lunedì, 28 febbraio 2005
I'm younger than that now
Nelle categorie: Cinema e TV, Quel che resta — Scritto da waldorf alle 9:45 pm

Il grande Clint ce l'ha fatta ancora una volta, e nonostante la passione che ogni cinefilo non può non nutrire per Scorsese c'è da esserne contenti.
E nel giorno della morte di un grande vecchio come Luzi, che ha fatto e visto tante cose e si deve essere in fondo divertito negli ultimi mesi della sua vita, le parole di Eastwood, che dichiara di sentirsi come un bambino con tante cose ancora da fare, ti riconciliano con l'idea di invecchiare.


lunedì, 28 febbraio 2005
Mario Luzi (1914-2005)
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 2:17 pm


domenica, 27 febbraio 2005
Miss Padania: l'altra faccia di Borghezio
Nelle categorie: Umori e malumori — Scritto da waldorf alle 9:54 pm

L'altra sera in tv (addirittura su Rete 4 hanno avuto il coraggio di trasmetterla) c'era la finale di Miss Padania. In questo periodo di relativa calma mi lascio prendere dalle curiosità più oscene, così ne ho guardato un pezzo. Lo spettacolo era ancora più deprimente del previsto: le concorrenti francamente poco attraenti tranne pochissime eccezioni non di particolare rilievo, i presentatori squalliducci nonostante il davanzale da calendario della Foliero che piace tanto ad un mio amico avvocato, nella sfilata si vedevano i vestiti più brutti mai concepiti, i numeri di contorno risultavano tristissimi con i Camaleonti e una compagnia che recitava in lombardo a livello inferiore rispetto a quelle che fanno commedie in vernacolo nelle parrocchie toscane, e per finire in platea c'era Calderoli.
Mi si può dire che me lo sono meritato, che me lo dovevo aspettare. Ma se penso che tutto questo rappresenta fedelmente il livello morale e spirituale della nostra classe di governo, mi pare che il mio sconforto per aver visto Miss Padania non sia che piccola cosa di fronte allo sconforto generale. Comunque cercherò di risparmiarmi ogni ulteriore curiosità oziosa per il futuro…


domenica, 27 febbraio 2005
La neve dei pendolari
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro — Scritto dal Ratto alle 9:46 pm

Il resto e' su Flickr.


domenica, 27 febbraio 2005
Da leggere
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 7:14 pm

Questi due articoli di Ha'aretz dicono tutto quel che c'e' da dire.


sabato, 26 febbraio 2005
Non si puo' tornare indietro
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 10:35 pm

L'attentatore di Tel Aviv ha dichiarato, nel video che ha lasciato come testamento, che il suo intento era di danneggiare l'Autorita' Palestinese, asservita agli interessi americani. Anche per questo Israele dovrebbe se mai accelerare le trattative con l'ANP e fare concessioni sostanziali, che diano all'opinione pubblica palestinese la sensazione concreta che il cessate il fuoco sta portando risultati positivi e che vale la pena di proteggerlo e di difenderlo. Percio' le prime reazioni israeliane, per quanto moderate rispetto agli standard degli ultimi anni, vanno nella direzione sbagliata: rinviare il passaggio sotto il controllo dell'ANP delle citta' del West Bank e impedire ai rappresentanti della Jihad di partecipare ai colloqui del Cairo sul cessate il fuoco sono misure che rendono ancora piu' fragile il tentativo di stabilizzazione che coraggiosamente la nuova dirigenza palestinese sta facendo.
Abu Abbas ha un cammino stretto davanti a se': non puo' diventare il capo di un regime collaborazionista e non puo' rompere con movimenti come Hamas e la Jihad che rappresentano una parte significativa della sua popolazione; al tempo stesso deve fare in modo da consolidare la tregua per ottenere l'apertura di una vera trattativa con Israele. Sharon dovrebbe capire facilmente, visto che ha lo stesso problema: deve imporre il ritiro da un primo contingente di insediamenti, ma non puo' permettersi di entrare in rotta di collisione frontale con l'intero movimento dei coloni.
In questa situazione, sarebbe un errore catastrofico indebolire Abu Abbas congelando i primi passi di un processo di pace cosi' fragile. La sicurezza e la pace si trovano soltanto correndo in avanti, non fermandosi o peggio tornando indietro.

