giovedì, 24 febbraio 2005
Francamente, io sono contento che non si sia fatto l'accordo con i Radicali. Su troppe cose, per quanto possano aver stemperato le loro posizioni in una fase di trattativa, hanno una visione della politica incompatibile con il centrosinistra (per una volta, Berlusconi ha ragione). E imbarcarli purchessia mi pare che sarebbe stata una pessima idea.
Cio' non toglie che far naufragare l'intesa sulla questione del referendum contro la legge sulla fecondazione assisitita mi pare un'altrettanto pessima idea — intrisa di riflessi neoclericali che non fanno certamente onore al mio partito.







I radicali? Io li avrei voluti. E che diamine intendi per "visione della politica"?????
Visione politica: i radicali concepiscono la liberta' in modo molto americano — come liberta' "to be left alone", come primato dell'individuo. Il loro libertarismo di conseguenza finisce per assomigliare spesso a una sorta di darwinismo sociale: pensa alle posizioni assunte in merito allo statuto dei lavoratori.
Il centrosinistra italiano, con tutte le sue differenze, e' accomunato almeno da una visione solidaristica, sociale, che risale tanto alla matrice cattolica, quanto a quella socialista — ma perfino alle espressioni migliori (non molte in verita' a parte Gobetti) del liberalismo italiano.
In questo contesto, la visione radicale, per quanto rispettabile, mi pare un corpo estraneo: e da fautore del bipolarismo, sono convinto che le due coalizioni dovrebbero, nel tempo e dopo che ci saremo liberati di Berlusconi, coagularsi intorno a linee di tendenza condivise. Un'area solidarista che compete con un'area liberista avrebe senso: e i radicali non starebbero certo nell'area solidarista.
angelo, sinceramente non capisco bene i tuoi dubbi. i riflessi neoclericali non fanno certo onore al tuo partito, vero; ma non mi sembra che questi riflessi siano una deriva presa recentemente. mi sembra che (frange eterodosse a parte, tipo realacci), il (neo?)clericalismo sia una delle basi fondanti della margherita. è loro diritto averle, è diritto dell'elettore votare per qualcun altro – purché sia all'interno del centrosinistra. sbaglio?
Il fatto e' che la Margherita — come i Democratici prima — e' partita con altri riferimenti e altre ambizioni: non quelle di rifare una DC di sinistra, ma proprio quelle di superare la logica del "partito cattolico". La nascita stessa della Margherita, come aggregazione plurale, aveva questo senso e questo valore. Il guaio e' poi che in gran parte quell'ispirazione si e' persa per la strada — sostituita da una deriva neo-cattolica, che non era certamente "una delle basi fondanti". E nota bene che vi e' molto disagio perfino in settori cattolici del mio partito, per i quali la laicita' della politica e' comunque un valore.
Dopo di che, certo che gli elettori hanno il pieno diritto di votare altrove. Il mio e' pero' un punto di vista diverso: quello di un militante, che non crede opportuno cambiar partito ogni volta che le cose non vanno bene. Anche perche' sono convinto che i partiti del centrosinistra, cosi' come si sono strutturati, debbano essere superati, per lo meno nella Federazione, possibilmente in quella grande aggregazione di cui parlavo due commenti piu' su. Nel frattempo, e' bene che ognuno resti a lavorare per quell'obiettivo nel partito che ha.