Lunedì, 25 Aprile 2005

Oggi la prima pagina de La Nazione, poco illustre oramai quotidiano di Firenze, e' quella che vedete nella foto. Credo che ogni commento sia piu' o meno superfluo. Voglio solo aggiungere che mi resta incomprensibile come in un paese cosi' apparentemente baciapile ci siano tante forme di serpeggiante blasfemia, che nessuna reazione provocano nella Chiesa. La stessa Chiesa invece tanto si e' data da fare ad esempio contro L'ultima tentazione di Cristo di Scorsese, che in verita' non era un film blasfemo.
Mi chiedo poi, su un altro piano, se si puo' affermare che Schumacher ti sta sulle balle e che delle vittorie della Ferrari come minimo non ti importa niente senza incorrere nel reato di vilipendio alla Nazione, intesa nel senso di Italia; viene il sospetto che sia un comportamento considerato criminale dalla morale imperante, a vedere simili manifestazioni di fanatismo. Per il mio modo di vedere le cose ho piuttosto il sospetto che sia La Nazione, intesa nel senso di quotidiano, ad avere perpetrato un vilipendio alla religione cattolica…
Lunedì, 25 Aprile 2005
Per una singolare ma significativa coincidenza il sessantesimo anniversario della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo si celebra durante la Pasqua ebraica.
Pesach per l'ebraismo e' memoria della liberazione dalla schiavitu' d'Egitto, una schiavitu' che nel racconto biblico assume i contorni di un tentativo non solo di asservimento, ma di vero e proprio genocidio, di cancellazione dell'identita' e dell'esistenza di una nazione. Al tempo stesso, e' solo con la Pasqua, con la cruenta liberazione dall'oppressore che il popolo ebraico assume fino in fondo la propria natura e la propria identita', diventa cio' che e'.
Nella religione civile degli Italiani, prima che il clima di questi anni ne mettesse in dubbio perfino i fondamenti elementari, il 25 aprile e' stato qualcosa di molto simile: la memoria della liberazione del popolo, e nello stesso tempo il primo passo, cruento ma necessario, per la formazione di un patto civile e di una identita'. Quel che per la fede religiosa sono le Tavole della Legge, per la comunita' civile e' la Costituzione del '48. Oggi, ha ragione Scalfaro, l'uno e l'altro passaggio, la Liberazione e la Costituzione, sono sotto attacco: ma se rinunciassimo a questi, perderemmo i fondamenti della nostra coesione come popolo.
Certo, non si puo' ridurre Pesach a una occasione di riflessione sulla politica e basta. La dimensione religiosa non puo' astrarre dalla politica, ma la trascende. Tuttavia in quel nodo di liberazione e di fondazione dell'identita' di un popolo sta qualcosa di prezioso, a cui credo si debba una fedelta' assoluta.