Qui un'analisi interessante sulle possibili mosse di Israele nei prossimi giorni.

Aggiornamento del 27 febbraio: pare che la risposta del governo israeliano si stia incamminando verso il riflesso pavloviano del blocco di qualsiasi progresso e della richiesta di smantellare le organizzazioni terroriste prima di qualunque concessione ai Palestinesi. Stanno ammazzando in culla questa piccola speranza di pace.


sabato, 26 febbraio 2005
Che bambole! Ovvero tempi duri per la Barbie
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da waldorf alle 8:23 pm

Da un articolo di Repubblica del 26.11.2004: "i numeri che raccontano il mercato sono proiettili per la Mattel: se il marchio Barbie (cioe', oltre alla bambola, accessori vari, dalle magliette ai vestiti ai quaderni) ha generato 3.6 miliardi di dollari quest'anno, le vendite della bionda di plastica sono in costante calo da ben sette trimestri. Le Bratz, altro che crisi: in tutto il mondo hanno venduto, senza aiuto di gadget, per 2.5 miliardi di dollari".
L'esistenza e l'inarrestabile ascesa delle burine bambole Bratz e' probabilmente un fenomeno che sara' stato notato anche da chi non ha abitualmente a che fare con bambine, figlie, nipoti o quant'altro. A me personalmente il sorpasso sulla Barbie o comunque l'agguerrita concorrenza delle Bratz nei confronti dell'ormai proverbiale bambola Mattel (chi nella vita non ha mai detto di qualcuna un po' spregiativamente "e' una Barbie"?) sembra uno dei tanti segni del cambiamento dei tempi.
Ora si discute del carattere diseducativo delle Bratz come ai miei tempi si dissertava di quello delle Barbie, con il loro mondo lussuoso pieno di aggeggi di ogni tipo, killer dei bilanci familiari (io però adoravo la mia casa di Barbie a tre piani!).
Rispetto alla mia infanzia la Barbie è diventata un prodotto molto più economico (il prezzo base e' sui quattro euro) e francamente trovo molto piu' stronze certe bambole politicamente corrette perche' di pezza, tipo le My Doll, che costano un accidente, al punto che un loro paio di scarpe tra un po' ha quotazioni da calzature da bambino (mi sa che un loro guardaroba medio costa piu' del mio…). Tutto questo per dire che ormai l'offensivita' della Barbie e' ridotta su tutti i piani, anche perche' pure cambiando look e cercando di inseguire le Bratz, come sta facendo, identifica tutta una serie di valori anche estetici ormai superati.
Intanto sociologi, psicologi, pedagogisti ecc. stanno li' ad interrogarsi sulle Bratz: fanno male, fanno niente, fanno cosi' cosi'? In particolare pero' mi ha colpito il parere dell'immancabile e insopportabile Crepet che ho letto sul settimanale Oggi (che non comprerei mai ma leggo in casa di mia madre), che tra l'altro ha dichiarato: "il problema non sono le bambole, ne' le bambine che ci giocano. Piuttosto mi preoccupano le loro mamme simil-Bratz, quelle quarantenni dall'addome sempre in vista che riempono le figlie di Bratz-doll cui vorrebbero assomigliare. Il problema e' rincondurre all'eta' adulta queste adolescenti recidive che accompagnano a scuola figlie, con cui scambiano i jeans e non si rassegnano all'idea di indossare, per esempio, un sobrio tailleur".
Crepet, ripeto, e' intollerabile e anche in questo caso superficiale. Pero' mi sa che il successo delle Bratz, tra l'altro bruttissime, con quel capone sproporzionato rispetto al corpo, e' spiegabile in un mondo in cui, come mi capita spesso di pensare, non ci sono piu' le mamme di una volta, nel bene e nel male.


venerdì, 25 febbraio 2005
Nervi saldi
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 11:11 pm

C'e' stato un attentato suicida a Tel Aviv circa mezz'ora fa. Non e' ancora chiaro se ci sono morti. Ha'aretz parla di almeno venti feriti.
Era evidente che sarebbe successo. E' altrettanto evidente che ci saranno pressioni fortissime per bloccare qualunque progresso nella trattativa con i Palestinesi. Sarebbe una catastrofe cedere alla tentazione. Israele puo' trovare sicurezza soltanto nella pace.

