martedì, 12 aprile 2005
Ci sono dei lost movies cosi' lost che non sono mai riuscita a vederli, nemmeno in anni di frequentazione del palinsesto di Rai Tre. Uno di questi e' un mito familiare, il western The Guns of Fort Petticoat, titolo italiano Il forte delle Amazzoni (1957). Mia madre, da sempre appassionata del genere, raccontava di aver visto nell'adolescenza questo film in cui un gruppo di donne, in assenza degli uomini impegnati nella guerra di successione, doveva imbracciare le armi per difendersi contro gli indiani. Le comandava un personaggio maschile interpretato da Audie Murphy, anche eroe della guerra di Corea, oltre che attore. La mamma aveva un ricordo preciso e piuttosto truce, cioe' la scena in cui Audie Murphy, desperatis rebus, faceva fuori lo stregone e ne esibiva il cadavere per impressionare gli indiani.
Dato che di questa pellicola era sparita ogni traccia (il Mereghetti che è tendenzialmente completo non ne parla) cominciavo a pensare che fosse una bella invenzione della fantasia della mamma, quando una decina di anni fa ne trovai menzione in un Dizionario dei film western, autore Pino Farinotti, Sugarco Edizioni, 1993. Ho scoperto tra l'altro che il regista era George Marshall, un tipo piuttosto importante, tra l'altro regista di The Sheepman (La legge del più forte, 1958), con Glenn Ford e Shirley MacLaine, altro hit di mia madre.
Nella mia vita è poi entrato Internet e quindi la possibilità di trovare altre notizie di questo mito cinematografico materno. Tra l'altro mi colpisce la somiglianza del titolo originale , meno epico di quello italiano, con Operation Petticoat (Operazione sottoveste, 1959, Blake Edwards). Doveva essere un leit motif di quegli anni.
Resta il fatto che io Il forte delle Amazzoni non l'ho visto e per il momento posso solo immaginarlo . Chissa' se qualcuno dei gentili lettori e' stato piu' fortunato. Ad ogni modo se chiudo gli occhi posso divertirmi a fantasticare su questo western a colori, magari non tanto politicamente corretto, con tante donne che sparano a più non posso da un forte di legno simile a quello giocattolo che avevo da piccola. Il manifesto danese mi pare il più adatto a questa mia visione infantile…







che invidia! di questo film non ho mai sentito parlare… :-(