mercoledì, 30 marzo 2005
Lost movie 2 – Lady in the Dark
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da waldorf alle 8:39 pm

Ginger Rogers bizzarramente vestita in severi tailleurs dirige una rivista di moda chiamata Allure. La bella sta per raggiungere l'obiettivo, lungamente perseguito, di sposare il capo, in procinto di ottenere il divorzio dalla moglie. Liza Elliott (questo e' il nome del personaggio), che sembra avere tutto, e' pero' turbata da sogni con evidente risvolto sessuale; si rivolge allora ad uno psicanalista che li decifra, aiutandola a liberare la sua sensualità prigioniera di una serie di fobie e consentendole di trovare il vero amore con l'irriverente fotografo interpretato da Ray Milland. Film diretto nel 1944 da Mitchell Leisen, ex costumista la cui carriera presenta molti aspetti interessanti (se non altro perche' in seguito ad una lite con lui Billy Wilder decise di smettere di fare solo lo sceneggiatore e di passare alla regia), Lady in the Dark (Schiave della citta') si distingue per uno sfiammeggiante techicolor, una buona dose di divertente kitsch nelle scene dei sogni e una originale Ginger Rogers poco ballerina; notevole inoltre il ruolo della psicanalisi in un film così "antico", anche se in forma un po' scolastica. Purtroppo nel realizzare il film la produzione taglio' quasi tutte le canzoni dell'originale teatrale, che come nulla erano di Ira Gershwin e Kurt Weill, lasciando solo "Jenny".
Puo' darsi che la trama sia poco femminista, come dice il Mereghetti, per la spiegazione poco lusinghiera del movente che spinge la donna a far carriera, ma almeno nel cinema americano degli anni '40 le donne in carriera c'erano, mentre in Italia tuttora le donne manager sono una percentuale insignificante…
Degno di nota infine il fatto che uno dei costumi della Rogers venne pubblicizzato come il piu' costoso mai realizzato (prezzo 35.000 dollari di allora). Leisen di costumi se ne intendeva, per i maligni piu' che di regia.

3 Commenti a “Lost movie 2 – Lady in the Dark”

  1. ava ha scritto il 31 marzo 2005 alle 3:44 pm

    piu' che di film perduti qui si parla di registi perduti o di tv perduta: ricordo infatti una bellissima retrospettiva che Vieri Razzini dedico' al regista della "notte d'amore negata" una decina di anni fa..

  2. waldorf ha scritto il 31 marzo 2005 alle 9:23 pm

    I film perduti sono spesso ma non sempre opera di registi perduti; se continuerò in questo esperimento parlerò di film di registi ancora attivi anche se non famosissimi. Difficilmente si perdono i film di registi molto studiati, anche se minori.
    La retrospettiva di Leisen è stata per me una fonte preziosa di conoscenza sul cinema che preferisco, quello americano degli anni '30 e 40, e sono grata a quel grande uomo di televisione che era (uso il passato dato che ora ha cambiato mestiere) Vieri Razzini. Sono contenta di vedere che c'è qualcuno che si ricorda ancora del suo lavoro.

  3. M3 ha scritto il 11 aprile 2005 alle 3:58 pm

    non conosco Leisen (forse dovrei) in compenso mi ricordo di Vieri Razzini e del suo ottimo lavoro in televisione…in particolare ricordo una rassegna da lui curata e commentata, Scacco alla regina, che andava in onda su rai 3 in seconda serata, negli anni 80 sulla new wave of British Cinema. Ero ancora piccola e quella rassegna mi ha aperto gli occhi su un altro mondo e un altro cinema. grazie a Razzini

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