Aggiornamento: ci sono alcuni morti, ancora non si sa quanti. L'attentato sembra essere stato rivendicato dalla Jihad islamica.

Ulteriore aggiornamento: i morti accertati sono quattro. E le reazioni israeliane, per quanto ancora solo verbali, fanno temere che il riflesso condizionato di rispondere con la violenza alla violenza possa prendere il sopravvento. Non si potrebbe fare un regalo migliore ai terroristi.


giovedì, 24 febbraio 2005
Per le ragioni sbagliate
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 12:03 pm

Francamente, io sono contento che non si sia fatto l'accordo con i Radicali. Su troppe cose, per quanto possano aver stemperato le loro posizioni in una fase di trattativa, hanno una visione della politica incompatibile con il centrosinistra (per una volta, Berlusconi ha ragione). E imbarcarli purchessia mi pare che sarebbe stata una pessima idea.
Cio' non toglie che far naufragare l'intesa sulla questione del referendum contro la legge sulla fecondazione assisitita mi pare un'altrettanto pessima idea — intrisa di riflessi neoclericali che non fanno certamente onore al mio partito.


mercoledì, 23 febbraio 2005
Senza offesa a La Corazzata Potemkin
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto da waldorf alle 10:20 pm

Dopo aver ceduto alla colpevole tentazione di leggere (per fortuna solo in edizione ultra economica) uno dei piu' grandi best-sellers degli ultimi anni, The Da Vinci Code, ne ho tratto l'impressione che non sia altro che un Eco in salsa americana, con prosa di livello intermedio tra una guida turistica e un romanzo Harmony, una trama gialla ridicola, che affastella un'incredibile accozzaglia di paccottiglia medieval-mistico-complottistica, in cui si muovono a disagio personaggi inesistenti e piuttosto tonti. Ho trovato poi particolarmente irritante che l'idiota protagonista Sophie bandisca il nonno dalla sua esistenza per averlo scoperto a fare una cosa terribile, risultando dopo 400 pagine che l'aveva semplicemente beccato a far sesso in maschera in un'orgia di stampo esoterico tipo quella che si vede in Eyes Wide Shut. L'unica cosa simpatica del libro e' che l'Opus Dei ci fa una pessima figura.
C'è qualcun altro che pensa che Il Codice Da Vinci sia una boiata pazzesca o sono proprio una solitaria voce brontolona? (non mi offendo, mi capita spesso…).


mercoledì, 23 febbraio 2005
Neve
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro — Scritto dal Ratto alle 3:41 pm


Stamattina, in Valdarno, veniva giu' cosi'.


martedì, 22 febbraio 2005
Terra
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro — Scritto dal Ratto alle 11:03 pm


Nel Basso Monferrato, qualche giorno fa.


domenica, 20 febbraio 2005
Smemoratezza e identita'
Nelle categorie: Laicita'/Religione, Ma vaffanculo! — Scritto dal Ratto alle 11:57 pm

In ritardo, ma non posso fare a meno di segnalare:

Papa Wojtyla paragona le leggi abortive di molti stati al nazismo, la piaga dell'aborto a un nuovo Olocausto. Per Giovanni Paolo II entrambi i fenomeni nascono da governi in conflitto con "la legge di Dio". E' quanto scrive nel suo nuovo libro "Memoria e Identita'. Conversazioni a cavallo dei millenni", che in Italia sta per uscire la prossima settimana.

Fonte: Agenzia Giornalistica Italia – Oggi in Italia.


domenica, 20 febbraio 2005
Segna-post
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 11:50 pm

