lunedì, 31 gennaio 2005
Le terre di Gerusalemme Est
Nelle categorie: Ebraismo, Israele e dintorni, Politica e altre indignazioni, Umori e malumori — Scritto dal Ratto alle 1:42 pm

(e la cecità di chi non vuol vedere)

La vicenda dell'espropriazione delle terre di proprieta' palestinese a Gerusalemme Est (precedenti post qui, qui e qui) si sta ritorcendo contro il governo di Israele. Sono di oggi due notizie interessanti: la prima e' che su pressioni americane e in vista della visita di Condoleeza Rice in Israele, il governo ha promesso di riconsiderare la decisione; la seconda e' che il Ministro della Giustizia Mazuz ha negato di essere mai stato messo a conoscenza della decisione, assunta in un incontro segreto dell'esecutivo.
Colgo l'occasione per segnalare che avevo chiesto ad alcuni blogger filoisraeliani una opinione su questa vicenda. Esperimento ha risposto cosi' (nei commenti a questo post):

Caro Angelo, ho letto l'articolo e ci sono delle cose che non mi convincono tanto. Non metto in dubbio che Israele abbia commesso delle ingiustizie e in alcuni casi dei reati. Però l'articolo comincia con: "in una riunione segreta". Se è stata segreta, come fa il giornalista a sapere cosa si sono detti? Inoltre tutte le sedute parlamentari in Israele sono pubbliche (o pubblicate) come succede anche qui in Italia, se non erro.
Ho poi cercato su internet alcuni dei nomi citati: non solo non ho trovato nessun'altra fonte che parlasse dei contadini intervistati (Johnny Atik, ecc.) che potrebbe anche essere plausibile, ma nemmno del "coordinatore" di questo dipartimento delle "absentee properties". Senza contare che quest'ultimo viene menzionato soltanto dai detrattori di Israele, possibile che una personalità così importante non figuri da nessuna parte se non in questo articolo?

Ovvero: siccome la notizia non mi piace, nego che sia attendibile. In barba perfino all'evidenza. Continuiamo a raccontarci le favole, va'.

P. S. Nel caso Ha'aretz non sia abbastanza autorevole per dare credito a questa vicenda, qui c'e' anche il Washington Post che ne parla (per vedere l'articolo e' richiesta la registrazione gratuita).

4 Commenti a “Le terre di Gerusalemme Est”

  1. alessio ha scritto il 31 gennaio 2005 alle 4:10 pm

    E il Guardian:
    http://www.guardian.co.uk/israel/Story/0,2763,1402261,00.html

  2. Too Old to Weblog ha scritto il 31 gennaio 2005 alle 5:04 pm

    This Land is Our Land
    Israele usa una vecchia legge per annettersi le terre rimaste da un lato del muro costruito in Cisgiordania.

  3. lia ha scritto il 1 febbraio 2005 alle 1:52 am

    A me sembra che il problema stia nel fatto che degli appassionati sostenitori di Israele dicano di "aver cercato Benvenisti in rete" per sapere chi sia. E' successo anche sul mio blog, una volta, e ancora me lo ricordo.

    A questo punto, ti confesso un mio problema: io, come è noto, di fronte a queste cose mi incazzo. Mi incazzo perchè non riesco assolutamente a capire come sia possibile che delle persone che sostengono in modo appassionato Israele non conoscano personaggi o fatti che sono conoscenza comune, direi scontata, di chi coltiva interesse per la questione. Non dico che si debba sapere tutto. Certo che no, e scagli la prima pietra bla bla.
    Dico però che alcune cose o persone le conosci per forza perchè ci incappi mille volte, non puoi non conoscerle.
    Il mio istinto, quindi è sempre stato quello di pensare: "Ah, ok; allora, se non sai questo, la verità è che della questione non te ne frega in realtà un tubo e la stai utilizzando solo per dare una veste 'accettabile' a quello che è semplice razzismo antiarabo."
    Dietro diverse mie incavolature sul blog c'è sostanzialmente questo ragionamento.

