lunedì, 21 marzo 2005
Voglio l'epidurale!
Nelle categorie: It, Quel che resta — Scritto da waldorf alle 2:21 pm

Su Repubblica del 14.3.2005 e' stato pubblicato un articolo in merito all'abuso del taglio cesareo nei reparti di maternita' in Italia. La notizia e' che in questo campo battiamo soltanto il Brasile, raggiugendosi la punta dell'88% di cesarei in Campania. Senza dubbio vi sono molte ragioni, intuibili anche dai profani, per cui il parto naturale e' meglio del cesareo, che e' sempre un'operazione chirurgica. Quello che proprio non riesco a capire e che mi fa piuttosto arrabbiare anche leggendo questo articolo, naturalmente scritto da un uomo, e' che l'argomento viene trattato senza dare nessuna importanza alla necessita' di rendere il parto naturale meno doloroso, quasi fosse un capriccio femminile volersi risparmiare se possibile i dolori del travaglio. E' certo probabile che molte donne ricorrano al cesareo con questa finalita', ma dopo esserci passata, non me la sento di liquidare il loro desiderio come una stupida velleita' di risparmiarsi una breve sofferenza procacciandosi problemi peggiori.
A quanto pare evitare di partorire nella sofferenza senza cesareo e' un risultato che non si ottiene con la respirazione che insegnano ai corsi, ma si raggiunge invece con l'anestesia epidurale.
Perche' negli ospedali italiani l'epidurale, che aiuterebbe a affrontare meglio il parto naturale, e' vista come un tabu'? Per motivi economici? Per difficolta' organizzative? E perche' c'e' una totale disnformazione sull'argomento?
Dove ho partorito io, in una maternita' della politicamente ipercorretta sanita' toscana (che peraltro assicura gratuitamente la fecondazione assistita), l'epidurale costa 750 euro e richiede preventive consultazioni con ginecologo e anestesista, che devono essere contattati con esclusivo onere e iniziativa della futura madre.
L'autore dell'articolo di Repubblica non prende in considerazione nel commentare negativamente l'eccessivo numero di cesarei praticati in Italia l'incidenza della scarsa diffusione dell'epidurale, pur considerando il frivolo desiderio delle puerpere di non soffrire per i dolori del travaglio una delle cause del massiccio ricorso al cesareo. E' in corso un bel ritorno alla Bibbia, per cui si fa capire alle donne che non voler partorire con dolore e' immorale? O e' soltanto tipica superficialita' giornalistica?

4 Commenti a “Voglio l'epidurale!”

  1. mary ha scritto il 21 marzo 2005 alle 9:05 pm

    Non voglio spezzare nemmen per sogno una lancia pro parto con dolore. Ma per l'epidurale ci vuole un anestesista dedicato reperibile sempre in ginecologia, esperto anche in anestesie spinali (nulla di scherzoso, una puntura malfatta e…) e gli ospedali risparmiano, in quanto l'anestesista è cardine di ogni intervento chirurgico: è più importante l'intervento d'urgenza o anche di routine della sofferenza delle donne…

  2. Waldorf ha scritto il 21 marzo 2005 alle 11:21 pm

    Pur da profana, sono in grado di capire anch'io che un'epidurale richiede una serie di strutture che un parto naturale "semplice" non richiede. D'altronde anche un cesareo ne richiede, anche se ha il vantaggio di essere normalmente programmabile. Inoltre credo che la medicina esista anche per alleviare il dolore e migliorare la vita, oltre che per guarire, altrimenti in cosa consiste il progresso? E quante operazioni che comportano una quantità di dolore anche minore di un parto si fanno in anestesia?

  3. mary ha scritto il 22 marzo 2005 alle 11:07 pm

    Mi chiedo, quali interventi comportano un dolore minore di quello di un parto? Nessun intervento chirurgico in anestesia è privo di dolore. Comunque pensavo anche che tanti cesarei fatti per capriccio costano alla fine più di quanto una tranquilla epidurale. E se questo tipo di anestesia si utilizzasse per tutti i cesarei (eccetto quelli d'urgenza)? In Spagna, per esempio, si usa per molti interventi addominali, come quelli che interessano la prostata, ad esempio. Non capisco nemmeno io dov'è il problema, economicamente parlando…

  4. Melanippe ha scritto il 24 aprile 2006 alle 11:45 pm

    Il problema maggiore di tutti non è tanto il costo delle anestesie, che comunque è molto alto; il problema maggiore è che in Italia ci sono *pochissimi* anestesisti. E' una specializzazione difficile, lunga, e intrapresa da troppo pochi aspiranti medici. Pochi anestesisti significa: "anche costasse meno, comunque l'epidurale non gliela possiamo fare perchè gli anesisisti che abbiamo sono pochi e sono dedicati a neurochirurgia/cardiochirurgia/etcetc e quindi dovremmo comunque programmare il parto come fosse un cesareo, quindi non si può avere l'anestesista fisso in sala parto quando serve ad es per un intervento salvavita in neurochirurgia" (spiegazione lampante di un medico cui avevo chiesto, ai tempi. Cavolina, però :-( )

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