Sto correndo dietro a un po' di scadenze pressanti, percio' non posso scrivere come vorrei. Appunto qui cose da approfondire e su cui non ho avuto modo di riflettere abbastanza.
Il governo israeliano ha preso oggi due decisioni importanti: la prima e' (ovviamente) l'approvazione del piano di disimpegno da Gaza. La seconda e' l'approvazione di un nuovo tracciato del muro: corre piu' vicino alla Linea Verde, ma tuttora pone sul lato "israeliano" circa il 7% del West Bank e circa diecimila Palestinesi, insieme agli insediamenti di Maaleh Adumim (Gerusalemme Est) e del blocco di Etzion (per un orientamento generale, consultate, al solito, le mappe del FMEP; non ho ancora trovato una carta del nuovo tracciato proposto per la barriera, quindi le informazioni che riferisco sono sommarie). C'e' un'ovvia correlazione tra le due questioni in termini di politica interna: l'ok alla ripresa della costruzione del muro fa da contropartita, presso una parte significativa della destra, al disimpegno da Gaza. E' un modo di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte da parte di un governo che rimane sostanzialmente appeso a un filo e sotto la minaccia di una ribellione dei coloni e dei loro sostenitori. D'altro canto, il muro di per se' e' sempre stato, per l'annessione di fatto di terre palestinesi che comporta anche nel nuovo tracciato, un serio ostacolo al dialogo e alla soluzione del conflitto: lo ha ripetuto ancora stasera (e con ragione) l'ipermoderato Saeb Erekat; lo diceva con ottimi argomenti qualche giorno fa anche Daniel Seideman su Ha'aretz. Se solo i fragili equilibri di potere a Gerusalemme Ovest lo permettessero, fermare il muro dovrebbe essere il primo passo di Israele per costruire fiducia.


sabato, 19 febbraio 2005
Dai produttori di Internet Exploder
Nelle categorie: Web — Scritto dal Ratto alle 7:54 pm

Scopro dal blog di Anna Masera (La Stampa), che per Microsoft Map Point il modo piu' veloce di andare da Haugesund (Norvegia) a Trondheim (Norvegia) e' questo:

Quelli di ViaMichelin sono molto meno fantasiosi…


sabato, 19 febbraio 2005
Liberiamo la pace
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra — Scritto dal Ratto alle 12:59 pm

Per Giuliana Sgrena

The Rat Race non ci sara' — ma avrebbe voluto esserci. Quindi partecipa cosi'.


venerdì, 18 febbraio 2005
Due (piccole) buone notizie
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 2:55 am

Nel nuovo clima instaurato dopo Sharm, Israele ha finalmente deciso di permettere il rientro nel West Bank di un primo gruppo di esiliati palestinesi e soprattutto di porre fine alle demolizioni di case nei Territori.
Non e' molto — e sono misure che rimediano solo in parte e tardi agli errori etici e politici commessi da Israele negli anni dell'Intifada — errori che derivano da due illusioni devastanti: quella di poter vincere lo scontro con la forza e quella di poter allargare i propri confini al di la' della Linea Verde. Non e' molto — ma e' un altro piccolo segnale di cambiamento — altri elementi che rafforzano la possibilita' di arrivare a quella pace dignitosamente insoddisfacente per tutti di cui parlavo qualche giorno fa.

Sono debitore di alcune risposte a Lia — semplicemente non ho la concentrazione e il tempo di scriverle decentemente: ma ci tornero' sopra la settimana prossima — appena avro' respiro.


venerdì, 18 febbraio 2005
Sinceramente,
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra — Scritto dal Ratto alle 2:37 am

io dubito che le parole di Giuliana Sgrena, dettate dal (comprensibile) terrore, siano un testo che lei — da giornalista libera — vorrebbe veder pubblicato. Dubito anche che metterle online su un sitino da quaranta accessi come The Rat Race possa fare la benche' minima differenza.
Pero' le foto che ha scattato, il suo lavoro, la sua testimonianza a favore del popolo iracheno "liberato" — quelle si' che meritano il link — con la speranza che aiutino lei ad essere liberata davvero.


mercoledì, 16 febbraio 2005
Divertente
Nelle categorie: Quel che resta — Scritto dal Ratto alle 2:58 pm

.frigidaire contest.

Via Vesnuccia.


martedì, 15 febbraio 2005
Guardare gli alberi o la foresta?
Nelle categorie: Li' (e pure qui) c'e' la guerra, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 10:51 pm

