessi il prezzo praticato dall'altra tabaccheria e che questo avrebbe dovuto indurmi a maggiore attenzione. Effettivamente, la stessa palla in un diverso esercizio costava circa il 50% in meno, ed era comunque cara per gli standards della categoria.
Ora, io naturalmente mi sono data della scema per essermi fatta fregare dalla gentile vecchietta. Riflettendo sul piccolo incidente che mi e' capitato ho anche concluso che la colpa era moderatamente mia, che in fondo avevo il mio diritto di fare un acquisto cosi' trascurabile senza apprestare tante precauzioni.
Piuttosto se ci si deve guardare accuratamente le spalle nel comprare una palla con la neve in un posto civile come Perugia in una piccola tabaccheria del centro da una signora anziana con l'arietta ingenua, per l'ennesima volta si riconferma che questo mondo fa alquanto schifo. E la prossima volta che avro' a che fare con una nonnina in una qualsiasi transazione drizzero' tutte le antennine possibili..

3 Commenti a “Miniracconto sulle palle con la neve e la natura umana”

  1. io ha scritto il 2 maggio 2005 alle 5:20 pm

    Biancaneve docet.

  2. gianni ha scritto il 3 maggio 2005 alle 2:24 pm

    Però ti capisco, W.
    Anch'io sono un po' così, ho la tendenza a fidarmi delle persone, non riesco a trattare sul prezzo (oltre ad altri difetti peggiori).

  3. delio ha scritto il 16 maggio 2005 alle 4:05 pm

    credo sia lo stesso principio per cui negli aeroporti i controlli di sicurezza piu' severi li fanno ai tipi col barbone e la pelle scura E alle vecchiette.

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