    Adesso vorrei metterlo in discussione, questo mio ragionamento.
    Vorrei provare a ipotizzare che si possa essere DAVVERO appassionatamente al fianco di Israele per amore verso Israele e non per odio verso gli arabi e, contemporaneamente, possedere un'informazione oggettivamente lacunosa senza, nella maggior parte dei casi, avere l'attenuante della giovane età.
    Voglio dire, e giuro che lo dico senza alcuno spirito polemico: è possibile la buona fede in posizioni che a me paiono sbalorditive?
    E – se è possibile – come, in che modo è possibile?
    Per me, la chiave dei miei rapporti tempestosi con diversi sostenitori di tesi opposte alle mie è tutta qui, attorno a questo nodo che non riesco a sciogliere.

    Tra l'altro credo che sia una questione-chiave, questa, a prescindere dai miei personali malesseri: si può discutere a patto che si condivida la nozione dell'oggetto di discussione. E' inutile che discutiamo di elefanti se, quello che per me è un elefante, per Tizio è un canguro. Nel migliore dei casi, io e Tizio ci accuseremo a vicenda di avere le allucinazioni. Nel peggiore, ognuno dei due penserà che l'altro finge di vedere ciò che non c'è per nascondere loschi fini.
    (Io ci divento matta: se uno pensa DAVVERO che Israele sia nata popolata esclusivamente da scampati all'Olocausto, poi per forza mi considererà un'aspirante sterminatrice di ebrei.
    D'altra parte, io non posso concepire che uno sia davvero interessato ad Israele avendo, nel contempo, idee tanto lacunose sulla sua nascita. Mi sento presa in giro e lo mando al diavolo. Esiste un punto a partire dal quale si può avere una discussione fruttifera, partendo da questi presupposti? E, se esiste, qual è?)

    Ora: questa questione non è il sesso degli angeli. Esistono dei dati di fatto. Esistono delle verità oggettive. Esistono degli imperativi morali ed etici incontrovertibili.
    Che cosa succede, allora? Dov'è il problema? Come è possibile, a prescindere dal caso specifico, che delle persone rispettabilissime vedano canguri dove altre persone, a loro volta rispettabilissime, vedono elefanti?
    Se avessi una risposta a questa domanda, avrei risolto uno dei principali misteri della mia vita.

    P.S. Poi, quando ti capita, raccontami pure quali mie posizioni "ti fanno fremere", ché sono curiosa. Magari in un'altra occasione.

  4. alessio ha scritto il 1 febbraio 2005 alle 10:20 am

    C'è il problema religioso: per gli ebrei ultra quella terra è data da Dio e permettimi che qualsiasi formalismo umano non possa resistere di fronte alla legge divina. Ma anche per i cristiani ultra dell'America la terra di Israele è fondamentale per il compimento di un'Apocalisse da loro inventata: l'ho scoperto solo recentemente e ho dovuto rileggere tre volte per convincermi non era la sceneggiatura di un brutto film di fantascienza.

    Insomma: se sei un ultra-religioso che crede alla mano di Dio nella storia puoi credere a qualsiasi cosa ti venga propinata, ed essere impermeabile alle critiche "oggettive", anzi uscirne rafforzato nelle convizioni. Stiamo parlando di gente che mette in discussione Darwin

    Poi, naturalmente, ci sono quelli che ci marciano e usano quelli di cui sopra.

Some rights reserved

I contenuti originali di questo blog sono coperti da una Licenza Creative Commons.

Creative Commons License

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.

Autori

Accedi
Registrati

Aggreghiamo su

Autism Blogs Directory

Gambero Rosso Social Space

A casa Montag

Autismo: risorse online

Blog: autistici e genitori

Blog: culture di rete

Blog: Ebrei e Arabi

Blog: informatori

Blog: inventori

Blog: narratori

Blog: punti di vista

Ebraismo, Medio Oriente

Free Knowledge

Il mondo per gli occhi

Le mie webradio

Politica

Tutto il resto