Sulla missione italiana in Iraq c'e' nel mio partito e piu' in generale nell'Ulivo una bella maretta. Gli argomenti di chi voleva l'astensione sono — semplificando un po': in Iraq con le elezioni e' cambiato qualcosa, si stanno facendo passi verso il ritorno della sovranita' popolare, perche' continuare a comportarci come se nulla fosse cambiato? I sostenitori del no invece sottolineano la sostanziale illegittimita' dell'intervento armato in Iraq, illegittimita' che non solo non e' venuta meno, ma anzi si e' man mano rivelata in tutta la sua gravita' (le torture, l'incapacita' di ristabilire condizioni minime di vivibilita' civile e democratica da parte dell'occupante, l'infondatezza del casus belli ecc.).
A voler ragionare – anzi che giocare alla polemica – c'e' del vero nell'una e nell'altra posizione. La prima vede le cose che stanno cambiando, i miglioramenti della situazione. La seconda ci ricorda che, miglioramenti o no, l'intero intervento militare e' ab origine inaccettabile e nulla puo' sanare il vizio di nascita. E' il vecchio dilemma tra un approccio analitico ed uno olistico, tra chi vede i singoli alberi e chi considera la foresta nel suo insieme. L'uno e l'altro perdono di vista qualcosa.
A conti fatti, a me pare tuttora piu' sana la seconda posizione, quella maggioritariamente espressa dai nostri parlamentari e ribadita da Prodi. Perche' nel nostro caso e' vero che qualche albero sta rimettendo le gemme — ma per arrivare a questo abbiamo distrutto l'intera foresta.


lunedì, 14 febbraio 2005
Superior stabat lupus
Nelle categorie: Ma vaffanculo! — Scritto dal Ratto alle 9:13 pm

Berlusconi, sull'eventualita' di un confronto con la sinistra: "Ma non è assolutamente possibile incontrarsi con persone che ti hanno denigrato, oltraggiato e calunniato. Prima mi devono chiedere scusa".

Per altro, a me personalmente farebbe un po' schifo dover incontrare uno come Berlusconi. Anche se prima avesse chiesto scusa a tutti coloro che ha denigrato, oltraggiato e calunniato.


domenica, 13 febbraio 2005
Riforma istituzionale
Nelle categorie: Ma vaffanculo! — Scritto dal Ratto alle 10:50 pm

Il ministro delle riforme istituzionali Calderoli, parlando dei magistrati: "In nome del popolo padano, condanno a ritornare sui banchi di scuola chi conosce i codici e i codicilli ma non conosce cos'è il buonsenso".

Art. 101 c. 2 Cost.: "I giudici sono soggetti soltanto alla legge."

Evidentemente Calderoli ha attuato la sua personale riforma, decidendo che i giudici debbano conformare la loro opera a qualcosa di diverso che "i codici e i codicilli". Se ci fosse qualche speranza che impari, bisognerebbe rimandare lui sui banchi di scuola. Ma non c'e' da illudersi.


venerdì, 11 febbraio 2005
Il giorno dell'amnesia
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 11:02 am

Ieri in aula al Senato e' iniziata la discussione sul disegno di legge S. 2244 che prevede il "Riconoscimento della qualifica di militari belligeranti a quanti prestarono servizio militare dal 1943 al 1945 nell' esercito della Repubblica sociale italiana (RSI)". In termini semplici equipara i combattenti repubblichini a soldati italiani a tutti gli effetti.
Questo riconoscimento, che si pone nella solita, intollerabile ottica per cui la guerra di liberazione fu guerra civile in cui non c'era una parte giusta ed una sbagliata, dalla Repubblica non deve venire. Al di la' delle circostanze che possono attenuare la responsabilita' individuale di questo o quel combattente di Salo', non si puo' dimenticare che la RSI e i suoi "militari" furono alacri collaboratori degli occupanti tedeschi, sia nella lotta contro il legittimo governo italiano, sia nella repressione dell'insurrezione popolare, sia e soprattutto nella deportazione e nello sterminio dei cittadini italiani di religione ebraica. Nessuna legittimazione, nessun riconoscimento — tanto meno collettivo — deve essere dato dallo Stato: sarebbe un insulto alle vittime del fascismo.
E sarebbe ora che AN e questa maggioranza parlamentare scegliessero una volta per tutte: il loro posto e' a Yad Vashem a dichiarare che il fascismo fu il male assoluto o ad Auschwitz nel giorno della memoria, oppure insieme ai teorizzatori dell'amnesia storica e a coloro che vogliono la riabilitazione dei carnefici nazisti e dei loro volonterosi collaboratori repubblichini? Non si puo' stare di qua e di la'.

L'ANPI ha diffuso un appello contro questo infame disegno di legge. Io lo ho firmato. Dovreste farlo anche voi.

