martedì, 8 marzo 2005
L'esercito dei grandi fratelli
Nelle categorie: Cinema e TV, Quel che resta — Scritto da waldorf alle 5:16 pm

Sono dappertutto, ormai. Ti occhieggiano dalle pagine dei rotocalchi di categoria piu' o meno infima, maramaldeggiano sul web, e soprattutto imperano in televisione. I vari reduci dai molteplici reality che fioriscono con vece assidua sui vari canali rai e mediaset, dediti ad una competizione all'ultimo sangue alla trasmissione piu' canagliesca, con l'aggiunta dei militi della De Filippi (sono reality le sue creazioni?), in schieramento compatto, capitanati dalla Lecciso, popolano ormai a quanto pare l'immaginario dell'italiano medio. Cosi' io, che tendenzialmente non guardo i reality (anche se ho seguito un paio di edizioni di Mai dire grande fratello), ma che non disdegno la lettura di qualche Novella 2000 recuperata dalla parrucchiera, oramai non conosco circa il 75% dei personaggi che affollano questo tipo di periodici. Per la verita' il restante 25% che non mi è del tutto ignoto e' fatto per la quasi totalita' di quei disperati ex famosi anni '60 e '70 che cercano di riciclarsi con i reality (vedasi Fabio Testi o Kabir Bedi).
Se poi provo a leggere un articolo che riguarda quei personaggi che mi sono totalmente ignoti, scopro che devono ritenersi rilevanti perche' prima facevano parte del pubblico stabile di una qualche tramissione della De Filippi e poi hanno partecipato al Ristorante della Clerici e cosi' via.
Ancora poi non ho ben capito chi sono esattamente i Costantino e i Daniele per cui stravedono le donne italiane secondo i sondaggi e chi li ha messi in circolazione.
E' vero che per anni in Italia numerosi personaggi sono assurti a fama grazie ad Arbore e al Maurizio Costanzo Show, che non a caso ha chiuso i battenti quando tra le altre cose il suo ideatore e conduttore si e' profondamente impermalito per l'invasione dei reality che gli contendevano l'audience. Premesso che mi hanno sempre suscitato profonda diffidenza le creature di Costanzo e tutti quelli che ti dicevano "l'ho sentito al Maurizio Costanzo Show", quasi qualsiasi fesseria ne fosse trasformata in un dogma, si trattava di un fenomeno molto meno invasivo e in genere era gente che qualcosa sapeva fare o aveva fatto.
Ora invece siamo giunti al punto che la televisione tendenzialmente non seleziona assolutamente tra la massa degli ignoti qualcuno che abbia un minimo merito che lo possa far diventare famoso, per cui si e' famosi per definizione solo perche' si finisce un quarto d'ora in tv e il matrimonio di Katia e Ascanio ha le dimensioni delle nozze del secolo.
Tutto cio' mi ricorda tanto quel profetico e geniale film di Cukor, It Should Happen To You (La ragazza del secolo) in cui la ragazza interpretata da Judy Holliday diventava famosa solo perche' aveva affittato un gigantesco spazio pubblicitario al Columbus Circle per poi scriverci sopra il suo nome, Gladys Glover…
P.S. : scopro oggi che un qualche gestore di telefonia mobile regala alle sue clienti uno strip tease di Costantino da vedersi sul proprio cellulare. No comment sul livello dell'iniziativa.

2 Commenti a “L'esercito dei grandi fratelli”

  1. Angelo ha scritto il 9 marzo 2005 alle 12:55 am

    Eh, no! Gladys Glover sara' stata pure vacua e insopportabile — ma era vacua e insopportabile in bianco e nero — e con la sceneggiatura di un film di Cukor, e con i vestiti degli anni '50. Non c'e' proprio paragone con la bruttezza dei grandi fratelli e delle grandi sorelle.

  2. Aghenor ha scritto il 9 marzo 2005 alle 2:24 pm

    Maramaldeggiano è notevole ;) Dovresti appoggiare la campagna di Mamuccari per il suo Costantino.

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