mercoledì, 2 marzo 2005
Il patto (scellerato) di Sanremo
Nelle categorie: Free Knowledge, Web — Scritto dal Ratto alle 11:12 am

Riporto qui, con qualche variante, una cosa che ho scritto per Il Secolo della Rete.

Oggi, nella cornice significativa del Festival di Sanremo, i Ministri dell'Innovazione, della Cultura e delle Comunicazioni firmeranno il "patto" relativo all'introduzione di "Linee guida per l'adozione di codici di condotta ed azioni per la diffusione dei contenuti digitali nell'era di internet". Il documento, emerso dai lavori di una commissione presieduta da Paolo Vigevano, e' stato redatto a seguito di numerose audizioni con fornitori di connettivita', operatori di telecomunicazioni, fornitori di contenuti, detentori di diritti di proprieta' intellettuale; sono state audite anche alcune associazioni di consumatori e l'Associazione Software Libero, che pero' si sono dissociate dal risultato dei lavori [sulla logica (perversa) delle audizioni, vedere questo post di Beppe Caravita].
Il documento, di cui sono circolate anticipazioni ma che non e' ancora pubblico, si e' focalizzato interamente sul contrasto della "pirateria" di materiale protetto da copyright ed e' sostanzialmente subalterno alla logica dei grandi produttori di contenuti. E' vero che viene dato atto del diritto di tutti a a prendere parte liberamente alla vita culturale della comunita', di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici: ma di questo diritto ben poca cosa rimane nel modello proposto dai tre ministri. Il testo infatti e' interamente rivolto a creare le condizioni per la nascita di "ambienti sicuri" per la fruizione e lo scambio di contenuti digitali, attraverso lo sviluppo e l'adozione di sistemi di Digital Rights Management, cioe' per i non addetti ai lavori di protezione elettronica dei contenuti. Addirittura e' evocata la possibilita' che gli internet provider debbano risolvere i contratti di connettivita' degli utenti che violino il diritto d'autore. In pratica: guerra dichiarata allo scambio dei file su internet, appena mitigata a parole da un impegno a promuovere la disponibilita' e l'utilizzo di contenuti digitali secondo modelli di pubblico dominio e licenze alternative, di cui per altro non si esaminano e non si indicano ne' le tipologie, ne' le logiche di agibilita' in un ecosistema digitale dominato dai DRM.
Vi e' dietro questo documento una visione del tutto distorta di internet come canale di distribuzione essenzialmente di tipo broadcast come la tv: da un lato i fornitori di contenuti, dall'altra la massa dei consumatori che hanno con i primi un rapporto disaggregato e verticale. Ma la rete non e' questo: e' appunto una *rete* – e prima di tutto di relazioni – dove ognuno e' nello stesso tempo fornitore e fruitore di contenuti, dove la viralita' dello scambio di informazioni e' prevalente rispetto alla logica da supermercato del consumo. Se non si capisce questo, non si capisce nulla di internet — e non si ha alcuna possibilita' di incidere sulla sua realta': al massimo se ne puo' rendere piu' scomodo lo sviluppo e piu' lenta la generalizzazione, con dei bei risultati nella lotta al ritardo digitale che affligge l'Italia.
Non sorprende, ma preoccupa che tre ministri e il meglio dell'industria culturale italiana non abbiano saputo partorire che questo provvedimento inefficace nei fatti e potenzialmente liberticida nei principi, anziche' avere il coraggio necessario di affrontare una volta per tutte la questione di come rivedere la protezione della proprieta' intellettuale nell'epoca della rete, esplorando realmente modelli alternativi di remunerazione degli autori (e di disintermediazione reale rispetto alle catene del valore).
Poco male, in fondo: anche queste linee guida saranno spazzate via dai comportamenti sociali nella rete, cosi' come le norme largamente inapplicate e inapplicabili del Decreto Urbani. D'altronde siamo a Sanremo: sono solo canzonette.

Aggiornamento: tutta la documentazione adesso e' qui.

2 Commenti a “Il patto (scellerato) di Sanremo”

  1. Giovy ha scritto il 3 marzo 2005 alle 11:00 am

    Ehm… volevo informarti che stamattina ho scritto questo post (http://www.giovy.it/blog_comment.asp?bi=429) e solo dopo averlo aggregato sul Filter mi sono reso conto che ne avevi scritto uno tu, sullo stesso argomento, e con praticamente lo stesso titolo… :D
    Evidentemente l'aggettivo "scellerato" è quello che meglio si presta a quell'indegna operazione perpetrata a Sanremo. ;-)
    Fortuna che l'abbiamo "visto" sotto due aspetti diversi… :P
    Ciao.

  2. Giovy’s Blog»Blog Archive » Patti scellerati: il “Patto di Sanremo” ha scritto il 11 novembre 2005 alle 12:35 pm

    [...] Aggiornamento ore 11.00: Dopo averlo aggregato sul Journal, mi sono reso conto che ieri The Rat Race ha scritto un articolo sullo sullo stesso tema e con praticamente lo stesso titolo. Ovviamente non l'avevo ancora visto, e dopo averlo letto vi consiglio di fare altrettanto (se siete interessati all'argomento, ovviamente), perchè affronta lo stesso problema da un diverso ed interessante punto di vista. • • • [...]

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