P. S. Frugando negli atti parlamentari, ho scoperto che questo disegno di legge sostituisce il 716, ancora peggiore in quanto prevedeva anche riconoscimenti economici e il divieto di qualunque "trattamento discriminatorio rispetto a quello attribuito ai combattenti e reduci dell’Esercito italiano". Evidentemente si sono vergognati. Ma non abbastanza.


giovedì, 10 febbraio 2005
Autopromozione
Nelle categorie: Free Knowledge, Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 8:20 am

Per una volta, parlo di lavoro sul blog — e faccio pubblicita' a questo incontro:

Software libero: una chiave per lo sviluppo

Pisa, 11 febbraio 2005 h. 17.30
c/o ex-Stazione Leopolda

Introduzione e Conclusioni:
On. Ermete Realacci, parlamentare dell'Ulivo eletto a Pisa

L'ICT ed il software libero
Paolo Zocchi, Osservatorio Nazionale ITC di D.L. – La Margherita

"Saperi aperti e liberi"
Paolo Mascellani, gruppo di lavoro ICT di D.L. – La Margherita di Pisa

Tavola rotonda con:
Angelo Buongiovanni, Rete Telematica Regionale Toscana
Nicola Landucci, Provincia di Pisa
Bianca Storchi, Comune di Pisa
Paolo Bizzarri, Unimatica Pisa
Alessandro Rubini, Free Software Foundation Europe
Antonio Messina, Gruppo Utenti Linux Pisa


martedì, 8 febbraio 2005
Il momento del coraggio
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni — Scritto dal Ratto alle 10:22 pm

Troppe volte abbiamo gioito ad annunci simili per non essere piu' che altro cauti e preoccupati. Ma vedere Ariel Sharon e Mahmoud Abbas dichiarare la cessazione degli atti di ostilita' reciproci tra Israele e ANP e' una cosa che non puo' che essere salutata con gioia.
Certo, e' un inizio fragile e pieno di trappole. Certo, Israele ha concesso pochissimo e manda segnali del tutto contradditori con la volonta' di pace espressa a Sharm-el-Sheikh (e' di oggi l'autorizzazione della Corte Suprema a riprendere la costruzione del muro nella regione di Gerusalemme). Certo, la rappresentativita' reale di Abbas e' tutta da verificare — e non e' un bel segnale che Hamas si sia dichiarata "svincolata" dagli impegni assunti dall'ANP.
Ma un'altra opportunita' e' stata costruita. Tocca soprattutto a Israele metterla a frutto. E Israele puo' farlo in un solo modo: dando un seguito veloce e concreto alle parole di pace pronunciate oggi. Affrontando con coraggio e determinazione la questione dei prigionieri palestinesi, che debbono essere rilasciati anche laddove "abbiano le mani sporche di sangue" (spettera' all'ANP impedire che ritornino a colpire). Bloccando l'espansione territoriale degli insediamenti da subito, a partire da Gerusalemme Est. Dando seguito velocemente al ritiro da Gaza e dalla Cisgiordania settentrionale in forme coordinate con l'ANP e facendo di questo ritiro il primo passo di un percorso concordato verso la nascita dello stato palestinese. E soprattutto avendo il coraggio terribile di non ricadere nella spirale della rappresaglia quando i nemici della pace colpiranno con il prossimo attentato. Perche' colpiranno, c'e' solo da chiedersi quando e dove. E se Israele rispondera' alla cieca, bloccando il processo di pace, allora tutto sara' stato un fuoco di paglia. Piu' dannoso che inutile, perche' l'area non si puo' permettere un'altra disillusione.
Certo, e' chiedere una fermezza ed un coraggio disumani ad Israele. Ma se Israele sapra' guardare lontano, vedra' che soltanto questo coraggio potra' portare alla fine del conflitto.

