sabato, 26 febbraio 2005
Che bambole! Ovvero tempi duri per la Barbie
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da waldorf alle 8:23 pm

Da un articolo di Repubblica del 26.11.2004: "i numeri che raccontano il mercato sono proiettili per la Mattel: se il marchio Barbie (cioe', oltre alla bambola, accessori vari, dalle magliette ai vestiti ai quaderni) ha generato 3.6 miliardi di dollari quest'anno, le vendite della bionda di plastica sono in costante calo da ben sette trimestri. Le Bratz, altro che crisi: in tutto il mondo hanno venduto, senza aiuto di gadget, per 2.5 miliardi di dollari".
L'esistenza e l'inarrestabile ascesa delle burine bambole Bratz e' probabilmente un fenomeno che sara' stato notato anche da chi non ha abitualmente a che fare con bambine, figlie, nipoti o quant'altro. A me personalmente il sorpasso sulla Barbie o comunque l'agguerrita concorrenza delle Bratz nei confronti dell'ormai proverbiale bambola Mattel (chi nella vita non ha mai detto di qualcuna un po' spregiativamente "e' una Barbie"?) sembra uno dei tanti segni del cambiamento dei tempi.
Ora si discute del carattere diseducativo delle Bratz come ai miei tempi si dissertava di quello delle Barbie, con il loro mondo lussuoso pieno di aggeggi di ogni tipo, killer dei bilanci familiari (io però adoravo la mia casa di Barbie a tre piani!).
Rispetto alla mia infanzia la Barbie è diventata un prodotto molto più economico (il prezzo base e' sui quattro euro) e francamente trovo molto piu' stronze certe bambole politicamente corrette perche' di pezza, tipo le My Doll, che costano un accidente, al punto che un loro paio di scarpe tra un po' ha quotazioni da calzature da bambino (mi sa che un loro guardaroba medio costa piu' del mio…). Tutto questo per dire che ormai l'offensivita' della Barbie e' ridotta su tutti i piani, anche perche' pure cambiando look e cercando di inseguire le Bratz, come sta facendo, identifica tutta una serie di valori anche estetici ormai superati.
Intanto sociologi, psicologi, pedagogisti ecc. stanno li' ad interrogarsi sulle Bratz: fanno male, fanno niente, fanno cosi' cosi'? In particolare pero' mi ha colpito il parere dell'immancabile e insopportabile Crepet che ho letto sul settimanale Oggi (che non comprerei mai ma leggo in casa di mia madre), che tra l'altro ha dichiarato: "il problema non sono le bambole, ne' le bambine che ci giocano. Piuttosto mi preoccupano le loro mamme simil-Bratz, quelle quarantenni dall'addome sempre in vista che riempono le figlie di Bratz-doll cui vorrebbero assomigliare. Il problema e' rincondurre all'eta' adulta queste adolescenti recidive che accompagnano a scuola figlie, con cui scambiano i jeans e non si rassegnano all'idea di indossare, per esempio, un sobrio tailleur".
Crepet, ripeto, e' intollerabile e anche in questo caso superficiale. Pero' mi sa che il successo delle Bratz, tra l'altro bruttissime, con quel capone sproporzionato rispetto al corpo, e' spiegabile in un mondo in cui, come mi capita spesso di pensare, non ci sono piu' le mamme di una volta, nel bene e nel male.

4 Commenti a “Che bambole! Ovvero tempi duri per la Barbie”

  1. Rebecca ha scritto il 27 febbraio 2005 alle 10:34 am

    una cosa è certa: le bratz sono orrende. Sembrano degli alieni brutti caduti da un pianeta in cui c'è appena stato un disastro atomico.

  2. Lauxetta ha scritto il 27 febbraio 2005 alle 11:29 am

    Le Braz sono orrende, ma sono la moda del momento, nel bene e nel male. Le Barbie hanno indubbiamente più classe nonostante sappiano di totale artificialità. Non vorrei quindi nè una mamma come una Barbie nè una figlia come una Braz ! :)

  3. Walter ha scritto il 18 maggio 2005 alle 9:31 pm

    IO STO DISPERATAMETNE CERCANDO QUELLA CASA DELLA BARBIE A 3 PIANI!S EL'HAI ANCORA TE LA COMPRO!STO PARLANDO SU LSERIO!FAMMI SAPERE: SCRIVIMI ALL'EMAIL edmungio@hotmail.com

  4. RiotCice ha scritto il 7 ottobre 2005 alle 8:13 pm

    Le LivingDeadDolls sono bwellissime *o* chu!

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