mercoledì, 16 marzo 2005
CSI e Kubrick
Nelle categorie: Cinema e TV, Serie TV — Scritto da waldorf alle 4:33 pm

Giovedì scorso è inziata la trasmissione della quarta serie di CSI per chi non arricchisce ulteriormente Murdoch e si limita ad arricchire un po' meno il nostro presidente del consiglio. Per me è una buona notizia (il poter vedere CSI intendo), visto che è una delle mie serie preferite, anche se non certo la preferita.
Ho scoperto in questi giorni di condividere la passione per CSI con una persona inaspettata, una bambina (per la verità quasi una teen-ager, dato che ha quasi 11 anni) che ho sempre reputato dolce e mite e che, sorpresa, ama guardare una roba con morti violente di tutti i tipi, cadaveri liquefatti e altre amenità, il tutto in una atmosfera generalmente tetra, con personaggi solitari e dal senso dell'umorismo talvolta perverso. Quando ho chiesto alla mia giovane interlocutrice il perché di questo suo interesse mi ha risposto che CSI era "ganzo" o giù di lì. La cosa mi ha un po' turbato, poi mi sono resa conto che CSI come ogni altra serie poliziesca in senso lato anestetizza la cruda realtà della morte, tanto che un bambino può trovare appassionante il tutto. La banalizzazione della violenza in questo caso si spinge parecchio in avanti, dato che i cadaveri non si intravedono da lontano distesi "a facciabocconi" come direbbe Montalbano, ma ci vengono mostrati di continuo con vari orrendi particolari, spesso distesi sul tavolo dell'anatomopatologo. Ovviamente non ne sentiamo l'odore, cosa che allontanerebbe il 95% degli spettatori. Pensandoci bene, ho paura di non seguire le avventure di Grissom & c. con una coscienza tanto superiore (forse un pochino) dei suoi fan più giovani, ma credo di avere una permeabilità molto minore. Del
resto la cosa bella del telefilm non è lo splatter, ma l'indagine.
Ad ogni modo non mi piacciono le censure televisive, e credo che i bambini debbano guardare un po' di tutto, anche considerato che in racconti "innocenti" come Hansel e Gretel la strega finisce in forno. Spero però che questa propalazione a piene mani di violenza in prima serata non crei degli adulti un po' tipo Axel di Arancia Meccanica per cui la violenza è solo "ganza". Del resto il film di Kubrick, ai suoi tempi sconvolgente, a più di 30 anni di distanza, in un contesto completamente diverso, è roba da bambini.
Per fortuna alla bambina in questione non credo proprio che succederà di diventare una Axel al femminile.

2 Commenti a “CSI e Kubrick”

  1. Emanuelito ha scritto il 17 marzo 2005 alle 11:01 am

    Guarda, a me sembra che il film di Kubrik, a distanza di 30 anni, sia ancora un pugno nello stomaco ben più pesante di molti filmetti viuuulenti che vediamo tutti i giorni. Arancia Meccanica è ancora un tabù. Infatti sarà assente dai palinsesti ancora per molto molto tempo.

  2. waldorf ha scritto il 17 marzo 2005 alle 12:19 pm

    Sono d'accordo con te per quanto riguarda una visione cosciente di Arancia meccanica, per la lucidità con cui Kubrick conduce il suo discorso; è l'intelligenza non la violenza che fanno paura. E come quantità di violenza direi che in prima serata ne circola una quantità molto superiore a quella che si vede in Arancia meccanica. E dicendo che è roba da bambini volevo esprimere una considerazione tristemente ironica.

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