Inutile dire che non sono d'accordo con questo post di Haramlik. Non sono d'accordo perche' ritengo che da Sharm parta un'opportunita' di pace. Fragile, contradditoria, forse perfino ingiusta: ma imperdibile. E perche' continuo a pensare che "due popoli due stati" non sia uno slogan insensato e ingannevole, ma – piaccia o no – l'unica speranza di venire a capo del conflitto. Pero' guai a liquidare le argomentazioni di Lia con sufficienza: l'esperienza degli anni passati non e' dalla parte di chi spera in una pace dignitosamente insoddisfacente per entrambe le parti. E chi ha piu' sofferto, e ha piu' motivo di dubitare oggi, e' certamente la parte palestinese.


martedì, 8 febbraio 2005
Pari sono?
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni — Scritto dal Ratto alle 9:56 am

No, l'idea di bandire la falce e il martello al pari della svastica nazista mi pare indecente.
Non che il regime sovietico e i suoi satelliti non abbiano commesso crimini orrendi in nome del comunismo. Non che la condanna di quei regimi e di quei crimini possa essere stemperata. Stalin non e' stato meglio di Hitler.
Ma solo una ignoranza crassa della storia — o meglio: un'ignoranza servile e interessata che obbedisce ai bisogni di una polemica politica di piccolissimo cabotaggio — puo' dimenticare alcune grandi differenze. Mi vergogno perfino a ricordarle, ma "davvero vivo in tempi bui", e quindi mi tocca farlo.
Il comunismo non fu soltanto Stalin: fu anche l'ideale di liberazione e di riscatto sociale che diede forza e speranza (magari illusorie) a milioni di uomini del ventesimo secolo. E molti di quegli uomini furono in prima linea per sconfiggere il fascismo e il nazismo. E' anche grazie a loro, e agli ideali che li hanno mossi, che oggi viviamo liberi. Certo, ci fu una sorta di eterogenesi dei fini. Ma l'albero si giudica dai frutti. E i frutti del comunismo non furono soltanto i gulag e l'oppressione. Il giudizio sul comunismo non puo' prescindere da questo.
Il comunismo non teorizzo' e non pratico' la soluzione finale. Il nazismo si'. Il fascismo gli si accodo'. Dovrebbe bastare questo per fare una differenza incolmabile. Chi non lo crede, non si faccia piu' vedere ad Auschwitz, ne' nel giorno della memoria, ne' mai.


lunedì, 7 febbraio 2005
Che tristezza
Nelle categorie: Cinema e TV — Scritto dal Ratto alle 5:54 pm

Scopro da EmmeBi che e' morto Dan Lee, uno dei disegnatori che stanno dietro a grandi film d'animazione come Finding Nemo, Monsters, Inc. e A Bug's Life.


lunedì, 7 febbraio 2005
Rompicoglioni
Nelle categorie: Ma vaffanculo!, Web — Scritto dal Ratto alle 4:52 pm

Non trovo il tempo per il blog, in questi giorni. E il poco che trovo va via nella cancellazione di oltre cento commenti-spam al giorno. Qualcuno conosce un modo per fare molto male ai rompicoglioni che li spediscono?


venerdì, 4 febbraio 2005
Gelo
Nelle categorie: Curiosando e andando in giro — Scritto dal Ratto alle 12:39 pm


Qualche giorno fa, in giro per le colline del Chianti (le altre foto sono su Flickr).


mercoledì, 2 febbraio 2005
RPP
Nelle categorie: It — Scritto dal Ratto alle 2:13 pm

Non si dovrebbero mai mettere insieme un padre affetto da RPP (rincoglionimento parentale profondo), suo figlio di nemmeno un mese d'età, una macchina fotografica nuova e un blog. Perche' poi il risultato e' che vi beccate un post come questo.



martedì, 1 febbraio 2005
Letture varie
Nelle categorie: Quel che resta, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 10:39 pm

Mi sa che sacripante! mi piace.

E invece mi sa che Sergio Romano mi disgusta al punto che non trovo lo stomaco per parlarne. Nemmeno per mandarlo affanculo.


martedì, 1 febbraio 2005
Treppiede
Nelle categorie: Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 10:15 pm

Con la nuova macchina fotografica ci hanno mandato questo. Che ne dite, rischiamo l'arresto per "porto di oggetto adatto a offendere"?

(art. 4 L. 110/1975: "Senza giustificato motivo, non possono portarsi, fuori dalla propria abitazione o delle appartenenze di essa, bastoni muniti di puntale acuminato, strumenti da punta o da taglio … nonche' qualsiasi altro strumento non considerato espressamente come arma da punta o da taglio, chiaramente utilizzabile, per le circostanze di tempo e di luogo, per l'offesa alla persona.")

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